Stelle cadenti

Il M5s ha votato per il Non Statuto. Ai grillini veniva chiesto di deliberare anche e soprattutto sulle procedure disciplinari che negli anni hanno fatto vittime illustri all'interno del Movimento. Ecco le sette esponenti, tra Parlamento e Senato, epurate.

Nonostante ci fosse un mese a disposizione, il quorum per l’aggiornamento del Non Statuto del M5s non è stato raggiunto. A votare, infatti, è stato il 64,5% degli aventi diritto, a fronte di un quorum necessario del 75%. Nonostante ciò, Beppe Grillo ha voluto ringraziare attraverso i social il popolo pentastellato, parlando di «record mondiale di partecipanti a una votazione online». Le trasformazioni proposte ai grillini riguardavano soprattutto le procedure disciplinari a lungo contestate, soprattutto dai membri dei 5 stelle espulsi. In attesa di capire cosa cambierà, è bene sottolineare che, solo in Parlamento, dall’inizio della legislatura il M5s ha visto, tra espulsioni o abbandono volontario, la cacciata di 18 deputati e 19 senatori. Nel dettaglio, sono state sette le parlamentari espulse dal movimento. Ecco chi sono.

Adele GambaroADELE GAMBARO
La sua espulsione, una delle prime tra i grillini, risale al 19 giugno 2013. Ad Adele Gambaro si contestava di aver «rilasciato dichiarazioni lesive per il M5s senza nessun coordinamento con i gruppi parlamentari e danneggiando l’immagine dello stesso Movimento con valutazioni del tutto personali e non corrispondenti al vero». Insomma aveva criticato il Movimento. Recentemente ha scelto di unirsi ai verdiniani di Ala, stampella del governo Renzi.

PAOLA PINNAPAOLA PINNA
Il 27 novembre 2014 la deputata Paola Pinna, insieme al collega Massimo Artini, viene espulsa dal Movimento 5 stelle per aver violato lo statuto circa il rendiconto delle spese sostenute e la restituzione di parte dell’indennità parlamentare. Tre giorni prima Artini però aveva rilasciato un’ntervista nella quale contestava l’interpretazione data da Beppe Grillo ai deludenti risultati elettorali ottenuti alle elezioni regionali di Emilia Romagna e Calabria. Da allora l’ex grillina ha girovagato per svariati gruppi parlamentari senza trovare la sua giusta collocazione. Dopo essere transitata per Scelta civica, ha deciso di approdare sui lidi del Pd..

Serenella-FucksiaSERENELLA FUCKSIA
«Una scusa ridicola». Così Serenella Fucksia commentò la sua espulsione dal gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle per un ritardo nella rendicontazione del suo stipendio da parlamentare. La parlamentare, nei giorni precedenti che seguirono l’espulsione, era stata oggetto di forti critiche per aver votato spesso in dissenso col gruppo. L’ira pentastellata investì la Fucksia dopo aver espresso solidarietà al ministro Maria Elena Boschi per il suo discorso nel contesto della mozione di sfiducia avviata dal Movimento 5 stelle.

ALESSANDRA BENCINIBENCINI, MUSSINI BIGNAMI E CASALETTO
«I senatori eletti come portavoce del M5S Bencini, Bignami, Casaletto, Mussini e Romani hanno rassegnato le loro dimissioni dal Senato e le hanno presentate ufficialmente al Presidente del Senato Piero Grasso. Questo gesto non è stato motivato da particolari situazioni personali, familiari o di salute, come solitamente avviene in questi casi, ma come gesto politico in aperto conflitto e contrasto con quanto richiesto dal territorio, stabilito dall’assemblea dei parlamentari del M5S, confermato dai fondatori del M5S e ratificato dagli iscritti certificati in Rete, in merito ai quattro senatori espulsi. È stato loro chiesto se confermassero o meno la propria posizione e l’hanno ribadita. I senatori dimissionari si sono pertanto isolati dal MoVimento 5 Stelle e non possono continuare ad esserne rappresentanti ufficiali nelle istituzioni. Bencini, Bignami, Casaletto, Mussini e Romani sono fuori dal M5S». Si leggeva così in una nota del Movimento che espelleva di fatto le tre senatrici pentastellate. Laura Bignami è attualmente in Senato nel Gruppo misto così come Alessandra Bencini e Maria Mussini. Si è invece schierata, dopo un fugace passaggio nel Gruppo misto, con Grandi Autonomie e Libertà  Monica Casaletto.

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