50 anni di sfuriate

di Matteo Innocenti
Gordon Ramsay, lo chef più temuto del piccolo schermo, festeggia il suo primo mezzo secolo. Tra cucina, tivù e sogni realizzati, ecco cinque cose che forse non sapete di lui.

ramsay25 ristoranti aperti in tutto il mondo, 15 stelle Michelin guadagnate e una persa, un patrimonio di 50 milioni di dollari. Numeri importanti per Gordon Ramsay, lo chef che ha portato lo spettacolo in cucina (e viceversa) e che l’8 novembre compie 50 anni. Grazie a programmi come Hell’s Kitchen, Cucine da incubo e MasterChef, chef Ramsay negli ultimi anni è entrato nelle case degli italiani, che si sono appassionati alle sue sfuriate, diventate un (imitatissimo) marchio di fabbrica. Ecco cinque cose che probabilmente non sapete di lui.

ramsay calcioCALCIATORE MANCATO
Oggi è difficile immaginarlo senza la giacca da chef o lontano dai fornelli, ma Gordon Ramsay sognava di fare il calciatore. In campo non se la cavava affatto male: nato a una ventina di km da Glasgow, partecipò anche a dei provini per entrare nelle giovanili dei Rangers, uno dei principali club di Scozia. Romanzando un po’ il suo passato, ha addirittura raccontato di aver sfiorato la prima squadra, prima di rimangiarsi tutto. Verissimo, invece, il fatto che la sua breve carriera si chiuse dopo un grave infortunio al ginocchio.

Marco Pierre White.

Marco Pierre White.

LO CHEF ROCKSTAR
Gordon iniziò a interessarsi alla cucina alla fine degli Anni ’80. Il suo primo maestro e mentore è stato Marco Pierre White di Harveys, primo chef-celebrità ed enfant terrible della ristorazione britannica: quando lo vide su una rivista, simile a una rockstar, Ramsay decise che avrebbe lavorato con lui. In qualche modo, riuscì a farsi assumere da White, che a 27 anni aveva già due stelle Michelin. Due caratteracci del genere non potevano durare insieme a lungo: rimase da Harveys due anni, assorbendo dal maestro il modo di lavorare, tra ritmi massacranti e modi rudi con i collaboratori. Poi andò a Parigi per crescere a fianco di Guy Savoy e Joël Robuchon. Tornato a Londra nel 1993, Ramsay aprì con White l’Aubergine ma, dopo l’ennesimo litigio, decise di rompere i ponti e aprire in proprio il primo ristorante. Ancora oggi i due chef sono in pessimi rapporti.

ramsay gifPUNTO DI EBOLLIZIONE
Gordon Ramsay è ‘arrivato’ in Italia con Cucine da incubo, ma la sua carriera in tivù era iniziata nel 1997, come giudice in una sorta di MasterChef per studenti di catering. A livello nazionale, il successo per lui è arrivato con Boiling Point, un documentario in cinque parti andato in onda su Channel 4 che seguiva i primi mesi di preparativi e poi apertura del suo ristorante a Londra. Poi sono arrivati Hell’s Kitchen, Cucine da incubo e MasterChef. E lui è diventato una star, a forza di arrabbiature e parolacce.

La shepherd's pie.

La shepherd’s pie.

GUSTI MOLTO SCOTTISH
Chef Ramsay ha per sua stessa ammissione una grande passione per i dolci. Tuttavia, il suo piatto preferito è la tradizionale shepherd’s pie, un pasticcio di carne d’agnello e verdure coperto con purè di patate. Da grande amante della carne (per questo animalisti e vegetariani gli hanno dichiarato guerra), cita tra i suoi piatti preferiti anche il manzo alla Wellington se lo vede su un menù. Ritiene invece sopravvalutato il tartufo, perché non ne ama l’odore ed è troppo raro.

IN CUCINA PER MADIBA
Non ha fatto il calciatore, ma come cuoco è riuscito a realizzare tanti suoi sogni. Uno era quello di cucinare per Nelson Mandela, una persona che ammirava tantissimo. Lo ha fatto in occasione del suo 90esimo compleanno. Prossimo obiettivo? Preparare una cena per Hillary Clinton, magari alla Casa Bianca in caso di vittoria alle elezioni americane.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: Data: 08-11-2016 06:40 PM


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