«Il mio cuore batte per il doppiaggio»

di Paola Medori
In Braccialetti Rossi 3 recita nel ruolo di Bobo. Ma la vera passione di Nicolò Bertonelli è un'altra. Al punto da aver creato uno studio di registrazione in un armadio. La nostra intervista.

bertonelliUna montagna di ricci e un’innata eleganza. È l’identikit di Nicolò Bertonelli, 16 anni, noto per il ruolo di Bobo, un ragazzino cardiopatico, introverso e scostante, nella terza stagione di Braccialetti Rossi. Al grido di «Watanka», il giovane protagonista ha già conquistato il pubblico di RaiUno e, soprattutto, il cuore delle fan. Nato a Forte dei Marmi, è approdato alla seguitissima serie per caso, dopo aver mandato un video sul sito di Carlo degli Esposti della Palomar. Poi due provini, uno a Roma e l’altro a Firenze. «In entrambi il regista Giacomo Campiotti mi ha fatto suonare la chitarra, che avevo portato per passare il tempo. Ricordo che ero molto agitato», confessa a LetteraDonna. Bobo è completamente diverso da lui: «Io sono un ragazzo solare, giocherellone e socievole, mentre lui è scontroso, molto serio e introverso. Almeno all’inizio». Al sua prima esperienza sul piccolo schermo Nicolò si è appassionato al processo che permette a un attore di entrare nel personaggio: «Giacomo aveva un’idea di Bobo molto precisa e io ho seguito tutti i suoi consigli alla lettera. Addirittura anche il modo di parlare era studiato. È stato difficile. Un’esperienza unica, indimenticabile ma divertente».

bertonelliDOMANDA: Come è entrato nel ruolo?
RISPOSTA: Sul set, Mi sono divertito molto.
D: È stato difficile inserirsi in un gruppo di attori già consolidato?
R: No per niente. Tutti i ragazzi sono stati molto accoglienti e simpatici. Mi sono sentito subito a casa, e infatti adesso posso dire che è la mia seconda famiglia. Ho vissuto cinque mesi insieme a loro, e mi sono divertito molto.
D: Cosa facevate quando non giravate?
R: Passavamo le ore girando cortometraggi, suonando e anche studiando.
D: Di Carmine Bruschini, ovvero Leo, ha scritto su Facebook: «Un compagno di questa mia grande avventura. Un amico, ma soprattutto, ‘un vero principe’», in che senso?
R: Lui ha un modo di fare molto elegante, ‘regale’ sia nel modo di mangiare che nel muoversi. E per questo motivo mia mamma, quando stavamo insieme, lo chiamava sempre così.
D: Lei e il suo personaggio avete caratteri diversi. Ma avete qualcosa in comune?
R: L’amore per la musica. Frequento il liceo musicale, come Bobo, e suono più strumenti. Anche io sono appassionato di tecnologia e di informatica.
D: Come si spiega l’enorme successo di Braccialetti Rossi?
R: Credo sia dovuta al fatto che trasmetta un insieme di valori importanti come l’amicizia, l’unione, il coraggio e la forza. Valori che oggi ricercano tutti, gli adolescenti in particolare. E la televisione non offre tanti prodotti di questo genere. In più, la regia di Campiotti rende questa fiction unica.
D: Farà parte del cast della quarta edizione?
R: Sinceramente non so cosa rispondere. Penso che in questo momento la quarta edizione sia in fase di scrittura. Ma non so altro.
bertonelliD: Come è nato il suo amore per la recitazione?
R: Attraverso il doppiaggio, la mia prima vera grande passione. Frequentavo una scuola di doppiaggio, dove studiavo dizione e recitazione. Pensi che mi sono fatto uno studio di registrazione all’interno dell’armadio di camera mia, dove passo tutt’ora giornate a doppiare scene di film a cui attraverso dei programmi riesco a togliere la voce.
D: Come concilia la vita d’attore con quella privata di un ragazzo della sua età?
R: Per adesso la mia vita è cambiata poco. Vado a scuola, con la differenza che ogni tanto qualche persona mi riconosce e mi chiede di fare una foto. Ho i miei amici e faccio sempre le stesse cose di prima.
D: Frequenta il liceo musicale. Sogna una carriera da popstar ?
R: Amo molto la musica, però preferirei che il mio futuro fosse dentro una sala di doppiaggio.
D: Niente ruoli al cinema?
R: Chiaramente, dopo l’esperienza di Braccialetti Rossi mi piacerebbe poter diventare anche un attore. Infatti un altro mio sogno è andare a studiare a Roma in una scuola che mi permetta di concentrarmi su queste due mie passioni.
D: Il suo attore, attrice e regista preferiti?
R: Mi piacciono moltissimo Johnny Depp e Meryl Streep. Come regista, oltre a Giacomo Campiotti, dico Roberto Benigni e Gabriele Muccino.
D: E il suo mito musicale?
R: Mi piace molto Michael Jackson. Lo ascolto da quando sono piccolo. Era e sarà per sempre il Re del pop. È stato un grande in tutti i sensi. Come cantante, ballerino, autore, intrattenitore: il numero 1.
D: Ha un cane di nome Pelè: tra i suoi hobby c’è anche il calcio?
R: Assolutamente no. Non lo seguo, il nome è totalmente casuale. Lo abbiamo scelto con un’estrazione a sorte in famiglia. Quel nome lo aveva scritto mio papà.
D: Pratica qualche sport?
R: Attualmente no. Ma per diversi anni ho giocato ad hockey su pista.
D: Come trascorre il tempo libero?
R: Quando non ho niente da fare, se non sono in camera a doppiare, mi metto a suonare uno dei miei strumenti: chitarra, pianoforte o sassofono. Oppure mi ritrovo insieme ai miei amici a suonare nel nostro gruppo chiamato The Falling Brick. La cantante è mia sorella Carolina.
D: È social dipendente e sempre connesso?
R: Non mi considero tale, anche se mi piace tenere un contatto con le persone che mi seguono. E quindi come tutti ho dei social dove pubblico foto, pensieri e tutto il resto.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 11-11-2016 10:19 AM


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