Prima e dopo il velo

Si chiama Henda Ayari e nel suo libro «Ho scelto di essere libera» racconta il suo allontanamento dall'estremismo religioso e le numerose difficoltà incontrate nel cammino verso la libertà.

henda ayari«Ho scelto di essere libera». È questo il titolo del libro di Henda Ayari nel quale la donna ha deciso di testimoniare il suo allontanamento dall’Islam radicale a causa del quale ha perso, per un lungo periodo della sua vita, ogni libertà. La storia della sua ‘prigionia’, riporta Madame Figaro, è iniziata quando era giovanissima. A 21 anni ha sposato un francese salafita e da lì, per quasi un decennio, è stata costretta a vivere coperta da testa a piedi subendo l’autorità di un marito ogni giorno più violento. Oggi ha 39 anni e ha deciso di raccontare gli ostacoli che ha dovuto affrontare per trovare il coraggio di fuggire, con i suoi tre bambini, da quella (non) vita. Una storia, la sua, di grande rinascita.

henda ayariLA FEDE
Henda è figlia (nata in Francia) di un matrimonio forzato che reso la sua infanzia molto cupa. Dopo il divorzio dei suoi, ha raccontato a L‘Obs, ha cercato e trovato rifugio nelle parole di alcune donne ‘velate’ che le hanno indicato la strada verso la fede. Così ha deciso di comprare il suo primo ‘vestito religioso’ e le sue nuove amiche le hanno presentato quello che, in seguito, sarebbe diventato suo marito.

LA VIOLENZA DEL MARITO
Dopo l’unione l’uomo ha iniziato a rivelare il suo carattere violento che nel tempo ha trasformato la vita di Henda in una vera e propria gabbia. La giovane si sentiva come «una morta vivente, completamente tagliata fuori dal mondo». Non poteva guardare la tivù, era costretta a pregare cinque volte al giorno, a gettare via tutti i suoi libri. Una pena durata nove anni, alla fine dei quali Henda ha finalmente trovato il coraggio di lasciare il marito, portando con sé i bambini.

LA DIFFICOLTÀ DI TORNARE ALLA VITA ‘NORMALE’
Il suo rapporto con la religione, però, è rimasto inizialmente quello che era in precedenza. «Anche dopo la separazione ero sicura di continuare a essere una buona salafita», ha detto ancora a L’Obs. L’esigenza di trovare lavoro per mantenere sé e i suoi piccoli, ha fatto sì che smettesse di indossare il velo. La prima volta che si è scoperta, ha detto, si è sentita «nuda», vulnerabile, e spaventata dallo sguardo degli uomini. «Avevo l’impressione di essere un pezzo di carne, un oggetto sessuale. Ero convinta che i maschi fossero tutti perversi, ma ovviamente ero io a esagerare. Ho passato molte notti a piangere».

L’IMPEGNO E LA RITROVATA LIBERTÀ
Con impegno è riuscita a trovare un posto da impiegata in un ufficio in un palazzo di giustizia, ma all’inizio nulla è stato semplice. «Ho dovuto imparare tutto, anche ad aprire un conto in banca. Ero come una bambina al quale si lascia la mano quando non sa ancora camminare». Alla fine, però, ce l’ha fatta. E oggi si sente finalmente libera.

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Publicato in: Attualità, libri, persone Argomenti: , Data: 03-11-2016 03:41 PM


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