Amelia la naufraga (ritrovata?)

di Federico Capra
Scomparsa il 2 luglio 1937 mentre provava a fare il giro del mondo con il suo aereo, i resti della Earhart sarebbero stati ritrovati su un'isola sperduta nell'oceano. Ecco chi era l'asso dei cieli più amato di sempre.

amaliaAmelia Earhart è morta inseguendo un sogno. Era il 2 luglio 1937 quando la leggendaria aviatrice statunitense, nel tentativo di fare il giro del globo con il suo velivolo, fece perdere le sue tracce. Un vero e proprio mistero la cui soluzione potrebbe arrivare a 79 anni dalla sua scomparsa. La Earhart, al contrario di quanto si immaginava inizialmente, morì in seguito al naufragio dell’aereo che pilotava e non a causa dello schianto di un ammaraggio di fortuna. La nuova teoria sulla fine dell’aviatrice è sostenuta a gran voce dalla Tighar (International group for  historic aircraft recovery) forte di accurati esami forensi iniziati nel lontano 1998 su uno scheletro ritrovato nel ’40 a Nikumaroro, nell’arcipelago delle Kiribati. «Fin quando non abbiamo iniziato a esaminare lo scheletro, eravamo convinti che Amelia Earhart fosse morta il 2 luglio 1937 nell’incidente aereo», ha spiegato alla Cnn Ric Gillespie, direttore di Tighar. Insomma una svolta inaspettata nelle vicende di un’eroina tra le più amate dell’epoca.

IL RITROVAMENTO
Quando le ossa vennero ritrovate nel 1940 dalle autorità britanniche, furono archiviate come appartenenti a un uomo morto in circostanze misteriose. Nel tentativo di chiarire l’enigma legato a quello scheletro, la Tighar ha inviato i referti agli antropologi forensi Karen Burns e Richard Jantz che, supportati da moderne attrezzature e tecniche all’avanguardia, hanno ribaltato l’iniziale teoria. Anzi, sono arrivati a una conclusione sconvolgente. Quelle ossa erano di una donna, e per la precisione di Amelia Earhart. Le successive spedizioni su Nikumaroro hanno poi dimostrato che l’eroina dell’aviazione su quell’isola sopravvisse per settimane. Gli esami comunque continueranno per stabilire se i resti siano a tutti gli effetti della Earhart o meno.

LA VITA
Nata il 24 luglio 1987 ad Atchison, in Kansas, prima di essere una pioniera dell’aria Amelia fu un’infermiera. E proprio nel corso della Prima guerra mondiale prestò servizio a un ospedale militare in Canada. Al termine della Grande guerra la svolta. Nel 1920, dopo essersi recata col padre a un raduno aeronautico, si innamorò letteralmente di quegli oggetti alati che l’avrebbero resa famosa in tutto il mondo. Fu proprio in quell’occasione che decise di diventare un asso del cielo. Lo fece frequentando lezioni di volo private e poi comprando un vecchio biplano con l’aiuto dei genitori. Iniziò da qui la sua avventura, battendo anche un record dopo l’altro. Il più celebre risale al 24 agosto 1932 quando diventò la prima donna ad attraversare in volo gli Stati Uniti senza scalo. Un successo che la spinse a progettare il giro del globo su un biplano. Un sogno che, come sappiamo, le costò la vita. Ma il mito di Amelia Earhart sarà destinato a sopravvivere a lei. Tanto che negli anni scrittori, produttori e registi ne hanno narrato le gesta.

amaliaAL CINEMA
Nel 2009, ad esempio, è stato realizzato il primo film biografico sulla vita dell’eroina dei cieli. Diretto da Mira Nair e interpretato da Hilary Swank, Amelia fu un vero successo di pubblico. Ma le apparizioni cinematografiche delle Earhart non si fermano qua. Nel film Una notte al museo 2 – La fuga, l’aviatrice è stata uno dei personaggi principali del film e aiuterà il protagonista nella sua avventura.

LE CANZONI
Ma la storia di Amelia Earhart ha anche ispirato diversi cantautori. Il suo nome è infatti stato citato in numerosi brani come Amelia di Joni MitchellSomeday We’ll Know dei New Radicals, I Miss My Sky (Amelia Earhart’s Last Days) di Heather Nova e molti altri ancora.

IN LETTERATURA
E dalla musica si passa alla letteratura. Perché il mito di Amelia è stato ampiamente ripreso da Jeffery Deaver nel suo Lo scheletro che balla in cui una delle protagoniste decide di seguire la carriera di aviatrice ispirata proprio dalla pilota scomparsa nel 1937. Anche nel libro Eroi dell’Olimpo: l’eroe perduto di Rick Riordan la Earhart viene citata da Eolo in persona: «Per non parlare poi di quell’Amelia Earhart! Continuo a ricevere telefonate furiose dall’Olimpo in cui mi chiedono di buttarla giù dal cielo!».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, persone Argomenti: Data: 03-11-2016 06:20 PM


Lascia un Commento

*