La ragazza che racconta gli invisibili

Nel suo primo romanzo, Questa vita non è la mia, Elly Bennet descrive la complessità dell'adolescenza affrontando diverse tematiche, dall'anoressia, all'alcol, alla droga, all'amore.

elly bennet«Scrivere non è facile. Bisogna avere un’idea, saperla coltivare, è necessario informarsi. Quando si parla di realtà, di concretezza, non si può inventare, non si deve inventare». Con queste parole, riporta il sito Unpaeseperstarbene.it, la giovane Benedetta Castelli, in arte Elly Bennet, racconta la genesi del suo primo romanzo Questa vita non è la mia (14 euro, AltroMondo Editore). Un libro sulla crescita, sull’importanza e sulla complessità dell’adolescenza. Amante dell’arte, della natura e dei viaggi, Elly è nata a Lecco nel 1992.

cover questa vita non è la miaUN ROMANZO SULLA CRESCITA
La protagonista del suo libro, una ragazzina figlia di genitori benestanti, perde il padre e improvvisamente (lasciata sola anche dalla madre caduta in depressione) si trova ad affrontare i primi drammi e le prime difficoltà della vita, passando repentinamente di errore in errore. La storia, narrata in prima persona, racconta la gioventù dal suo interno e affronta diverse tematiche, dall’anoressia, all’alcol, alla droga. Emergono quindi le paure, le debolezze e i disagi che molti adolescenti si trovano spesso ad affrontare e contemporaneamente emerge, prepotente, il tema dell’amore: le prime infatuazioni e le prime tragiche delusioni, il calore e l’affetto della famiglia e degli amici. Un romanzo crudo, adatto ad adolescenti e ad adulti attraverso il quale l’autrice, riporta il sito Unpaeseperstarbene.it, ha voluto dare voce agli «invisibili». Motivo per il quale i personaggi non hanno nome.

 

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Publicato in: Attualità, libri Argomenti: , Data: 07-11-2016 01:28 PM


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