L'Anpi fa fuori la senatrice

Laura Puppato del Pd annuncia il suo 'Sì' al referendum costituzionale del 4 dicembre. E l'associazione dei partigiani le risponde con un 'No' al rinnovo della tessera.

La senatrice del Pd Laura Puppato deve rinunciare alla sua iscrizione all’Anpi. Il motivo? Aver preso posizione a favore del ‘Sì’ in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre. Lo ha annunciato Umberto Lorenzoni, partigiano e presidente dell’Anpi di Treviso: «Non appena dalla sezione di Crespano mi arriverà la richiesta di rinnovo della Puppato, gliela straccerò e le ridarò indietro i soldi dell’iscrizione: chi fa propaganda per il Sì al referendum, di fatto, fa propaganda contro l’Anpi». La sezione di Crespano del Grappa, in realtà, è il secondo ‘tentativo’ della senatrice, che a giugno si era vista rifiutare il rinnovo della tessera a Montebelluna, dove risiede, sempre perché in favore del Sì. «Quelli di Crespano mi sentiranno, poiché sembrano non essere al corrente della direttiva nazionale dell’associazione che dice chiaramente che si vota No», ha spiegato Lorenzoni alla Tribuna di Treviso.

Comprensibile l’amarezza della Puppato, comunicata sui social: «Credevo che i partigiani avessero combattuto contro il fascismo per la libertà, oggi invece vedo l’ANPI manifestare a Latina assieme a Forza Nuova e viene espulso chi esprime un’idea diversa dal vertice».

Com’era prevedibile, questa vicenda ha scatenato polemiche sui social. C’è chi fa riferimento allo sdegno che oggi proverebbero i partigiani che non ci sono più, ma che diedero la vita (o la rischiarono) per darci la libertà di votare Sì. Altri, invece, storcono il naso per la strana alleanza tra l’Anpi e Casa Pound, unite per il No.

Nata a Crocetta del Montello (provincia di Treviso) il 17 febbraio 1957, Laura Puppato è entrata in politica piuttosto tardi, ovvero nel 2002, candidandosi a sindaco di Montebelluna, impegnandosi nella battaglia contro la costruzione di un inceneritore ritenuto dal forte impatto ambientale. Lo ha fatto con una lista civica appoggia da L’Ulivo e vincendo a sorpresa, considerata la tradizione di centrodestra della città. Ha ricoperto la carica di sindaco fino al 2011, iscrivendosi nel frattempo al Pd dopo aver rifiutato il ‘corteggiamento’ di Beppe Grillo, che avrebbe voluto reclutarla nel Movimento 5 stelle. Dal 2010 al 2013 la Puppato ha fatto parte del Consiglio regionale del Veneto e, nel 2012, si è persino candidata alle primarie del centrosinistra, vinte poi da Renzi: per lei, 80.628 voti, pari al 2,6% del totale. Candidata come capolista del Partito Democratico in Veneto, è stata eletta senatrice a febbraio del 2013. Adesso la grana dell’Anpi: «Pensavo di essere iscritta ad un’associazione che tutela la libertà. Così dovrebbe essere […] Quello che sta succedendo ha il sapore della pretestuosità e di un odio che si spiega solo con un aperto conflitto con il Pd rappresentato da Renzi. L’Anpi sta commettendo il più grosso errore della sua storia», ha commentato con amarezza raggiunta da L’Unità.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti, Top news Argomenti: , , Data: 10-11-2016 03:25 PM


Una risposta a “L’Anpi fa fuori la senatrice”

  1. Francesco Cecchini scrive:

    Critiche di Francesco Cecchini a senatrice Puppato.
    SENATRICE PUPPATO E L’ ART. 21 DELLA COSTITUZIONE.
    Art. 21 della Costituzione: “Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”
    Quando nel marzo del 2013, Laura Puppato lo accusò di essere un piccolo ducetto , Flavio Zanonato, ora deputato al parlamento europeo affermò:
    “ Mi sembra giusto che la gente sappia che la Puppato non accetta le critiche e che non è affatto quella che sembra in televisione.”

    Le mie critiche alla senatrice Puppato riguardano principalmente i seguenti punti:
    · La strumentalizzazione partitica dell’evento del Cansiglio il 9 settembre 2012. Puppato si presentò come oratrice unica e capogruppo del PD in Consiglio regionale Veneto. Fatto grave che ruppe l’unità delle forze antifasciste.
    · La sua performance come sindaco di Montebelluna. Tra l’altro fu denunciata al TAR dal WWF locale. In merito ho redatto un’ analisi di quello che ha fatto come amministratrice della città.
    · Quando nel luglio del 2011 il Consiglio Regionale Veneto si è pronunciato a favore della riconversione a carbone della centrale elettrica di Porto Tolle, Puppato capogruppo del PD non si è opposta come hanno fatto altri, per esempio Bertolissi eletto nella stessa lista, ma si è astenuta, facendo passare questo come una critica / atto di accusa alla politica veneta.
    · La legge 27/12 che permette al Movimento per la vita, od altri, di entrare negli ospedali senza l’ autorizzazione della autorità sanitaria, come prevede la 194, ottenne il voto favorevole da Puppato allora capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Veneto ( La commissione Sanità del Consiglio regionale poco tempo fa ha respinto il testo che autorizzava l’ ingresso negli ospedali ad associazioni che si occupano di etica e salute. Il Movimento per la vita, innanzitutto. Così torna in giunta il regolamento della legge 27 approvata 2 anni fa. Una grande vittoria delle donne, una sconfitta per Puppato ).
    · L’ aver votato in Senato l’abolizione dell’art. 138 della Costituzione, dopo aver partecipato alcuni giorni prima, il 12 ottobre 2013 a Roma ad una manifestazione a sostegno carta costituzionale.
    · Il cambiare troppo spesso posizione. Puppattiana durante le primarie del PD del 2012 per ottenere la segreteria del partito e la presidenza del consiglio. Poi, via via, bersaniana, amica dei grillini,civatiana ed ora renziana.
    · L’ aver abbandonato per ben due volte il territorio dove era stata eletta, prima di terminare il suo mandato. Prima Montebelluna dove era sindaco,per diventare consigliere regionale veneta, poi il Veneto per diventare senatrice.

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