«Vittoria Belvedere? Le farei la corte»

di Paola Medori
Si è messa in gioco per smussare le sue ridigità e lasciarsi andare. La voce storica dei Matia Bazar Silvia Mezzanotte ci racconta la sua avventura a Tale e Quale. Tra amicizie e nuove sfide.

silvia mezzanotte 3Maria Callas, Dalida, Gloria Gaynor, Mina.
Cosa c’è di più straordinario di sperimentare una personalità, una vocalità, un atteggiamento, una postura, un trucco e una pettinatura differente ogni settimana? Se non ci fosse stata questa trasmissione non lo avrei mai saputo», parole di Silvia Mezzanotte, concorrente di Tale e Quale show. Artista poliedrica dal timbro potente, per dieci anni voce dei Matia Bazar, ha lasciato tutti senza fiato nei panni della Tigre di Cremona, con l’incredibile performance in Brava.
Autoironica e insicura per carattere, a LetteraDonna confida come da bambina timidissima si sia salvata grazie alla musica. E si commuove quando condivide un ricordo speciale, mai confessato prima su Giancarlo Golzi, il suo ‘Capitano’, e storico leader dei Matia Bazar.

DOMANDA: Cosa l’ha spinta ad accettare l’invito di Carlo Conti?
RISPOSTA: La voglia di mettermi in gioco e la curiosità. Terminata l’avventura dei Matia Bazar e dopo la scomparsa di Giancarlo Golzi, mi sembrava un’occasione per rinascere, rimettermi totalmente in discussione. E per smussare una serie di rigidità che mi porto dietro da sempre.
D: Cosa sta uscendo di Silvia da questa trasmissione?
R: Sicuramente la parte autoironica. Nelle clip che montano ogni settimana ci sono diversi momenti divertenti. Dall’esterno sembro una glaciale, ma in realtà sono una che ride molto di se stessa.
D: Quale è il concorrente-rivelazione del programma?
R: Sicuramente Papi è stato una grande scoperta soprattutto a livello umano. È un «giullare» di grande intelligenza che ha saputo fare dei suoi scarsi mezzi tecnici nel canto uno strumento per arrivare ai più.
D: Sta ovviamente dando prova del suo talento vocale, invece con la recitazione e l’interpretazione ha più difficoltà?
R: Sì, questa settimana ho lavorato su Kate Bush. Il suo personaggio ha una serie di movimenti imprescindibili e rido da sola quando li provo a casa davanti allo specchio.
D: Tra i protagonisti del cast di Tale e Quale Show con chi sta legando di più?
R: Tra le donne con Vittoria Belvedere (leggi l’intervista), è una creatura meravigliosa. Oltretutto è bellissima, infatti le dico sempre che sono etero ma se non lo fossi le farei comunque una corte serrata. Allora lei mi risponde: «Il giorno che dovessi cambiare idea, ho sempre il tuo numero». È una professionista e non si prende troppo sul serio. Ci divertiamo molto.
D: E tra gli uomini?
R: Direi che ho legato con tutti.
D: Possibile che andiate tutti d’accordo e che non ci siano stati mai degli screzi?
R: C’è veramente un bel clima, non vedo le cose brutte. Questa è una mia attitudine. Ho anche una memoria selettiva che ricorda solo i momenti giusti da portare con sé, gli altri li lascia andare.
D: Pensa che nascerà qualche nuova amicizia?
R: Me lo auguro. Mi sono trovata bene con tutti, anche con Davide Merlini (leggi l’intervista). Giovane di grande talento, con cui mi fermo spesso a chiacchierare.
D: Tra le Regine del canto, esclusa Mina che le ha fatto vincere la puntata, quale personaggio vorrebbe diventare?
R: Spero che la produzione mi faccia interpretare Annie Lennox che adoro da sempre e anche Mia Martini, una delle mie artiste preferite in assoluto anche se non ho il timbro adatto per i suoi brani.
D: È vero che non voleva interpretare Mina?
R: Sì, è stata tutta colpa della mia coach Dada Loi che voleva la facessi. Per me era un no, Brava è un testo difficilissimo. Da spararsi. Me l’ha fatta provare e ha filmato tutto di nascosto sul cellulare. Ha mandato il video alla produzione e voilà, è arrivata lei, il mito.
D: Ha provato a proporre canzoni più leggere?
R: Ho chiesto di farmi cantare Come un ragazzo di Sylvie Vartan, poi l’hanno data ad altri. Ha ragione Montesano quando dice che mi affidano solo brani difficili. Mi va comunque bene.
D: Con chi le piacerebbe duettare delle grandi voci del presente o del passato internazionali o italiane?
R: Quelle che amo di più sono Noa, Annie Lennox e Antonella Ruggiero, alla faccia di chi dice che non è vero. E dopo l’exploit di Brava mi piacerebbe molto duettare con Mina (ride, ndr).
D: Da solista ha collaborato con molti artisti della musica italiana, tra i quali: Francesco De Gregori, Mia Martini, Laura Pausini, Andrea Bocelli. Un aggettivo per descrivere ognuno di loro?
R: Francesco De Gregori è per me un mito inarrivabile, fuori dal comune. Laura Pausini è la solarità, una indiscussa regina internazionale che è riuscita a conservare la propria umanità e a farne la sua forza. Andrea Bocelli ha una grande sensibilità e ha una percezione tutta sua del bello, a 360 gradi.
D: E Mimì?
R: Ho lavorato con lei come corista nel suo ultimo disco, quindi ho avuto modo di conoscerla nel suo quotidiano. Era una donna molto divertente: con un profondo spessore umano e artistico, ma leggera nel modo di porsi. Tutte le baggianate dette su di lei l’avevano resa vulnerabile. Ma era esattamente l’opposto. Era un’artista straordinaria.
D: Ha dichiarato: «La musica mi ha salvata». In che modo?
R: Ero una bambina ipersensibile, con una timidezza patologica. Avevo paura del giudizio degli altri. Per anni ho cantato solo per me stessa. A 18 ho iniziato a registrare i jingle per le radio, perché così non mi vedeva nessuno. Poi è arrivato il piano bar. Dovevo solo fare da sottofondo, invece la gente mi applaudiva. Da quel giorno sono rimasta imbrogliata dalla droga dell’appaluso e ho capito che volevo quello.
D: Le insicurezze sono scomparse?
R: I demoni sono sempre li. Mi faccio sempre processi lunghi e scomodi. Ho imparato a scendere a compromessi e a prenderla come una volontà di miglioramento.
D: Il 12 agosto 2015 è scomparso improvvisamente Giancarlo Golzi, storico leader dei Matia Bazar. Ha un ricordo particolare che la lega a lui?
R: L’8 agosto c’è stato l’ultimo concerto ad Eboli. Ci siamo salutati con un bacio e mi ha detto «Ciao, Sissi», mi chiamava così, come la Principessa. Poi alcuni giorni prima di morire ha risposto a una mia mail. Gli avevo inviato una canzone, scritta da me. Un testo su di lui dal titolo, Il Capitano, dove parlavo del nostro rapporto. Eravamo amici, oltre che colleghi. Lui era mio fratello.
D: E lui come ha reagito alla canzone?
R: Mi ha detto che si riconosceva totalmente nelle mie parole e che si sentiva lusingato. Solo ora riesco a parlarne. È la prima volta che racconto questo episodio. Ci vuole sempre del tempo e forse sta arrivando.
D: Cosa le augurerebbe oggi Giancarlo?
R: Vorrebbe sempre che io continuassi a portare con me il sorriso. Lui era pazzo del mio sorriso.
D: La vedremo a Sanremo dopo Tale e Quale?
R: In questo momento sono troppo impegnata con il programma. Ho degli inediti che sto provinando nel poco tempo che mi rimane. Mi aspetta ancora molto lavoro.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 28-10-2016 04:15 PM


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