Non toccate l'olio di palma alla Ferrero

L'azienda produttrice della Nutella rivendica l'utilizzo del controverso ingrediente. Ma fa male o no? Ecco che cosa ne pensano i detrattori e chi invece ne difende l'uso.

olio di palmaQuando ormai l’olio di palma era diventato uno spauracchio assoluto, ingrediente più usato nei meme su Internet che non nei prodotti dell’industria dolciaria e da forno, ecco che arriva la difesa a spada tratta che non ti aspetti, direttamente dall’azienda che forse più di tutte è rimasta scottata dalla psicosi collettiva alimentata dal controverso ingrediente. Ferrero, in un video pubblicato su Facebook per festeggiare i propri 70 anni di vita, ribadisce l’utilizzo dell’olio di palma: sostenibile, ecologico, sano. Tutto il contrario, insomma, rispetto ai vari allarmismi circolati negli ultimi mesi. Ma chi ha ragione?

QUELLI CONTRO
Domanda a cui rispondere è difficile. Tra i primi a far scoppiare il caso olio di palma furono quelli di Report, che misero in discussione la reale sostenibilità ambientale delle coltivazioni intensive di palme, colpevoli a detta loro di minacciare l’ecosistema e di portare allo sfruttamento dei piccoli coltivatori. Un reportage di Altroconsumo, associazione dei consumatori, sosteneva invece che spesso l’olio di palma sia contaminato da sostanze tossiche e inquinanti, consigliando quindi di non dare ai bambini alimenti che lo contenessero. Anche perché l’olio di palma è un olio vegetale che si contraddistingue per un elevato apporto di grassi saturi.

QUELLI PRO
Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia. Chi ‘salva’ l’olio di palma afferma che se lo usiamo è per evitare prodotti peggiori, come i grassi idrogenati. E che se fa male, è perché ne usiamo troppo. Così come ci farebbe male eccedere nel consumo di burro. D’altra parte non esiste alcuno studio scientifico che abbia individuato legami tra l’olio di palma ed eventuali patologie. Sul versante ambientale, invece, Ferrero in particolare sostiene che il suo olio di palma viene solo da coltivazioni sostenibili. Lo afferma per voce del suo presidente Alessandro d’Este nel corso di un convegno dedicato a contrastare la ‘demonizzazione’ dell’ingrediente. E a sostenerlo c’è anche Greenpeace Italia, secondo cui «il modello di rapporti che abbiamo messo a punto con Ferrero come con altre grandi aziende è un modello virtuoso».

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , Data: 27-10-2016 07:12 PM


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