«Preveniamo per noi stesse»

di Enrico Matzeu
Il 23 ottobre a Milano c’è la Pink Parade, maratona che vuole attirare l’attenzione sul cancro al seno. Cristina De Pin, che è la madrina, ci spiega perché partecipare è importante.

depin2Il cancro al seno colpisce una donna su otto nell’arco della vita, e, come ricorda l’Airc, è il tumore più frequente nel sesso femminile, rappresentando il 29% di quelli che colpiscono le donne. Per questo la prevenzione e la sensibilizzazione sono fondamentali. Domenica 23 ottobre a Milano c’è la PittaRosso Pink Parade, una maratona realizzata per attirare l’attenzione sul cancro al seno, ma anche per raccogliere fondi per la ricerca, che deve essere alimentata. Proprio per questo Cristina De Pin, conduttrice del fortunato format Tacco 12 …e non solo!, per il secondo anno consecutivo è madrina dell’iniziativa.

TRA TACCHI E TIVÙ
Toscana di origini, Cristina ha mosso i primi passi nel mondo delle televisioni locali, occupandosi principalmente di calcio, ma è il mondo della moda e del beauty che l’ha portata sotto i riflettori. La De Pin, infatti, è stata scelta come testimonial dei prodotti Pantene e dopo diverse partecipazioni ai programmi del piccolo schermo, è diventata la protagonista del factual dedicato alle scarpe, in onda su La5. Sposata con il centrocampista del Milan Riccardo Montolivo, da quando è diventata mamma nel maggio 2016, è ancora più attenta alla salute, ha detto a LetteraDonna.
«Se ci si sottopone a check up periodici, si è certe che qualsiasi cambiamento o anomalia possa essere curata in tempo».

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DOMANDA: Come si è avvicinata alla Pink Parade?
RISPOSTA: Una persona amica mi ha coinvolto nel progetto Pink is Good nel 2014. Da allora sono felice di dare il mio contributo nelle iniziative per raccogliere fondi per la ricerca contro il tumore al seno.
D: Come si partecipa?
R: Ci si può iscrivere online fino al 21 ottobre per la 10 km, e fino al 22 per la 5 km. Oppure presso il Villaggio PittaRosso Pink Parade in Piazza del Cannone, sabato 22 ottobre dalle 12 alle 18 e domenica 23 dalle 7.30 alle 10. Se si è allenate why not? (ride, ndr).
D: Anche in passato si è occupata spesso di lotta ai tumori. Perché questa scelta?
R: È un argomento che mi tocca molto, anche perché questa malattia ha colpito persone vicine a me.
D: Lei cosa fa in termini di prevenzione?
R: Controlli periodici, poi sto molto attenta all’alimentazione e cerco di fare attività fisica regolare. Lo sport è un elemento chiave di uno stile di vita sano ed è anche questo quello che cerchiamo di promuovere con Pink is Good.
D: Che cosa raccomanda quindi alle donne?
R: La prevenzione è qualcosa che dobbiamo a noi stesse. Non ci dobbiamo mai dimenticare che la salute è una priorità. E basta veramente poco tempo per effettuare i controlli. Quindi preveniamo, preveniamo, preveniamo!
D: Essere madri aumenta l’attenzione in questo senso?
R: Sì, ora è tutto elevato alla massima potenza. Investire nella ricerca oggi significa poter dare la speranza al futuro. Mariam crescerà e diverrà donna, e sapere che ciò che io faccio oggi potrà salvare qualcuno nei prossimi anni mi dà voglia di impegnarmi nella raccolta fondi.
D: Come sono i primi mesi di maternità?
R: Il tempo scorre velocissimo. Tra poco saranno sei mesi che sono mamma, invece mi sembra ieri che correvo verso la sala parto. Sono stati giorni intensi, li definirei di conoscenza perché ogni giorno imparo qualcosa in più su di me in quanto mamma, ma anche in quanto donna. L’universo femminile è estremamente complesso e affascinante e da quando sono madre ho imparato che una parte di questo non era ancora stata esplorata.

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D: Come riesce a conciliare il lavoro con la piccola Mariam?
R: Come fanno tutte le mamme lavoratrici. Direi che la parola d’ordine è organizzazione. Senza quella non si va avanti. Bisogna sempre programmare, appuntarsi gli impegni su un’agenda e avere con sé almeno due numeri ‘salvavita’.
D: Ovvero?
R: Numeri di persone fidatissime, che sai che possono correre in tuo aiuto nei veri momenti di bisogno. Ogni mamma ha le sue strategie e i suoi trucchi, questi sono i miei (ride, ndr).
D: Che papà è Riccardo Montolivo?
R: Assolutamente presente. Poi le femminucce, si sa, sono sempre molto coccolate dai papà.
D: Si è occupata spesso di moda in tivù, cosa la attrae di più di quel mondo?
R: Ancor prima di essere un lavoro, è da sempre una mia passione. Amo i vestiti, le scarpe e le borse. La moda racconta le epoche, la cultura.
D: Quando torna con Tacco 12… e non solo!?
R: A breve. Stiamo già lavorando alla prossima edizione e ci saranno alcune piccole novità molto interessanti. Per ora però è tutto top secret.
D: Cos’ha capito del rapporto tra donne e scarpe?
R: È un legame atavico, imprescindibile. Non importa se siano, basse, alte, tacchi, zeppe, ogni donna ha le sue preferenze, ma la scarpa è sempre e comunque una passione femminile che gli uomini difficilmente comprendono.
D: Qual è il modello di scarpe dal quale non ti separeresti mai?
R: Naturalmente un bel tacco 12, gioiello.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 22-10-2016 10:00 AM


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