«Vogliamo diventare icone gay»

di Enrico Matzeu
«È stata un'esperienza così forte che la competizione è finita in secondo piano». A tu per tu con i The Show, gli youtuber che a Pechino hanno conquistato il pubblico della tivù. E sognano Sanremo.

Alessio Stigliano e Alessandro Tenace sono le due sorprese della quinta edizione di Pechino Express. Ma se i loro nomi separati non vi dicono nulla, capirete subito di chi stiamo se vi diciamo The Show, il loro nome d’arte. Il pubblico di Rai Due ha imparato a conoscerli come la coppia dei #Socialisti, non tanto per le loro aderenze politiche, quanto per le loro origini. Sono infatti due maghi dei social network, che hanno trasformato la loro sfrontatezza in migliaia di like e di visualizzazioni su Youtube, dove da qualche anno postano candid camera ispirate ai colleghi americani ma in salsa meneghina. Alessio e Alessandro si divertono a sondare gli umori dei passanti con sketch e interviste, che spesso affrontano anche temi di attualità, rivelando di che pasta sono fatti gli italiani. Per loro il mondo della televisione è davvero un pianeta lontano, al quale si stanno avvicinando gradualmente e l’esperienza in America Latina è stata pazzesca, perché «solo chi ha vissuto Pechino può capire realmente cosa significhi non avere nulla e dover chiedere ogni cosa agli autoctoni», come hanno spiegato i The Show a LetteraDonna.

DOMANDA: Che esperienza è stata quella di Pechino Express?
Alessio: Una delle più belle ed emozionanti delle nostre vite, anche perché le nostre, in fondo, sono abbastanza tranquille. Intraprendere un viaggio in un altro continente, senza disponibilità economica, ti porta inevitabilmente a vivere esperienze e incontri divertenti, al limite del surreale. (ride, ndr).
D: Qual è il ricordo a cui siete più legati?
Alessandro:
Sicuramente le persone che abbiamo incontrato sul nostro cammino e che ci hanno aiutato, anche solo banalmente a sorridere. Per noi sono diventati come parenti, il legame che si è creato è forte e siamo certi che sia corrisposto.
D: Cosa vi ha colpito di più dell’America Latina?
Alessio:
La totale e completa diversità rispetto al nostro vivere. Nonostante spesso non abbiano tutto ciò che abbiamo noi europei, hanno sempre il sorriso sulle labbra. Sono accoglienti e disposti ad aiutare chiunque abbia bisogno. Dovremmo imparare da loro in questo.
D: Quali delle coppie in gara vi ha creato più problemi?
Alessandro:
Nessuna. Eravamo talmente e totalmente immersi in quell’esperienza che spesso non percepivamo più la competizione. Abbiamo conosciuto persone che ci hanno ospitato in casa propria, accogliendoci come se fossimo membri della loro famiglia, abbiamo riso, mangiato e dormito con loro, ci hanno raccontato la loro storia e in alcuni casi ci siamo persino commossi. La gara in tutti quei frangenti non esisteva più.
D: Anche con Clizia?
Alessandro: Anche la dinamica dello scontro con lei è semplicemente ricollegabile al gioco delle parti. È una ragazza molto competitiva e anche noi, se stuzzicati, lo siamo, ma è giusto che sia così. Vince chi si applica e cerca di dare il meglio di sé, noi lo abbiamo fatto e anche lei. Fuori dal gioco ci hanno anche già invitato a un barbecue, sicuramente ci faremo molte risate ripensando ai giorni di Pechino.
D: Chi vi stava più antipatico e perché?
Alessio:
Nessuno. Abbiamo lavorato con un team affiatato, divertente e di professionisti. Il clima era ottimo e per fortuna non abbiamo avuto screzi o problemi con nessuno.


D: Con chi invece vi continuate a sentire anche dopo il programma?
Alessandro: Stiamo cercando di tenere i rapporti con tutti i concorrenti ma sicuramente le persone con cui abbiamo legato di più sono gli #Emiliani, sono coetanei e veramente simpatici. Marco Cubeddu che attualmente è in analisi per recuperare stabilità a seguito del viaggio in coppia con Silvia (ride, ndr) e Lory e Marco. Ci hanno anche inviato a cena da loro.
D: Da outsider della tivù per chi dei personaggi coinvolti in Pechino non stavate nella pelle per incontrare?
Alessio:
Senza dubbio la divina e mitica Tina Cipollari. Per noi è sempre stata come una dea da osservare attraverso lo schermo freddo della tivù, ma dopo aver condiviso i giorni di Pechino e aver preso da lei qualche dito medio, ci siamo resi conto che anche Tina è una divinità ma umana, un po’ come Hercules, ma tinta (ride, ndr). Altro personaggio, non meno divino, è Lory Del Santo, la donna che ha scritto la storia delle fiction del web. The Lady è uno dei piu grandi capolavori made in Italy degli ultimi anni.
D: Come avete cominciato a fare video su Youtube?
Alessandro: Ci fa molto piacere poter rispondere a questa domanda perché difficilmente ci viene posta. L’avventura è cominciata nel lontano ottobre 2013, guardando i Prank americani. Ci piacevano molto e ci siamo resi conto che nessuno, al tempo, in Italia, si era ancora cimentato, quindi lo abbiamo fatto noi. Abbiamo recuperato il collaudato e storico format della candid camera e lo abbiamo rivisitato in chiave moderna, adattandolo al linguaggio web.

D: E com’è andata?
Alessandro:
Ad oggi possiamo dire che il tentativo ha portato i suoi frutti e nel corso degli anni ci siamo evoluti, sia dal punto di vista dei contenuti sia come sistema e modalità produttive. Abbiamo iniziato insieme perché da sempre siamo entrambe appassionati di scherzi e intrattenimento.
D: Cosa facevate prima di avere successo sul web?
Alessio: Prima di iniziare il nostro percorso su Youtube eravamo, e siamo tuttora, studenti del Politecnico di Milano. Alessandro è iscritto alla Facoltà di Ingegneria mentre io a quella di Architettura.
D: Quindi studiate ancora?
R: Quando il lavoro sul web ha iniziato ad occupare la maggior parte delle nostre giornate siamo stati obbligati a mettere in stand by gli studi, ma non li abbiamo abbandonati. Internet è un’occupazione che ci da tante soddisfazioni ma richiede anche molto tempo. A tal proposito vorrei citare ciò che diceva sempre un vecchio saggio del nostro quartiere (Rogoredo, ricordiamolo) diceva sempre: «Chi fa un lavoro che ama non lavorerà mai neanche un giorno».

D: Con le vostre candid che ritratto degli italiani contemporanei potete fare?
Alessandro:
Lungi da noi elevarci a sociologi e provare a delineare un ritratto scientifico con qualsiasi valenza statistica della popolazione italiana. Ciò che la nostra esperienza ci porta a dire è che pur essendoci spinti, a volte, con la telecamera, oltre i confini dell’assurdo e del buon senso, gli italiani sono una popolazione che reagisce, in linea di massima, bene anche nelle situazioni più ostiche. Lo dimostra il fatto che non siamo mai finiti in prognosi riservata (ride, ndr).
D: Quindi siamo autoironici?
Alessandro: Possiamo dire che gli italiani conservano il loro senso dell’umorismo, la voglia di ridere e prendere la vita con leggerezza. È proprio grazie alle situazioni assurde e paradossali che abbiamo creato e vissuto durante le candid che abbiamo compreso come queste possano essere superate e esperite senza che si generino drammi o problemi esistenziali. Da questa riflessione nasce il nostro manuale di crescita personale.
D: Quindi anche voi uscite con un libro?
Alessio: Più propriamente un manuale: FALLO – Teorie inutili ed esercizi pratici per vincere le paranoie ed essere vergognosamente felici. Negli esperimenti sociali infatti capita che ci troviamo a dire verità scomode, che nessuno ha mai il coraggio di dire, o fare azioni che nessuno mai si sognerebbe di fare in pubblico eppure la reazione di chi interagisce con noi non è mai problematica. Tutto si riesce ad affrontare, anche ciò che si penserebbe essere assurdo.
Alessandro: Naturalmente il Manuale è scritto in modo ironico perché sappiamo benissimo di non essere dei motivatori, quelli nascono solo in America. L’obiettivo di questo libro è spingere le persone ad agire perché oggi molta ‘azione’ è relegata ai social. Noi vorremmo riportare l’attenzione al reale, un ritorno quindi dal virtuale al reale perché abbiamo sperimentato sulla nostra pelle che si può fare, si può agire nella realtà e non generare conseguenze catastrofiche.

D: Perchè piacciono i vostri video secondo voi?
Alessio:
Non abbiamo una risposta certa, pensiamo piacciano perché divertono. Le persone che guardano i nostri esperimenti sociali generalmente si riescono ad immedesimare nelle situazioni più assurde (che sanno mai vivranno) e questo le diverte. Il nostro è un pubblico eterogeneo e ciò ci rende molto orgogliosi e soddisfatti. Abbiamo riscontri positivi da ogni fascia d’età e categoria sociale. Fortunatamente riusciamo a far ridere e intrattenere un target molto ampio.
D: Molti in tivù non vedono di buon occhio gli Youtuber, voi cosa rispondete?
Alessandro:
Possiamo dire che in svariate occasioni, alcuni nostri colleghi youtuber sono stati inseriti all’interno di programmi televisi non adatti a valorizzarli. Se un creatore di contenuti del web viene catapultato in tivù deve necessariamente trovare il modo di modificare ciò che è il suo operato nella rete poiché cambiando media, cambia anche il linguaggio, il codice da usare. La comunicazione muta con il mezzo che la supporta.
D: E voi invece che rapporto avete con la tivù?
Alessandro: Nelle nostre esperienze televisive non abbiamo mai cercato di proporre ciò che facevamo in rete, abbiamo sempre deciso di veicolare contenuti differenti, che avessero modalità e caratteristiche appropriate al mezzo. Dobbiamo anche ammettere però che il format della candid è assolutamente televisivo quindi per noi il passaggio da un mezzo all’altro è stato abbastanza semplice. Nel caso di altri format nati e creati per il web passare alla tivù è sconsigliato e spesso deleterio.

D: Ormai gli youtuber sono considerati per successo nelle ragazze al pari delle popstar. Siete molto corteggiati?
Alessio:
Sì, molto. Ma non dalle ragazze bensì dai bears, la traduzione letterale è orsi ma con questo termine si sta ad indicare il pubblico omosessuale, generalmente molto peloso. Siamo molto felici di aver ottenuto il loro consenso. Ancor prima di partire per Pechino Express, infatti, il nostro sogno era diventare icone del mondo gay un po’ come Raffaella Carrà e speriamo vivamente di riuscire in questa impresa, prima o poi…
D: Ora che avete avuto una certa visibilità non temete che la gente vi riconosca e gli sketch non funzionino più?
Alessandro:
Sicuramente ora è più facile che ci riconoscano rispetto a qualche mese fa, ma riusciamo ancora a lavorare e a realizzare le nostre candid. Questo accade perché cerchiamo di coinvolgere le persone in situazioni talmente paradossali che l’ultima cosa a cui pensano è a chi gli sta facendo fare quella cosa, sono molto più concentrati a farla o subirla. Consideriamo che si sono ancora circa 40 milioni di persone che non ci seguono quindi abbiamo ancora molto margine d’azione e quando anche questi 40 milioni sapranno chi siamo, sapete già dove ci troverete.
D: No, dove?
Alessio: Ovviamente al Festival di Sanremo: a fare gli uscieri (ridono, ndr).
D: Solo gli uscieri?
R: No, saremmo anche dei valletti impeccabili al fianco di Carlo Conti.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 14-11-2016 07:00 PM


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