Femminismo made in Pakistan

Dopo aver subito una violenza di gruppo per motivi di vendetta, Mukhtar Mai ha portato il suo caso davanti al tribunale del Paese. Che gli ha riconosciuto un indennizzo. Ora è un simbolo per molte donne.

mukhtaran-mai«Sfilo per far conoscere al mondo le difficoltà che una donna si trova ad affrontare nella vita». Il messaggio è di Mukhtar Mai, simbolo della lotta delle donne contro la violenza e gradito ospite alla settimana della moda pachistana. Nel 2002 Mukhtar venne condannata a uno stupro di gruppo da una delle tribù più potenti del suo Paese. Una pena atroce e che mirava a colpire un famigliare della Mai reo di aver fatto uno sgarro a un componente del prestigioso clan Matsoi. Una pratica piuttosto diffusa in Pakistan dove disonorare una donna è un duro colpo per l’intera famiglia. E se molte finiscono per suicidarsi, Mukhtar ha deciso di combattere. Da qui la decisione di portare il suo caso alla corte suprema pakistana.

LA VIOLENZA
Mukhtar aveva circa trent’anni quando quattro uomini del clan Mastoi la violentarono. Si trattava di una vera e propria vendetta a causa della presunta relazione tra suo fratello Shakoor e una donna appartenente alla tribù Mastoi. Una unione che aveva gettato disonore su tutto il clan. E infamia, si sa, chiama altra infamia. Almeno nell’ottica delle tribù pachistane. Quando la notizia dello stupro iniziò a circolare, molti pensavano che la ragazza si sarebbe suicidata. Così però non è stato e, sostenuta dalla madre e dagli abitanti del piccolo villaggio dove viveva, Mukhtar ha portato il suo caso davanti al tribunale del Paese.

LA BATTAGLIA LEGALE
Dopo una lunga battaglia legale, così, la giovane ha avuto in parte giustizia. Tre uomini sono stati imprigionati per sodomia, subita da Shakoor, ma cinque dei sei uomini accusati da Mukhtar, in un primo tempo condannati a morte, sono stati liberati nel 2005. Con gli 8.300 dollari ottenuti come indennizzo Mukhtar ha costruito due scuole e un Centro per rifugiati, il Mukhtar Mai Women’s Welfare Organization. Il tutto nel suo villaggio.

LA LOTTA PER I DIRITTI DELLE DONNE
Ora l’obiettivo di questa donna coraggio è quello di combattere a favore dei diritti di chi, come lei, ha subito pesanti ingiustizie sociali nel tentativo di far diventare il Pakistan un Paese migliore. Un impegno nel sociale che ad aprile 2007 l’ha portata a vincere il premio Nord-Sud del Consiglio d’Europa. Due anni prima, nel 2005, era stata nominata Donna Glamour dell’anno dalla rivista Glamour.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 03-11-2016 02:21 PM


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