Quando Trump la corteggiava

di Enrico Matzeu
Tra lei e il neo presidente Usa ci fu una liaison mai sbocciata. Lory Del Santo la ricorda: «Lui era interessato, ma io presi un'altra direzione». Melania first lady? «È all'altezza del ruolo, fidatevi».

John Richmond - Arrivals - Milan Fashion Week Menswear Autumn/Winter 2012È stata per molti un’icona di sensualità, per altri di stravaganza, per tutti la donna che ha vissuto un’intera vita a tre quarti. È Lory Del Santo, ora alle prese con la quinta edizione di Pechino Express, su Rai Due, in coppia con il suo giovanissimo fidanzato Marco Cucolo. Assieme sono gli #Innamorati, anche se ai momenti più smielati hanno preferito la grinta e l’audacia, che gli ha fatti vincere parecchie di tappe. Anche l’ironia e quella giusta dose di surrealtà sono stati gli ingredienti fondamentali della loro gara, regalando al pubblico perle e aforismi, difficilmente imitabili. Negli ultimi anni è stata la regina – e spesso vincitrice – di reality nostrani, oltre che ideatrice della chiacchierata web serie The Lady, ma in passato ha fatto parlare di sé soprattutto per i suoi affaire amorosi con artisti d’Oltreoceano, come Eric Clapton e George Harrison, anche se dal momento dell’elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti, a tutti è tornata in mente la liaison – in realtà mai sbocciata – tra la Del Santo e il tycoon americano. «Le nostre vite non si sono mai realmente intrecciate. Si vede che doveva andare così», ha spiegato Lory a LetteraDonna, all’indomani dell’elezione più discussa in tutto il globo.

DOMANDA: É vero che ci sarebbe potuta essere lei oggi al posto di Melania Trump?
RISPOSTA: Diciamo che Donald era molto interessato, mi ha cercata, ma io in quel momento avevo una direzione diversa. A volte nella vita le linee non si intersecano.
D: Cosa pensa del suo ingresso alla Casa Bianca?

R: Lui rappresenta il nuovo, mentre se avesse vinto Hillary Clinton sarebbe stato come continuare sulla stessa strada. Una buona via, ma non abbastanza innovativa.
D: Che tipo è Donald Trump?
R: Una persona molto cordiale che però in un guizzo sa imporsi. Ha un grande senso del potere e sa come gestirlo. Insomma, è uno che sa ottenere ciò che vuole.
D: Secondo lei Melania Trump è all’altezza della first lady precedente, Michelle Obama?
R: Sicuramente sì. Dopo che si sarà insediata, invece di seguire la moglie di William, Kate Middleton, seguiremo lei. Ne sono certa.
D: Cosa pensa invece del premier italiano Matteo Renzi?
R: Anche lui, come Trump, è stato un guerriero. Ha fatto saltare tutti e ha vinto una sfida contro dei titani, diventando presidente del Consiglio. C’è chi nasce predisposto per vincere.


D: Parlando invece di Pechino Express, che sensazioni le ha lasciato?
R: Voglia di credere nell’avventura, e la certezza che nel mondo ci sono persone meravigliose. Basta cercarle.
D: Eravate un gruppo molto affiatato, ma ci sarà stato qualcuno che non le è andato a genio…
R: Non mi è piaciuto l’atteggiamento di alcuni che continuamente si lamentavano della fatica e della difficoltà della gara: una lagna continua. Secondo me quando prendi un impegno si va avanti o lo si lascia, senza trascinare malcontenti.
D: Con le altre donne in gara c’è stata solidarietà o rivalità?
R: C’è sempre solidarietà fino a quando non ti devono eliminare. Lì scatta un meccanismo diverso e sorprendente. Mi sono accorta che gli apprezzamenti avuti erano solo propaganda, una trappola per non essere eliminati nel caso si fosse presentata l’opportunità.
D: Com’è stato Marco come compagno d’avventura?
R: Energico e simpatico. Di certo non perfetto per vincere tutte le tappe, ma un compagno che mi ha dato comunque tutto il supporto possibile.


D: Come mai ha scelto di portarsi lui?
R: Per condividere qualcosa che ritenevo speciale, perché è sempre stato bravo negli anni trascorsi con me e se lo meritava. È una persona umile, disponibile e onesta.
D: Tra l’Isola dei Famosi e Pechino Express, quale esperienza è stata più interessante per lei?
R: L’Isola è imbattibile per lo stress psicologico, mentre Pechino per lo stress da gara e la tensione adrenalinica che fa dimenticare il resto del mondo.
D: Con quale personaggio di The Lady avrebbe affrontato il viaggio se non ci fosse stato Marco?
R: Sarei partita con il mio attore preferito di The Lady 2, Maccio Capatonda.
D: Cosa risponde a chi ne critica la qualità e la sceneggiatura?
R: È un film fatto senza risorse economiche, che fa della passione e della voglia di partecipare degli attori la sua forza. La sceneggiatura è inossidabile ed è il suo punto forte. Chi la critica è perché non la capisce. È criptata e ha dei codici segreti da indovinare. Ho avuto coraggio e so che se avessi i fondi di una produzione seria, potrei fare miracoli.
D: Da dove prende ispirazione per scriverla?
R: Ma basta uscire di casa e parlare con la gente. È una fonte inesauribile di spunti. Io sbarro gli occhi ogni tre secondi.


D: Cosa vedremo nella terza serie?
R: Sarà una conferma che con l’esperienza non si può che migliorare. Ho messo tutto quello che potevo per farlo brillare di una luce inedita.
D: I suoi aforismi a Pechino hanno conquistato tutti, glieli scriveva qualcuno?
R: Nooo, io sono l’autrice di me stessa. Ogni cosa che improvvisamente penso dovrei scrivermela perché si rivela poi essere unica e indimenticabile.
D: Com’è stare con un ragazzo come Marco Cucolo?
R: È come stare in una barca che devi dirigere tu. Il bello è riuscire a farla arrivare in porto.
D: La differenza di età non l’ha mai spaventata?
R: No, ho bisogno di voglia e di energia. Anni fa sono rimasta scioccata da un fidanzato che, avendo già visto tutto nella vita, trovava che stare in una bella villa senza nessuno che rompeva le palle fosse il top. Ho vissuto momenti da incubo: morire tra mura sicure.

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Publicato in: Attualità, Donne della settimana Argomenti: , , , Data: 11-11-2016 01:30 PM


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