«E ora un ruolo alla Into the Wild»

di Paola Medori
Ha un debole per il cinema francese, il surf e i viaggi. A tu per tu con Brando Pacitto, attore de L'Estate Addosso e Piuma e star de Braccialetti Rossi. Che sulla quarta serie dice: «Voglio esserci».

bpNon crede di essere ancora una persona definita. Ha voglia di capire, scoprire, studiare. D’altronde ha solo 20 anni Brando Pacitto, ovvero il Vale di Braccialetti Rossi, il Marco di L’estate addosso, il Patema di Piuma. Timido e maturo per la sua età, ci racconta del suo amore per la Settima Arte che lo ha conquistato quando aveva appena nove anni. Ama il cinema francese, che «lo stuzzica», come dice lui, e la sua attrice preferita è in assoluto Marion Cotillard.
A LetteraDonna Brando smentisce l’indiscrezione che lo vede fuori dalla quarta serie di Braccialetti Rossi: «Voglio assolutamente farne parte ancora, le storie che raccontiamo sono belle e vere». Ma sulle anticipazioni della terza non si sbilancia: «Non posso dire niente, a parte che dalla quarta puntata succederanno avvenimenti molto forti».

bracialettiDOMANDA: Rispetto alla prima stagione di Braccialetti Rossi, come è cambiato il suo personaggio?
RISPOSTA: All’inizio Vale affrontava la malattia e subiva un’operazione, nella seconda stagione la sua vita si divideva tra l’ospedale e fuori, mentre nella terza Vale si rapporta finalmente con il mondo esterno. Con la scuola, lo sport, le amicizie e le ragazze.
D: Siete un gruppo così affiatato anche fuori dal set?
R: Sì, siamo dei ragazzi tra i 15 e i 25 anni, abbiamo vissuto praticamente sei mesi l’anno insieme. Inevitabilmente si è formato un gruppo. Voglio molto bene a tutti.
D: Mai nessuna lite tra di voi?
R: Come in una famiglia, capita di non andare d’accordo su alcune cose. Ma ci confrontiamo sempre, è questo il segreto.
D: Tra le fan di Braccialetti ci sono anche ragazze malate che cercano in lei una parola di sollievo, un gesto particolare?
R: Sì, nel nostro pubblico c’è anche un’ampia fascia di persone malate che soffrono. Braccialetti Rossi è di conforto, le valorizza e rappresenta.
D: Un aneddoto inconsueto a riguardo?
R: Mi ricordo quando siamo andati in un ospedale pediatrico di Salerno. Un bambino di 10 anni circa, mi si è avvicinato dicendomi: «Lo sai che anche noi abbiamo formato un gruppo?». Questo riscontro è la parte più bella del nostro lavoro. Al di là del giudizio esterno e degli ascolti.
D: Ha soli 20 anni e una carriera già in ascesa, si è anche iscritto all’università. Cosa studia?
R: Sono iscritto ad Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza di Roma.
D: Quindi il suo amore per il cinema è a 360 gradi.
R: Sì, assolutamente. Ora sto recitando ma voglio capire tutto quello che c’è dietro: dalla regia, alla sceneggiatura, passando per la fotografia. Mi piace tutto e intanto mi preparo al meglio e studio.
pacittoD: In Braccialetti rossi è molto introverso, con Muccino ne L’estate addosso si agita e grida. Come è invece Brando nella vita?
R: Sono un mix di tutti e due: ansioso da una parte e molto esplicito in quello che sento, dall’altra. Sono introverso e anche molto entusiasta nel fare vedere quello che so fare.
D: Quale è il suo regista preferito, oltre a Muccino?
R: Il mio regista del cuore è Xavier Dolan, mi piace anche molto la sua figura: è attore, regista e sceneggiatore.
D: È al cinema con Piuma di Roan Johnson nel ruolo di Patema, il miglior amico di un 18enne che sta per diventare padre. Se dovesse capitare a lei, cosa farebbe?
R: È qualcosa di talmente grande, soprattutto alla mia età, qualcosa di imprevisto che capita per incoscienza e per sbadataggine, che non saprei proprio come potrei reagire. Potrei esserne felice o farmi venire l’ansia, alla Patema.
D: Per la prima volta è stato al Festival di Venezia.
R: Quando ho scoperto che sarei andato al Lido, con ben due film, per me è stata una grande soddisfazione. È indescrivibile spiegare cosa significa camminare sul red carpet dove il giorno prima era passata Emma Stone e 50 anni fa Paul Newman. Assurdo! Per me i Festival sono la cosa più bella del mondo.
D: Ha dichiarato: «Vorrei diventare regista e dirigere un film sul vero volto del surf».
R: Il surf è qualcosa di veramente mistico, sono cresciuto con questo sport (suo padre è un campione e ha partecipato ai Mondiali, ndr). Non è facile raccontarlo a chi non lo pratica. È un’esperienza talmente privata e intensa: sei in acqua, da solo, sulla tua tavola. Ti dimentichi di tutto quello che c’è a riva.
D: Lei sembra una persona disciplinata e introversa: come si scatena Brando Pacitto?
R: Prendo a cazzotti il muro quando torno a casa (ride, ndr). Mi sfogo facendo le cose che fanno tutti i ventenni. Esco e mi diverto.
D: Recita da quando aveva 9 anni, il suo esordio è avvenuto con un ruolo impegnativo: era Gesù bambino nel televisivo La sacra famiglia. Che rapporto ha con la religione?
R: Ci sono cresciuto nella religione. Ho frequentato anche una scuola cattolica, però non è mai stata parte integrante della mia vita. Non vado in Chiesa, ma rispetto chi crede fermamente. Sono convinto che ognuno di noi abbia la propria religione e la propria devozione verso qualcosa. Io ho il mio Dio che non è il Dio di mia madre o di mia sorella.
D: E con Papa Bergoglio?
R: Mi sembra un pontefice abbastanza rivoluzionario. Viene dal niente e si impegna tanto per le persone che vivono in luoghi dove si sopravvive invece che vivere. Credo che sia un buon papa. Poi ci sono tante cose che noi non sappiamo e che possono succedere dentro le stanze del Vaticano.
D: C’è un ruolo che sogna?
R: Mi piacerebbe tantissimo interpretare un personaggio come il protagonista de Into the wild. Viaggiare in mezzo al nulla, sopravvivere nella natura selvaggia, alla scoperta di se stessi.
D: In questo momento è innamorato?
R: Sì, lo sono. Ho trovato la mia ‘Giulietta’.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 28-10-2016 07:25 PM


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