Per amore di un jihadista

A soli 20 anni ha deciso di unirsi al gruppo terroristico per poter stare accanto all'uomo che voleva sposare. Rimasta incinta, ha sentito il bisogno di fuggire per proteggere la sua bambina. La testimonianza.

giovane donna isisViso coperto, voce fievole, occhi bassi. Ha soltanto 20 anni la giovane francese che davanti alle telecamere di France 2 ha raccontato la sua tragica esperienza come adepta dello Stato Islamico.

VIA PER AMORE
Tutto è iniziato per amore di un jihadista francese. Lo ha raggiunto e lo ha sposato a Raqqa, lui era lì già da più di tre anni. Non appena rimasta incinta, però, ha sentito il bisogno di lasciare la città. Per paura degli aerei, e perché i terroristi «uccidono chiunque sia contro le loro idee, contro le loro parole, francesi o siriani, non ha importanza».

I TENTATIVI DI FUGA
Così, insieme a un altro gruppo di francesi legati all’Isis ma senza suo marito, la giovane ha lasciato Raqqa. Arrivata ad Al-Bab, altra ‘casa’ jihadista nel Nord della Siria, è stata però catturata, portata indietro e imprigionata insieme ad altri che come lei avevano tentato la fuga: «Il loro comportamento con noi in prigione era barbaro. Ci picchiavano, ci nutrivano male», ha raccontato. Dopo due mesi e mezzo dietro le sbarre è stata ‘riconsegnata’ al suo sposo che però, inviato sul fronte, è presto rimasto ucciso a Manbij. Subito dopo la morte del combattente, i jihadisti volevano che la giovane si risposasse e facesse altri figli ma lei, insieme alla sua bambina, è riuscita a scappare. Si è nascosta in Siria e da lì ha contattato sua madre, in Francia, perché l’aiutasse a raggiungere la Turchia. I tentativi della donna, però, non hanno avuto i risultati sperati e la giovane è stata recuperata dall’esercito siriano libero.

IL RIMPIANTO
Adesso, ancora in Siria, rimpiange fortemente la scelta di unirsi al gruppo terroristico: «Voglio dimenticare tutto. Quello che ho vissuto è qualcosa di molto brutto», ha affermato. E ha aggiunto: «Vorrei dire alle donne di Raqqa di aprire gli occhi, di proteggere i loro bambini, la vita qui non è che menzogna». La sua speranza, ora, è quella di attraversare la frontiera turco-siriana il prima possibile e raggiungere la Francia, dove l’aspetta la sua famiglia.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 24-10-2016 05:33 PM


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