Il disastro di Genova non fu colpa sua

Assolta Raffaella Paita, che nell'ottobre del 2014 era assessore regionale alla Protezione Civile della Liguria. Ripercorriamo la sua carriera, fatta di luci e ombre.

RAFFAELLA-PAITAQuando il 9 ottobre 2014 alcuni torrenti di Genova, tra cui il Bisagno, esondarono causando danni per 250 milioni di euro e la morte di una persona, Raffaella Paita era assessore regionale alla Protezione Civile della Liguria: a causa della mancata diramazione dell’allerta, era stata accusata di omicidio colposo e disastro colposo. Al termine di un processo in cui l’accusa aveva chiesto per lei una condanna a due anni e otto mesi di carcere, Paita è stata assolta per non aver commesso il fatto. Ecco chi è la politica scagionata.

GLI INIZI NELLA SINISTRA GIOVANILE
Nata a La Spezia il 23 novembre 1974, Raffaella Paita, oggi è una renziana doc, ha iniziato a far politica all’inizio degli Anni ’90, nella sinistra giovanile della sua città. Nel 1997  viene eletta in consiglio comunale e cinque anni dopo diventa capo di gabinetto del sindaco, Giorgio Pagano. Luigi Merlo, suo compagno e futuro marito, lavora nella stanza accanto: è infatti assessore e vicesindaco. Proprio da lui ‘eredita’ per due volte una poltrona. Prima quella di assessore alla Comunicazione del Comune della Spezia, nel 2007, e in seguito quella di assessore ai Trasporti, nel 2010.

UN CURRICULUM CON QUALCHE OMBRA
Nel frattempo, Raffaella Paita è al centro di un paio di situazioni poco chiare. Nel 2007 riesce infatti a diventare giornalista pubblicista, anche se in realtà sembra non aver mai praticato la professione. Decisiva risulta una collaborazione con Della Spezia, giornale dell’amministrazione per cui lavora l’amica Federica Stellini, funzionaria del Comune fino al 2014. Sempre nel 2007, esattamente il giorno prima di ricevere l’incarico di assessore, Paita viene assunta Sti, società municipale di La Spezia ‘imbottita’ di esponenti del Pd: in questo modo, presa l’aspettativa, riesce a ricevere i contributi previdenziali dal Comune.

L’ASCESA DI UNA RENZIANA DOC
Dall’assessorato spezzino, presto Raffaella Paita spicca il volo verso la Regione: nel 2010, con 9 mila voti, riesce infatti a entrare nel Consiglio Regionale della Regione Ligure. Si fa notare anche a livello nazionale, visto che a fine 2013 entra nella Direzione Generale del Pd di Matteo Renzi dopo aver vinto le primarie. A ottobre 2014 il disastro causato dall’esondazione dei torrenti di Genova. E l’inizio di un processo che si è concluso solo due anni dopo. In mezzo, la candidatura alla presidenza della Liguria. Una ‘battaglia’, questa, vinta però (con qualche polemica) da Giovanni Toti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 21-10-2016 04:38 PM


Lascia un Commento

*