«Che emozione lavorare con Dustin»

di Andrea Cominetti
Oltre 7 milioni e mezzo di share durante la prima puntata: una sorpresa anche per Alessandro Sperduti, il Piero de' Medici della nuova serie di Rai Uno, che ha diviso la scena con Hoffman.
TV: NOI MEDICI DI CINELLI, COSIMO I L'ILLUMINATO

Una foto di scena (@Ansa).

Oltre sette milioni e mezzo di spettatori e uno share pari al 29,9%. A parlare più di tutto sono i numeri, almeno per la fiction Rai Uno I Medici che – nella sua prima puntata in onda il 18 ottobre – è riuscita a superare il Lione – Juventus di Canale 5 e a tenere incollati alle televisioni domestiche praticamente un italiano su tre. Numeri da capogiro che ormai, con l’avvento del digitale terrestre e la moltiplicazione dei canali, sono ad appannaggio quasi esclusivo dei grandi eventi (soprattutto calcistici). E che hanno stupito lo stesso Alessandro Sperduti, 29 anni, che nella fiction interpreta il ruolo di Piero de’ Medici: «Non me lo aspettavo tutto questo riscontro, non così perlomeno. Si trattava comunque di un esperimento e, quindi, sono rimasto molto sorpreso. Diciamo che quando, il giorno dopo, mi hanno comunicato gli ascolti me la sono proprio goduta».

alessandro-sperduti2DOMANDA: Che esperienza è stata?
RISPOSTA: Molto importante, soprattutto a livello umano. Si è quasi da subito creato un rapporto bellissimo tra i membri del cast e l’intera troupe, che continua tuttora. E poi, certo, essere diretti da un regista come Sergio Mimica-Gezzan, che per tanti anni è stato il braccio destro di Steven Spielberg, non si dimentica.
D: Davanti a nomi tanto grandi, cresce la paura di sbagliare?
R: Quella, in verità, c’è sempre. Ogni set è un mondo nuovo, a sé stante, in cui devi imparare a muoverti. Superata la prima fase di adattamento, però, arriva il bello. E anche in questo caso è stato così.
D: In questo caso, però, divideva la scena con Dustin Hoffman.
R: Sì, quando me l’hanno detto non riuscivo a crederci. In realtà, non ho scene dirette con lui, ma ci siamo comunque incontrati per i reading di gruppo. È una persona alla mano, molto ironica.
D: Le ha dato qualche consiglio?
R: Ricordo che un giorno, all’improvviso, mi ha guardato e mi ha chiesto «ma sei felice?». Gli ho risposto di sì e lui ha aggiunto «ah bene, questo e l’importante». Più che un consiglio, quindi, direi che mi ha dato una lezione di vita.
D: Parliamo invece del suo personaggio. Come definirebbe Piero de’ Medici?
R: È un ragazzo molto determinato, che vorrebbe far parte della vita politica di Firenze, come il nonno Giovanni (Dustin Hoffman, ndr). In questo cammino, però, viene ostacolato dal padre Cosimo (Richard Madden, il Robb Stark de Il Trono di Spade, ndr) che ha un animo più artistico e non vorrebbe vederlo ripercorrere i suoi stessi errori.
D: Del rapporto con la moglie, invece, che ne pensa?
R: Nonostante fosse organizzato dalle famiglie, alla base del suo matrimonio con Lucrezia Tornabuoni (interpretata dall’attrice Valentina Bellè, ndr) c’è un amore profondo che li porta a supportarsi a vicenda. È la mia concezione di rapporto ideale.
D: Le è mai capitato di vivere un rapporto così?
R: Sì, lo sto vivendo tuttora, da cinque anni.
D: Con un’attrice?
R: No, Lucia lavora in questo settore, ma dietro le quinte. In realtà, non mi è mai capitato di stare con un’attrice, ma non per ragioni legate alla gelosia. È una questione di persone e non di mestieri: se Lucia fosse stata un’attrice, tra noi sarebbe stato lo stesso.
D: Ha iniziato a fare l’attore da giovanissimo. Ha avuto il tempo di sognare dell’altro?
R: In realtà sì. Accanto alla recitazione, sono riuscito a coltivare tutta una serie di altre passioni che riguardano comunque l’ambito artistico. In particolare, sono molto interessato alle colonne sonore e mi diletto a comporre musica anche attraverso l’uso della tecnologia.
D: In tutti questi anni avrà imparato l’arte della pazienza.
R: Sì, sicuramente. Questo è un lavoro fatto di molte attese, è una continua montagna russa, e devi accettarlo. C’è stato un periodo in cui aspettare mi agitava, ma poi – crescendo – ho capito che farsi prendere dall’ansia non serve a niente. È una consapevolezza che mi è servita molto, nel lavoro e nella vita.
D: E ora? Quali sono i prossimi impegni?
R: Sto lavorando sul film Una questione privata dei fratelli Taviani e poi si vedrà. Ho diverse cose in ballo, ma ancora nulla di definitivo. È un bel periodo, diciamo che mi godo il momento. Poi ho anche trovato una buona agenzia a Londra, quindi vedremo.
D: Pensa all’espatrio?
R: No, non credo proprio, penso più a una seconda base. Perché non averne due?!

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 25-10-2016 04:41 PM


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