In Afghanistan programmano loro

In una cittadina del Paese è nata una scuola che insegna alle donne il linguaggio informatico. Si tratta di un importante passo avanti per la nazione dove l'85% delle ragazze non riceve istruzione.

afghanistanNella città di Herat, nell’Afghanistan occidentale, un piccolo ma determinato contingente di giovani donne sta imparando la programmazione informatica. Proprio qui è infatti sorta la prima scuola del Paese, tutta rigorosamente al femminile, dedicata alle tecnologie del web. «La bellezza di questo mestiere è che non importa chi sei o dove sei, con un computer e Internet si può raggiungere il mondo e lavorare senza nemmeno uscire di casa», ha raccontato al Guardian una giovane di origine iraniana tornata in Afghanistan con la sua famiglia dopo la caduta nel 2001 del regime talebano.

RINASCITA AFGHANA
Ed è stata proprio la disfatta talebana che ha portato nel Paese un’indipendenza mai conosciuta prima. Da questa libertà è nata la scuola informatica Inspire. Che finora ha 50 studenti tra i 15 e i 25 anni e mira a espandersi anche a Kabul e Mazar-e-Sharif. Attualmente le studentesse stanno imparando il linguaggio tecnico per sviluppare siti web, creare applicazioni mobile ed esplorare le tecnologie di gioco. «L’istruzione per le donne è ancora un argomento molto delicato, è una cultura molto maschilista», fanno sapere dall’istituto. Una questione di cultura insita anche e soprattutto nelle famiglie più tradizionaliste del Paese.

DONNE SVANTAGGIATE
Del resto non è una novità la disparità presente in Afghanistan tra maschi e femmine. Basti pensare che l’85% delle donne non può accedere a un qualsiasi tipo di istruzione. Mentre solo il 16% fa parte della forza lavoro della Nazione. Una situazione drammatica a cui, nel suo piccolo, Inspire prova a porre rimedio. «Ero entusiasta di potermi formare in questa scuola perché in Afghanistan le donne sono spesso ai margini della società. Con questa scuola stiamo dimostrando che il genere femminile può avere voce in capitolo in tutto», ha spiegato un’altra iscritta sempre al Guardian. «Mentre le barriere culturali minacciano i sogni e le aspirazioni delle giovani afghane noi cerchiamo di dargli una nuova opportunità», concludono dalla scuola.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: Data: 07-11-2016 06:31 PM


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