Tutti (i vip) pazzi per il loro gelato

di Eloisa Covelli
A tu per tu con la moglie e la figlia di Alberto Pica, storico gelatiere romano. Dal locale che compie 45 anni sono passati politici e vip: da Carlo Verdone a Mel Gibson, al ministro Andrea Orlando.
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Maria Giovanna Miani ed Evelina Pica (foto Eloisa Covelli).

I più golosi non possono passare da Roma senza fare una capatina alla gelateria Pica, in via della Seggiola, a due passi da Campo dei Fiori, di fronte al ministero della Giustizia. Storico punto di ritrovo romano di politici e vip, che da poco ha festeggiato i suoi 45 anni di vita. A custodire i suoi segreti, dopo la morte nel 2015 del fondatore Alberto, a cui i giornali hanno dedicato pagine di coccodrilli come si fa con i «re di Roma», sono due donne: Maria Giovanna ed Evelina.
Maria Giovanna Miani è la vedova Pica, anni 72, portati splendidamente, gestisce la gelateria come una brava padrona di casa. Evelina Pica è invece la figlia dello storico gelatiere Alberto, occhio vigile di tutto quello che succede nel locale. Entrare lì è come fare un tuffo nel passato e nella cronaca assieme. Mentre siamo sedute a un tavolino a chiacchierare entrano l’addetto stampa e l’autista di due politici: spuntino e gelato alla crema. Le due donne conoscono i gusti di tutti: dolci e non solo.

gelato3IL GELATO DI RISO AMATO DA ANDREOTTI
«L’ex ministro Giovanni Maria Flick quando passa di qui vuole solo la cotoletta alla milanese fatta da me», ci confida Maria Giovanna «E mi dice sempre: ‘Non mi fregare, se non l’hai fatta tu me ne accorgo’». Giulio Andreotti? «Lui adorava il gelato di riso». E in effetti questa è una delle specialità del posto, inventato dalla signora Maria Giovanna dopo vari tentativi. «All’inizio io giravo, giravo, ma il riso si attaccava, bruciava. Ma io insistevo: ‘Se esiste il dolce di riso perché non può esserci il gelato?’». Qua si trovano i gusti classici ma anche quelli inaspettati: giuggiole, ad esempio. Giuggiole? «Sì, tutti pensano che non esistono invece sì, sono dei frutti» ed Evelina ci porge un cucchiaino per assaggiarlo.

CARLO VERDONE, CLIENTE ABITUALE
«Qui sono tutti come a casa loro»,  ci dice la signora Maria Giovanna. «Quando mio marito è morto, mi hanno chiamato moltissime persone: Carlo Verdone mi ha telefonato da Berlino. Noi con i Verdone siamo pure vicini di casa, ci vediamo dal terrazzo. Certe volte viene qui e non vuole essere riconosciuto ed entra con il casco oppure porta qualcuno e li faccio accomodare in una sala riservata.

LA GAFFE SU PINO STRABIOLI
Poi c’è Pino Strabioli, che abita nei paraggi. Per anni con un cestino gli abbiamo mandato tutto quello di cui aveva bisogno: dalle sigarette al gelato. Poi se n’è andato ed è ritornato un paio di anni fa e io a Pasqua mi sono ritrovata dei fiori nel cestino. Che bel pensiero!».
«Un giorno Pino Strabioli e Carlo Verdone si sono incontrati nel nostro locale. Hanno parlato per un bel po’, poi il nostro barista, che non si ricorda mai un nome, nel salutare Strabioli ha detto: ‘Ciao Mario!’, lui non c’ha fatto caso perché sa che il barista non si ricorda nulla. Ma dopo un po’ è venuto Verdone da me e mi ha detto: “Ma Strabioli non si chiamava Pino?”. Quante risate».

GLI AUGURI DEL MINISTRO ORLANDO
Ma sono meglio i politici della prima Repubblica o quelli della seconda? È una domanda a cui le due donne non vogliono rispondere. Ma a riprova che anche nella nostra era esistono i galantuomini, Evelina ci racconta un aneddoto: «Il primo luglio è stato il mio compleanno. Quel giorno è entrato il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, a cui ho voluto offrire a tutti i costi un gelato. Dopo una decina di minuti è ritornato con un regalino. E poi ha portato anche il ministro Andrea Orlando a farmi gli auguri».

ER PECORA
Tra gli indimenticabili la signora Maria Giovanna ci racconta un episodio che ha avuto come protagonista Teodoro Buontempo, detto «Er Pecora», storico esponente della destra romana. «Tra il 1986 e il 1995 abbiamo gestito la buvette del Campidoglio. E lì ci facevano sempre preparare le alici per Buontempo perché dicevano che così parlava di più. Parlava, parlava, parlava fino a notte fonda. Un giorno si era persino aggrappato all’orologio del Campidoglio perché lo volevano far smettere».

NON SOLO ITALIANI
In questa gelateria non entrano solo i vip nostrani, ma anche gli stranieri, magari accompagnati da una guida turistica. «Ogni tanto ci chiediamo: ‘Ma era lui o no?’», dice Evelina. «Qui sono entrati Mel Gibson, Pierce Brosnan e anche Ben Stiller, che ha preso 24 euro di merce e ha lasciato una mancia di 25».

IL SEGRETO PER FAR DURARE UN MATRIMONIO
Ma oltre al segreto della ricetta del gelato di riso, ne abbiamo scoperto uno ben più significativo: come far durare per 54 anni un matrimonio. Tanto lungo infatti è stato l’amore tra Alberto Pica e la moglie Maria Giovanna, interrotto solo dalla morte di lui.
Signora, come ha fatto? «Mi sono dedicata molto a mio marito» ci confida la signora Pica. «Spesso stavo qui in gelateria, mentre lui andava in giro perché è stato per 50 anni presidente dell’Associazione italiana gelatieri italiani, vicepresidente dell’Unione commercianti ed anche in Camera di commercio. Però gli ho saputo anche dire di no». Ad esempio? «Una volta si è presentato con 20 casse di uva, voleva che facessi il gelato all’uva per il sindaco di Marino (Comune in provincia di Roma, ndr). E io gli ho detto: «Fattelo da solo. Sai quanto ci vuole? Si deve togliere la buccia e i noccioli… Dopo il primo grappolo, ha lasciato perdere pure lui». Insomma bisogna imparare a dire di no al momento giusto. «E non solo. Una volta, che ha fatto tardi, l’ho aspettato sveglia con un vaso in mano minacciandolo di lanciarglielo». E poi gliel’ha lanciato? «No. Però ho ottenuto quello che volevo».

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 08-11-2016 09:50 AM


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