Sotto le lenzuola diamo i numeri

di Caterina Belloni
Oggi quantifichiamo tutto, sesso compreso. Quanto dovrebbe durare un rapporto? E la passione? Quante volte a settimana? Marco Rossi risponde per noi. Ma ricorda: «L'importante è il divertimento».

Lovers intimate momentNell’epoca in cui si tende a quantificare qualunque cosa, anche il sesso spesso finisce per diventare una questione di numeri. Ne è convinto il sessuologo Marco Rossi, che lavora – nel suo studio come in tivù – per interpretare le debolezze di ragazzi e adulti. «Alcune persone hanno bisogno di cifre e parametri per capire le cose e sentono la necessità di sapere come sono collocati rispetto alla media, in modo da rafforzare le loro insicurezze. A mio parere oggi molti si appassionano all’idea dei numeri perché vogliono rendere più semplice il meccanismo di gestione della socialità». Secondo l’esperto insomma, se la nostra società fa spesso i conti e le statistiche è perché ha bisogno di rassicurazioni. Soprattutto in settori delicati come il sesso, che coinvolge i sentimenti e ci fa sentire fragili. Sarà anche per questo che ogni volta che c’è una ricerca a proposito del sesso ottiene titoli sui giornali e sui siti, like, rilanci sui social media. «Spesso però certe statistiche non hanno una vera base scientifica,» sottolinea scettico Rossi. «Anche perché magari sono realizzate con il sostegno di aziende che vogliono sponsorizzare i loro prodotti».
Per chi ama comunque cifre e classificazioni ecco le basi chiave per una numerologia del sesso definita da uno specialista, che sui problemi di cuore e di rapporti ha sviluppato ricerche, programmi televisivi, indagini e protocolli di cura.

marco_rossiI CENTIMETRI PER LA FELICITÀ
Tutti gli uomini ci pensano nella vita, prima o poi. «Molti fanno proprio delle misure», precisa Rossi, «perché vogliono capire se sono adeguati e hanno le caratteristiche fisiche ideali per regalare la felicità alla loro donna. Si tratta di un atteggiamento diffuso». Spesso seguito da calcoli e valutazioni. Secondo l’esperto la lunghezza ideale per un pene sono 16 centimetri in erezione. Secondo una ricerca recente, infatti, oltre il 60% delle donne sostiene che la dimensione ideale stia tra i 16 e i 20 centimetri, mentre per il 30 % una lunghezza compresa tra gli 11 e i 15 va più che bene. «Quello che è importante però è tenere conto non tanto della lunghezza quanto del diametro, dato che questo va a sollecitare i recettori sensoriali della donna» precisa Rossi.

QUANTE VOLTE A SETTIMANA 
L’altro numero spesso citato identifica la frequenza giusta dei rapporti sessuali.
In questo caso, ovviamente, si parla di una coppia consolidata, che ha concluso la fase della passione iniziale, durante la quale non si fanno conteggi ma solo scoperte. Secondo una recente indagine anglosassone una o due volte la settimana sono la media ideale per le coppie solide, ad esempio quelle sposate con figli. «Un aspetto che va sottolineato è che in questi casi l’aumento dei rapporti non coincide con un incremento della felicità della coppia», aggiunge Rossi. «L’importante è che una coppia abbia il suo ritmo e lo mantenga per essere felice e soddisfatta. Aumentare non servirebbe, come ha dimostrato una ricerca fatta negli Stati Uniti. Si è proposto a una serie di coppie stabili un falso esperimento scientifico, chiedendo loro di raddoppiare il numero usuale di rapporti per calcolare se aumentassero anche la soddisfazione e la felicità. Dopo tre mesi si è verificato che non c’erano stati cambiamenti nell’equilibrio, quindi che il numero dopo un certo livello non ha nessuna rilevanza».

LA PASSIONE HA ETÀ
«La passione ha una durata precisa e c’è poco da illudersi» spiega Marco Rossi. «Nel periodo compreso tra i 12 e i 24 mesi dopo la conoscenza è stato dimostrato scientificamente che la passione diminuisce, anche perché il corpo non produce più alcune sostanze che invece fanno parte della prima fase dell’innamoramento». In generale, comunque, dopo questo tempo l’effetto determinato dal partner non è più lo stesso. «Quindi se all’inizio di una relazione vedere il proprio amato significa cominciare a bruciare di desiderio per lui, dopo un anno e due la fidanzata che si muove nuda per casa non provoca nessuna reazione, mentre se fosse una’amica o una collega a farlo, forse si creerebbe una nuova eccitazione», dice il sessuologo.

QUANTO DURA IL PIACERE
Ecco un’altra delle domande che si ripetono nei salotti televisivi, sui giornali, a un aperitivo tra amici, nel momento in cui si arrivi a parlare di sesso. «In questo ambito in particolare c’è una enorme confusione», taglia corto Rossi. «Tanto per cominciare, cerchiamo di capire quando parte il cronometro. Perché qualche dubbio esiste, ad esempio, per quanto riguarda i preliminari. Vanno calcolati nel tempo oppure no?». A proposito della durata adeguata ci sono diverse ricerche e valutazioni. Un’indagine recente sostiene che dopo sette minuti dall’inizio del rapporto vero e proprio una donna comincia a provare fastidio. Altri sono convinti che accada dopo 13 minuti. «La media adeguata per il rapporto inteso come penetrazione, comunque, dovrebbe essere di dieci minuti», insiste Rossi, «anche se ognuno deve trovare il suo equilibrio». «La cosa importante nel sesso», conclude, «non è la quantificazione ma la qualità e il divertimento» conclude il sessuologo. «Chi pensa solo ai numeri, alle medie e ai risultati rischia di ridurre tutto a pura prestazione». Un spreco di energie e di occasioni.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 25-10-2016 05:00 PM


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