«Curo la depressione post partum lontano da mio figlio»

Ecco cosa è il disturbo di cui soffre Adele. La cantante per superarlo ha deciso di stare, almeno una volta a settimana, lontana dal suo bambino.

US-GRAMMY-ARRIVALSQuando le donne la attraversano si sentono tristi, irritabili, non all’altezza, piangono. Si chiama DPP, depressione post partum, è un disturbo nervoso che colpisce tante neo mamme durante quello che dovrebbe essere (o almeno così si crede) il momento più bello della loro vita. Per questo parlarne è un tabù. Un tabù che la cantante Adele ha voluto rompere pubblicamente sulla copertina di Vanity Fair America, raccontando il suo periodo difficile dopo la nascita di Angelo, suo figlio di quattro anni avuto dal compagno Simon Konecki. La persona che l’ha aiutata a superare la crisi, consigliandole di confrontarsi con altre donne che vivevano lo stesso disagio.

UN POMERIGGIO A SETTIMANA SENZA MIO FIGLIO? FA BENE
«Ho dovuto affrontare una depressione post partum che mi ha spaventata molto. Non ho preso antidepressivi, ma non ne ho nemmeno parlato con nessuno. Ero riluttante», ha spiegato Adele. «Il mio compagno mi ha consigliato di parlare con altre donne in gravidanza e gli ho detto: ‘Non voglio uscire con un gruppo di mamme’. Così, senza rendermene conto, mi sono invece ritrovata lì insieme a loro». La cantante ha anche sottolineato quanto sia importante ritagliarsi del tempo per se stesse senza vergognarsene, né sentirsi in colpa. «Mi regalavo un pomeriggio a settimana per fare quello che volevo, senza il mio bambino», ha raccontato. «Una mia amica mi ha detto ‘Davvero? Non ti senti male?’ Le ho risposto: ‘Non così male come mi sentirei se non lo facessi’. Altre quattro amiche la pensavano come me, ma erano tutte troppe imbarazzate per parlarne. Tutti credevano che la gente le avrebbe etichettate come cattive madri, ma non è questo il caso. Ti rende una mamma migliore darti del tempo migliore».

COLPISCE FINO AL 12% DELLE NEO MAMME
La DPP colpisce, con diversi livelli di gravità, dall’8 al 12% delle neomamme ed esordisce generalmente tra la sesta e la dodicesima settimana dopo la nascita del bambino. Le  donne che vivono questa fase, oltre a sentirsi tristi e giù di morale senza motivazioni evidenti, provano sentimenti di vergogna e sensi di colpa. Così, la paura di essere considerate delle madri inadeguate può portare le donne a sentirsi colpevoli e a non voler chiedere aiuto. Ma il confronto è il primo passo per uscirne. Il disturbo interferisce anche con le abilità della donna nell’instaurare un interscambio di comportamenti e di emozioni con il suo bambino. Come riporta il ministero della Salute, il 67% delle madri depresse riferiscono, infatti, difficoltà di interazione e attaccamento al nuovo arrivato.
La DPP va distinta però da una reazione piuttosto comune, denominata baby blues, caratterizzata da una sensazione di malinconia, tristezza, irritabilità e inquietudine, che raggiunge il picco 3-4 giorni dopo il parto e tende generalmente a sparire entro i primi 10-15 giorni. La sua insorgenza è dovuta principalmente al drastico cambiamento ormonale nelle ore successive alla nascita del bambino e alla spossatezza fisica e mentale dovuta al travaglio.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 02-11-2016 08:03 PM


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