Veronesi, un femminista ante litteram

di Andrea Cominetti
Intervista ad Annalisa Chirico, che con il Professore ha scritto la sua biografia nel 2015. «Viveva la vita con bramosia. E non ha mai giudicato quelle degli altri. Era allergico al moralismo».

chirico«Andate avanti, perché il mondo ha bisogno di scienza e ragione».
A diverse ore dalla sua scomparsa, le ultime parole di Umberto Veronesi sono risuonate nelle teste delle persone che hanno lavorato con lui e non solo. Il Professore, nato a Milano il 28 novembre 1925, è stato una delle figure di riferimento nella lotta ai tumori, anche grazie alla creazione di una Fondazione che dal 2003 porta il suo nome. Più di chiunque altro, Veronesi ha dato impulso e innovazione alla ricerca medica italiana e ha rivoluzionato la percezione della malattia oncologica, imponendosi all’interno della cultura scientifica internazionale. Molte le persone che lo ricordano (e lo piangono), tra cui la giornalista Annalisa Chirico, 30 anni, che insieme a lui ha scritto Confessioni di un anticonformista. Una biografia autorizzata, pubblicata da Marsilio nel 2015, «che – per come è stata concepita – rappresenta il suo ennesimo gesto di umiltà».

DOMANDA: In che senso?
RISPOSTA:
Non è la glorificazione di un luminare, ma il ritratto di un uomo, con i suoi egoismi – piccoli e grandi – e le sue contraddizioni. Veronesi ha avuto appunto l’umiltà e il coraggio di proporsi in un libro senza paura di essere giudicato, accettando di mostrare una parte meno convenzionale di sé.
D: Come l’ha conosciuto?
R:
L’ho intervistato per Panorama qualche anno fa, in merito all’abolizione dell’ergastolo ostativo, ma lo seguivo da molto prima. Ho sempre condiviso le sue posizioni antiproibizioniste – sulla droga e sul fine vita – e 15 anni fa sono anche diventata vegetariana a seguito della lettura di alcune sue riflessioni.
D: Quindi ha deciso di scrivere la sua biografia.
R:
Sì, Veronesi all’inizio era titubante. «Io ne farei anche a meno» mi disse, ma quando gli comunicai che sarei andata avanti lo stesso, anche senza di lui, si convinse a partecipare. Capì che era più conveniente scriverla con me piuttosto che lasciarmi a briglie sciolte.
D: Come vi siete organizzati?
R:
C’incontravamo settimanalmente a Milano, spesso nel suo studio. Veronesi amava andare in ufficio, stare tra i suoi pazienti e i suoi collaboratori, sentirsi attivo.
annalisa-chirico-libro-su-umberto-veronesi-726904D: Che ha imparato su di lui scrivendo il suo libro?
R:
È stato un femminista ante litteram, senza quel moralismo tipico di un certo tipo di femminismo. Ha operato oltre 100 mila pazienti e rivoluzionato la tecnica chirurgica mammaria. A differenza di molti suoi colleghi, lui aveva capito il valore della mammella, che era importante per la donna in quanto tale e non solo in quanto portatrice di figli.
D: Ha parlato di un’assenza di moralismo…
R:
Sì, ne era allergico. Era un uomo che ha sempre vissuto la propria vita senza giudicare quella degli altri. Ha amato molto il sesso e molto le donne, mi diceva che gli si buttavano addosso e lui non riusciva a scansarle.
D: Ricorda un episodio in particolare?
R:
Ricordo i nostri pomeriggi. Tra noi c’era un qualcosa di sottinteso, lui mi ammirava molto, mi diceva sorridendo «oh, Annalisa, se solo fossi più giovane». E me lo diceva con una tenerezza straordinaria, che celava ancora una certa carica erotica. Diciamo che ero un anelito nostalgico verso un eros ormai appassito.
D: Si spieghi meglio…
R:
Veronesi viveva il dramma di chi è stato un gran bell’uomo, con uno straordinario fascino, e soffriva del corpo che non rispondeva più ai suoi stimoli.
D: Cosa le ha insegnato?
R:
Soprattutto ad amare avidamente la vita, che viveva con bramosia e ingordigia, cosa che io non riesco a fare. Lo osservavo, contemplavo questa sua voglia di fare nonostante l’età e – in virtù di questo – spesso mi sentivo inadeguata.
D: E cosa, invece, si augura per il futuro?
R:
Spero che le sue idee continuino a vivere anche nel presente. In quest’ultimo periodo stanno scomparendo tutta una serie di personalità di un certo peso, da Pannella a Bernabei, e mi auguro che spicchino preso nuove figure della stessa caratura.

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Publicato in: Attualità, libri, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 10-11-2016 05:30 PM


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