Una vita da mattatrice

Monica Vitti compie 85 anni. Unica donna a tenere testa a Gassman, Sordi, Tognazzi e Manfredi. Impeccabile nei ruoli drammatici come in quelli comici. Ecco i suoi cinque film indimenticabili.

monica vittiC’erano Sordi, Tognazzi, Gassman e Manfredi. Ma c’era anche lei, negli anni d’oro della commedia all’italiana: Monica Vitti. L’unica donna capace di affermarsi sulla scena al pari dei quattro mattatori, i ‘mostri’ del cinema italiano. Magnetica nei suoi ruoli drammatici, irresistibile nello sfoderare una verve comica che ancora oggi ha pochi eguali. Nata nel 1931, il 3 novembre 2016 compie 85 anni. Da molto tempo è lontana dalle scene, costretta in una clinica da una inesorabile malattia degenerativa.
Per celebrare il suo compleanno, abbiamo scelto di ricordare cinque film che sono stati fondamentali per la sua carriera. E che l’hanno consacrata come una delle più grandi attrici del nostro cinema.

monica vitti la notte antonioniLA NOTTE
La carriera di Monica Vitti inizia come meglio non potrebbe. Tra il 1960 e il 1962, vale a dire intorno ai 30 anni, è la protagonista femminile fissa delle tre opere che compongono la trilogia esistenziale di Michelangelo Antonioni. Tra il primo e il secondo capitolo, L’avventura e L’eclisse, c’è proprio La notte. Monica Vitti interpreta la 22enne Valentina, che si inserisce nel rapporto coniugale ormai logoro tra Marcello Mastroianni e Jeanne Moreau. Tutto il film è pervaso da un’atmosfera rarefatta che, paradossalmente, rende ancora più pesante l’incomunicabilità che corre tra i personaggi. La Vitti, nel ruolo di giovane donna isolata, annoiata e indifferente, è perfetta.

monica vitti la ragazza con la pistola mario monicelliLA RAGAZZA CON LA PISTOLA
Il film del 1968 di Mario Monicelli, maestro della commedia all’italiana, segna per Monica una svolta importante nella carriera. Fino a questo lungometraggio, infatti, la Vitti si è affermata come attrice drammatica. Ma qui, inaspettatamente, si rivela essere anche un grande talento comico. Interpreta il ruolo di Assunta Patanè, giovane siciliana sedotta e abbandonata da un uomo che fugge nel Regno Unito per evitare di sposarla. Lei lo segue, con l’obiettivo di ucciderlo per vendicare l’affronto. Una divertente caccia all’uomo durante la quale Assunta, costretta a vivere in un Paese straniero, impara a conoscere se stessa e a diventare una donna libera ed emancipata dalle tradizioni della sua terra d’origine.

Polvere di stellePOLVERE DI STELLE
Nel 1974 Monica vince il David di Donatello come migliore attrice protagonista (ne ha vinti cinque in tutto). Merito di Polvere di stelle, film dell’anno precedente diretto e interpretato da Alberto Sordi. Si tratta del punto più alto toccato dal sodalizio artistico tra i due attori, iniziato nel 1969 con Amore mio aiutami, a cui seguiranno poi Le coppie e, nel 1982, Io so che tu sai che io so. Sono film fondamentali per Monica Vitti, perché le permettono di conquistare il grande pubblico dopo aver fatto altrettanto con la critica. In Polvere di stelle Sordi e Vitti interpretano Mimmo e Dea, due comici dell’avanspettacolo che nel bel mezzo della Seconda guerra mondiale vagano per l’Italia divisa tra Alleati e Nazifascisti. Grazie a questa situazione di precarietà riescono tenporaneamente ad affermarsi, ma la risoluzione del conflitto coinciderà con la fine dei loro sogni di gloria.

il fantasma della libertàIL FANTASMA DELLA LIBERTÀ
Nonostante la svolta ‘popolare’, Monica Vitti rimane apprezzata anche dai registi meno commerciali. Tra questi c’è anche Luis Buñuel, che nel 1974 la dirige in un film orchestrato su un continuo susseguirsi di personaggi e situazioni senza soluzione di continuità. Un forsennato valzer surreale dove gli attori entrano ed escono di scena, macinati dai ritmi divoranti dello spettacolo. E Monica Vitti non può fare altro che soccombere: ma lo fa con tutta l’arte di cui è capace.

vitti spaak scandalo segretoSCANDALO SEGRETO
Chiudiamo con un omaggio alla Vitti regista, che nel 1990 porta in sala il suo unico tentativo dietro la macchina da presa nonché sua ultima apparizione sul grande schermo. Scandalo segreto, storia di una donna che scopre il tradimento del marito grazie a quanto ripreso da una videocamera, rivela nella sua messinscena anche una sorta di timidezza di Monica nell’arrogarsi il ruolo di regista: il film, infatti, è in soggettiva, raccontato dallo sguardo più o meno fisso della videocamera. I pareri sull’effettiva riuscita del film sono contrastanti, ma vale la pena ricordarlo proprio perché ultima intepretazione cinematografica di Vitti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, persone Argomenti: Data: 03-11-2016 11:39 AM


Lascia un Commento

*