Mi manda Fiorella

di Andrea Cominetti
A tu per tu con Antonella Lo Coco, cantante e finalista della quinta edizione di X Factor. Lei e la Mannoia si conobbero durante il programma, e nacque un'intesa: da un duetto a un album insieme.

AntonellaLoCoco-3_©Michele PiazzaDicevano tutti avrebbe vinto lei, sia fuori che dentro X Factor. Per la qualità delle esibizioni e la quantità di complimenti che – a fine di ogni performance – si portava a casa dalla giuria. Eppure Antonella Lo Coco, quell’anno, si dovette accontentare del gradino più basso del podio, dietro a una lanciatissima Francesca Michielin e ai Moderni, gli outsider di quell’edizione. Era il 2011, ma di lei (e dei suoi occhi azzurrissimi, dei capelli neri da maschiaccio, delle braccia tatuate d’inchiostro) si ricordano ancora in molti: «Da allora sono successe un sacco di cose: ho pubblicato un album – Geisha, dalle sonorità elettro pop – e vari singoli, ho recitato in un film, ho fatto parte della giuria di Io Canto. E ora sono tornata, a maggio, con Non ho più lacrime, scritto e prodotto da Fiorella Mannoia, con cui sto lavorando anche all’album».

DOMANDA: Partiamo da qui, da Fiorella Mannoia.
RISPOSTA:
Ci siamo conosciute proprio a X Factor, avevamo duettato nella finale, e da lì le sono rimasta impressa. Quando mi ha chiamata, ho pensato volesse propormi di cantare a un suo concerto, che già sarebbe stato un grande onore. Invece, mi ha parlato della canzone, mi ha fatto ascoltare il provino e l’abbiamo sviscerata un po’ insieme. Anche questo è stato importante, perché spesso i brani arrivano già pronti e finiti, devi soltanto cantarli, qui è stato diverso.
D: Come mai ha scelto proprio lei? Gliel’ha chiesto?
R:
Sì, gliel’ho chiesto subito. E lei mi ha risposto che le ero rimasta impressa, dal nostro duetto di cinque anni prima, e che spesso si era chiesta perché non avessi raggiunto livelli più alti.
D: Anche lei se l’è chiesto?
R:
No, io ho semplicemente fatto quello che mi sentivo di fare. In generale, è molto difficile – anche dopo un talent – trovare uno spazio, soprattutto perché il pubblico del talent va e viene, è più fan del programma che dell’artista. E poi il tempo che hai per farti conoscere è oggettivamente poco.
D: È il lato negativo di X Factor?
R:
Ha lati positivi e lati negativi tra cui questo: è tutto molto veloce e non tutti raggiungono subito risultati molto alti. Quelli che hanno lasciato il segno si contano sulle dita di una mano, sono un decimo di quelli che sono effettivamente passati.
D: Che ricordo ha di quell’esperienza?
R:
Bellissimo. Grazie allo stato di isolamento in cui eravamo – sono riuscita a concentrarmi molto. Ha coinciso con un momento di crescita personale molto importante, in cui ho capito i miei limiti e pensato di superarli.
D: Tutti erano sicuri avrebbe vinto. Anche lei?
R:
Io ho cominciato a pensare di poter vincere in semifinale, quando ho proposto il mio inedito Cuore scoppiato. Poi, però, quando ho sentito quello di Francesca (Michielin, ndr) ho capito avrebbe vinto lei. La canzone che Elisa aveva scritto per lei era bellissima, più immediata rispetto alla mia.
D: Ha mantenuto dei rapporti con i suoi compagni d’avventura?
R:
Sì, un po’ con tutti devo dire. Ci sentiamo per le occasioni ufficiali, come il Natale o il compleanno, mentre ogni tanto ci vediamo per quelle musicali. Rimanere in contatto non è comunque facile, considerando soprattutto che abitiamo tutti in città diverse.
D: Si sente cambiata da quell’esperienza?
R:
Più che altro sono maturata, anche dal punto di vista musicale. Ho iniziato ad ascoltare tanta musica e di tanti generi diversi, per non rimanere sempre ancorata agli stessi stili.
D: Che ne pensa della giuria dell’edizione 2016?
R:
In verità, non sono ancora riuscita a vedere neanche una puntata.
D: Lei stessa ha fatto parte di una giuria, nel talent per bambini Io canto
R:
Sì, appena mi hanno chiamato ho pensato proprio allo stravolgimento dei ruoli, da concorrente a giudice. In realtà, più che giudice ero comunque una dispensatrice di consigli, raccontavo ai ragazzi quella che era la mia esperienza. Loro, per l’età che avevano, erano tutti molto bravi e tutti sognavano di diventare dei cantanti professionisti. Da parte mia, ho cercato sempre di farli divertire e di fargli vivere una competizione sana, questo prima di tutto.
D: Ha avuto pure il tempo di fare l’attrice, in Ci vuole un gran fisico interpretava la figlia di Angela Finocchiaro.
R:
Sì, mi sono preparata con lei e con un acting coach per tre mesi, esercitandoci tutti insieme. La recitazione ha tempi completamente diversi rispetto alla musica, molto più lenti: ti convocavano la mattina presto per girare magari alle dieci di sera. La stessa scena veniva poi ripetuta un sacco di volte, mentre quando canti hai una possibilità soltanto.
D: Ha intenzione di continuare con la recitazione?
R:
Nel 2017 ho in programma un’altra esperienza cinematografica, ma sempre legata alla musica.
D: Quindi al centro resta lei, la musica.
R:
Sì, assolutamente. Recitare è un bel contorno, ma io resto una cantante.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 10-11-2016 05:00 PM


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