Dalla Siria in carrozzina

Nata tetraplegica è fuggita da Aleppo quando l'Isis occupò la città. Dopo oltre 3500 chilometri di viaggio in sella alla sua sedia a rotelle è finalmente giunta in Germania dopo mille peripezie.

nujeen 2«Ora come ora sono solo un ospite. La mia intenzione è di integrarmi, adattarmi allo stile di vita tedesco». Nujeen ha 17 anni ed è arrivata in Germania dopo aver percorso oltre 3500 chilometri. La distanza che divide la sua casa di Aleppo da Colonia, la città del Paese in cui spera di poter passare il resto dei suoi giorni. Una vera e propria impresa, soprattutto perché questa giovane ha affrontato il lungo viaggio su una sedia a rotelle traballante. Nujeen e la sua famiglia hanno così attraversato sette frontiere e il Mar Mediterraneo alla ricerca di una nuova vita in Europa. Loro come tanti altri.

FORZA DI VOLONTÀ
Ma la Germania non è stata scelta a caso da Nujeen. Nel Paese, infatti, vivevano già due suoi fratelli e una sorella. Proprio da loro arrivavano quei racconti che hanno fatto a lungo sognare questa ragazza. «Sono cresciuta in una famiglia curda in una città araba, che è un grosso svantaggio. In più ero disabile e non sono mai andata a scuola. Però non sono mai stata triste vivendo la mia esistenza al meglio. Insomma cerco di fare sempre ciò che amo», ha spiegato al Telegraph. Ed è stato proprio questo eterno ottimismo a forgiarla e soprattutto a permetterle di affrontare con coraggio e ferrea volontà quel lungo viaggio.

nujeenNATA TETRAPLEGICA
Ultima di nove fratelli, Nujeen è nata nel giorno di capodanno del 1999. I medici dissero subito ai famigliari che la piccina era affetta da una grave forma di tetraplegia. Quando aveva quattro anni, così, la famiglia si trasferì ad Aleppo nella speranza che potesse ricevere l’assistenza medica necessaria alle sue condizioni. «Come persona disabile la società araba non si aspetta molto da me. Così ho imparato ad essere una perfezionista per dimostrare che potevo essere come tutti gli altri». Da qui la voglia di imparare e apprendere. Poi quando l’Isis arrivò ad Aleppo la famiglia decise di fuggire in fretta e furia.

LA FUGA
«Siamo partiti in un momento in cui c’era un sacco di paura. Temevamo che potessero ucciderci tutti», ha spiegato Nujeen. La famiglia prese così le sue poche cose e si diresse verso la Turchia nei primi mesi del 2014. Da qui il viaggio verso la Germania dove ad attenderla si trovavano già dei suoi parenti. Ecco che sfidando le acque invernali del Mediterraneo la giovane partì nuovamente verso l’Europa centrale. Il tutto non senza attimi di tensione. «Lungo i confini ci hanno trattato come una specie di epidemia», ha spiegato. Ora la sua avventura è diventata anche un libro grazie al Sunday Times e alla giornalista Christina Lamb. Il tutto per spiegare che i rifugiati non sono numeri o persone cattive, ma esseri umani che sfuggono all’orrore nella speranza di una vita migliore.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 27-10-2016 05:12 PM


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