LinkedIn, il successo in dieci mosse

di Federica Villa
La foto adatta, la tag line, i trucchi della privacy. E gli errori da evitare assolutamente. Marina Fantini, marketing manager di LinkedIn Italia, ci ha svelato come costruire il profilo perfetto.

fantini1Da un profilo online può dipendere un’intera carriera. A insegnarcelo è stato LinkedIn che, dal 2003, aiuta milioni di utenti in tutto il mondo a trovare lavoro. Il social network è un raccoglitore di curriculum sul web e bastano poche mosse sbagliate per uscire dai radar delle aziende per cui si sogna di lavorare. Marina Fantini, marketing manager di LinkedIn Italia, durante i forum femminile Elleactive!, ci ha spiegato quali sono i trucchi per costruire un profilo convincente, senza commettere errori. Ecco i dieci consigli da tenere sempre presenti.

SCEGLIERE UNA FOTO DA UFFICIO
«Dobbiamo ricordarci che non siamo su Facebook. Su LinkedIn si cerca lavoro, non si postano le foto degli aperitivi con gli amici». La foto perfetta, per Fantini, è quella in cui siamo da soli e sorridenti, con uno sfondo neutro alle spalle. «Deve essere la proiezione di noi stessi in ufficio, quindi deve dare un’idea di professionalità, di compostezza. Ed è anche molto importante che sia in alta qualità e non sfocata».

METTERSI IN MOSTRA CON LA TAG LINE
La tag line è la prima cosa, insieme alla foto, che si vede sul profilo LinkedIn: «È uno slogan di noi stessi e per questo è fondamentale compilarlo». In questo spazio va inserito l’ultimo ruolo ricoperto, ma anche qualche elemento che distingue. «Che siate dei trend setter o degli appassionati d’arte non importa, fatevi notare, è qui che dovete promuovere voi stessi», spiega Fantini.

COMPILARE IL SOMMARIO, LA PARTE PIÙ DIFFICILE
«Il 90% degli utenti non compila il sommario. Il motivo sta nel fatto che è la cosa più complicata da fare. È come se si dovesse scrivere la lettera d’accompagnamento al curriculum, come si succedeva anni fa», dice l’esperta. Il consiglio è quello di non usare questa finestra solo per fare un elenco di competenze, ma anche per far conoscere i propri obiettivi e le proprie passioni.

VOLONTARIATO E SPORT, DA INSERIRE
LinkedIn prevede, prima di tutto, che il profilo venga compilato inserendo le esperienze professionali. Ma questa non è l’unica opzione che il social network offre per mettersi in mostra. È cruciale riempire anche gli spazi previsti per le attività di volontariato o gli interessi che si coltivano fuori dall’ufficio. «Molti recruiter – spiega Fantini – sono interessati anche a trovare persone che condividano i valori dell’azienda e quindi, oltre che alle competenze, fanno ricerche sugli interessi personali dei candidati. Fare volontariato o praticare uno sport, e segnalarlo, senza false modestie, può essere molto importante».

EVITARE UN RIFIUTO
Nel creare la propria Rete su LinkedIn, Fantini suggerisce di partire dalla «cerchia delle conoscenze strette», cioè da famigliari, amici e colleghi. Per poi espandersi. «Quando mandiamo la richiesta di connessione a una persona che non conosciamo bene o che abbiamo incrociato di sfuggita, è fondamentale personalizzare il nostro messaggio di invito a connettersi». Come? Presentandosi brevemente e ricordando all’interlocutore quando lo abbiamo incontrato e perché rimanere in contatto potrebbe essere vantaggioso per entrambi. «Se non si segue questa procedura», assicura Fantini, «il rischio è che l’interlocutore non si ricordi di noi e quindi rifiuti la richiesta».

NO AGLI ERRORI (DI ORTOGRAFIA)
«Può sembrare banale, ma non ci deve essere nessun refuso nel nostro profilo», spiega Fantini. La possibilità di sbagliare qualcosa raddoppia nel caso in cui l’utente voglia aprire due profili – opzione suggerita – per presentarsi alle aziende sia in italiano che in un’altra lingua e allargare così la sua ricerca a livello internazionale. «Se decidete di aprire una pagina in inglese, per esempio – si raccomanda l’esperta – chiedete l’aiuto di un madrelingua. Non potrete sbagliare e le aziende vedranno che siete in grado di comunicare alla perfezione anche in una lingua che non è la vostra».

«METTI LIKE, CONDIVIDI, COMUNICA»
Un profilo di un utente che cerca lavoro non deve mai essere statico. Si deve intravedere la voglia di condividere contenuti ed esperienze. Per questo l’esperta invita gli iscritti a pubblicare articoli, foto e contenuti sulla propria bacheca usando gli strumenti multimediali a disposizione. Serve a dimostrare alle aziende che si è sempre attivi e interessati al proprio ambito professionale. «Bastano anche poche righe per segnalare un articolo interessante» – assicura l’esperta – o un like a un progetto che ci coinvolge particolarmente».

NON SOTTOVALUTARE ALUMNI E AZIENDE
«Molti iscritti non sanno che far parte di cerchie ristrette può aiutare a creare connessioni utili». Il social network offre la possibilità di entrare a far parte di reti di «alumni»(ex studenti di una stessa università) o di società che pubblicano annunci quando aprono le selezioni per una nuova posizione. Nel primo caso, l’utente può vedere quali ruoli rivestono i laureati di un ateneo, quanti sono occupati dopo aver frequentato una certa facoltà e quanti lavorano nel suo stesso settore. Nel secondo, si è avvantaggiati nell’inoltrare la propria candidatura perché «se si è iscritti alla pagina di un’azienda, allora il sistema porta i profili degli iscritti candidati ai primi posti della lista che poi le risorse umane dovranno vagliare», svela l’esperta.

CONOSCERE I ‘TRUCCHI’ DELLA PRIVACY
Può capitare che durante le sue ricerche, un utente non voglia far vedere che ha visualizzato le pagine di certe aziende o di certi professionisti. Per questo, LinkedIn dà la possibilità di impostare la «navigazione anonima» che permette di osservare gli altri utenti senza essere identificati. Ma questo non è l’unico trucco. Ogni iscritto può regolare le impostazioni di privacy come vuole: «Si possono gestire gli avvisi di mail e le notifiche, scegliendo di avere resoconti settimanali o giornalieri. E si possono impostare dei criteri di ricerca specifici per visualizzare solo alcuni contenuti e offerte di lavoro in precisi settori. Molti sottovalutano questi aspetti, ma in realtà sono fondamentali per non perdere tempo».

SCRIVERE LE KEY WORDS NEI POSTI GIUSTI
I recruiter inseriscono le parole chiave nel motore di ricerca di LinkedIn per trovare più velocemente i candidati ideali. È quindi importante che, nel suo profilo, l’utente inserisca le parole più usate – e ricercate – nel settore che lo interessa. E questo non solo nel sommario, o nella descrizione delle esperienze, ma anche nella scelta delle competenze e nella creazione dei contenuti della propria pagina. Per scoprire quali sono più efficaci, basta dare un’occhiata alla pagina delle aziende per cui si vorrebbe lavorare e individuare cosa cercano e su quali valori si basano. «E, se si scopre che una skill richiesta manca, vuol dire che è arrivato il momento di mettersi in gioco, di tornare sui banchi – anche online – e di frequentare qualche corso che permetta di acquisirla».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 07-11-2016 07:22 PM


Lascia un Commento

*