Guerra in casa Levi-Montalcini

Piera ed Emanuele, fratelli ed eredi della scienziata, si trovano al centro di una disputa legale per la proprietà di un appartamento in centro a Torino. Ecco cosa è successo.

rita levi montalciniLa casa, l’eredità, i soldi. Sono gli elementi al centro della disputa che vede al centro i discendenti del premio e Nobel e senatrice a vita Rita Levi Montalcini. Si parla, in particolare, dei nipoti Piera ed Emanuele, figli del fratello della scienziata.

IL RUOLO DI EMANUELE
Di recente, racconta La Repubblica, la prima aveva ricevuto l’ordine di rilascio dell’appartamento in cui vive, in un palazzo signorile di corso Re Umberto, a Torino. L’edificio, lo stesso in cui ha sede l’onlus in memoria della neurologa, è interamente controllato da una società che ne gestisce gli affitti e che ha avviato lo sfratto. Se però si va a vedere chi detiene le azioni della società si scopre, ha specificato l’avvocato della donna Walter Voltan, «che compare il nome di Emanuele».

Piera Levi-Montalcini

Piera Levi-Montalcini.

L’ARRIVO DELLA POLIZIA
Quando ha ricevuto la richiesta di rilascio, riporta ancora La Repubblica, Piera non si è mossa, finché il 3 novembre non si è vista piombare a casa la polizia. «Mi stanno costringendo a portare via tutto ma non me ne andrò prima di aver finito l’inventario di ogni cosa perché non voglio che qualche documento appartenuto a mia madre o a mia zia sparisca», ha detto la donna.

UNA SITUAZIONE INTRICATA
La situazione, in effetti, non è per nulla semplice. Nel testamento la madre dei due fratelli (che era unica beneficiaria economica della società), ha dato tutte le quote al figlio facendo però richiesta esplicita che l’appartamento al secondo piano fosse lasciato in comodato d’uso alla sorella. Quindi secondo l’avvocato Voltan «le disposizioni del testamento non sono state rispettate». In realtà, a complicare ulteriormente le cose, c’è  il fatto che l’affittuaria dell’appartamento oggi non figura essere Piera ma Claudia, sua figlia, il cui nome, spiega l’avvocato che rappresenta la società, «non è vincolato a nessun testamento e quel documento non c’entra niente con lo sfratto». Inoltre, ha aggiunto il legale, «anche la parentela tra fratelli c’entra fino a un certo punto perché si parla di una società con regolare contratto di locazione e un affittuario moroso».

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , , Data: 04-11-2016 04:00 PM


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