Le sventure della Monna Lisa afghana

Famosa in tutto il mondo grazie al ritratto di Steve McCurry, Sharbat Gula è stata arrestata dalla polizia pakistana per aver falsificato i suoi documenti. Ecco la storia della sua vita difficile.

sharbat_gulaI suoi occhi verdi hanno rapito lo sguardo del mondo, ma non sono bastati ad evitarle l’arresto. Sharbat Bibi (o Sharbat Gula), la donna che nel 1984 venne ritratta da Steve McCurry in una fotografia che ha fatto epoca, La ragazza afghana, è finita in manette in quel di Peshawar. La polizia pakistana le ha notificato l’accusa di aver falsificato il proprio documento di identità. Dopo averla ritenuta colpevole, il tribunale ha stabilito la sua espulsione per lunedì 7 novembre 2016. La notizia è stata confermata dall’ambasciatore afghano ad Islamabad, Omar Zakhilwal, e il suo avvocato

sharbat-gula-2015RISCHIAVA 14 ANNI DI CARCERE
Il tempo e la vita non sono stati clementi con Sharbat. La faccenda relativa alla falsificazione della carta d’identità era venuta a galla già nei primi mesi del 2015: nel tentativo di ottenere il documento, la donna avrebbe fornito dati falsi, affermando di essere nata nel 1969 a Peshawar, e non nel 1972 in Afghanistan. Come riportava Dawn, che è il quotidiano pakistano in lingua inglese più diffuso, Sharbat rischiava anche una pena che va dai sette ai 14 anni di carcere, e a cui potrebbe sommarsi una multa dai 3 mila ai 5 mila dollari. Visto anche il clamore mediatico, la pena è stata la più lieve possibile: ovvero l’espulsione.

VENT’ANNI DA SCONOSCIUTA
La storia di Sharbat, in fondo, ha molto in comune con quella di tanti suoi connazionali. Si stima che circa tre milioni di rifugiati afghani vivano in Pakistan. Molti di loro sono arrivati lì fuggendo dal conflitto russo-afghano che insanguinò il Paese dal 1979 al 1989. Proprio in quel periodo Steve McCurry visitò il campo profughi di Nasir Bagh, vicino Peshawar. Era il 1984, e fu allora che l’obiettivo della sua macchina fotografica catturò gli occhi di Sharbat, trasformandola nella Monna Lisa della guerra afghana. Ma per anni sia la sua storia che la sua identità sono rimaste un mistero, svelato solo nel 2002 grazie a un team di ricerca del National Geographic (dove venne pubblicato il ritratto originale), che permise a McCurry di reincontrare Sharbat.

sharbat gula 2002LA FUGA E I RITORNI
Quell’anno il mondo venne a conoscenza della storia personale di Sharbat. E Sharbat vide, per la prima volta nella sua vita, il ritratto che l’aveva resa un’icona in tutto il mondo, cosa di cui lei era sempre rimasta all’oscuro. L’incontro avvenne nel villaggio natale di lei, vicino a Tora Bora, dove era tornata a vivere a metà degli Anni ’90. Di etnia pashtun, tra le più bellicose, negli Anni ’80 dovette fuggire dopo che i suoi genitori erano rimasti uccisi nel corso di un bombardamento. Ad accompagnarla nel difficile esodo c’erano la nonna e il fratello, mentre attraversavano montagne innevate e si nascondevano dentro caverne inospitali per non essere bombardati dagli aerei sovietici. Poi venne la lunga permanenza nel campo profughi dove, tra il 1985 e il 1988, si sposò, dando alla luce tre figlie. Poi, le vicende più recenti: la storia di una donna che cerca una nuova casa, un nuovo lavoro, in un Paese che non vuole accoglierla.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , Data: 04-11-2016 03:00 PM


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