Welcome to Sydney!

di Anna Luciani
Dopo una disavventura con il visto e 35 ore di viaggio, Anna Luciani ha raggiunto l'Australia. Il suo primo racconto tra spiagge, vita notturna, incontri, e, ovviamente, couchsurfing.

baia di Sydney

Anna Luciani, come ci aveva annunciato, è approdata a Sydney per la prima tappa del suo viaggio Oltreoceano. Il suo racconto per la nostra rubrica La mia Australia.

 

Sapete come dice il detto «Chi ben comincia ….», ecco, non è proprio il nostro caso. Pieni di entusiasmo siamo arrivati a Bologna, pronti con tutti i nostri bagagli, il passaporto nuovo di zecca, un sorriso a 36 denti, ma senza visto approvato! «Dettaglio» che naturalmente scopriamo all’imbarco dei bagagli a cinque minuti dalla chiusura del volo che drammaticamente perdiamo. Un inizio invidiabile.
Senza perdere troppo tempo ci mettiamo in azione quasi fossimo in un film americano: cambiamo il volo sequestrando i due operatori di terra della compagnia aerea, risolviamo incredibilmente la questione del visto e corriamo a Malpensa per prendere il nuovo volo che sarebbe partito dopo tre ore, ignorando tutti coloro (e sono stati davvero tanti) che hanno provato a terrorizzarci sulla severità degli agenti alla dogana australiana: «Avete mai visto Airport Security?» NO! Ma già mi sento la protagonista della prossima puntata, e finalmente saliamo sull’aereo.
Siamo arrivati a Perth e alla dogana neppure ci hanno guardato… Ma un consiglio mi sento di darlo: a chi vuole partire per l’Australia, il visto online per turisti (eVisitor, gratuito e valido per 3 mesi) è comodissimo da attivare sul web (obbligatoriamente fuori dall’Australia). Ma attenzione: nonostante sul sito assicurino che la validità è garantita dal giorno seguente all’attivazione, meglio farlo con qualche settimana di anticipo. Stesso consiglio vale per chi volesse attivare il visto turistico VISA600, valido per sei mesi e a pagamento. In questo caso meglio procedere almeno tre settimane prima della partenza.

L’ARRIVO
Uno dei primi pensieri quando arrivi qui, dopo 35 ore di viaggio, nove fusi orari e un balzo di 180° tra le stagioni, è che l’Australia è davvero un luogo lontanissimo da tutto il resto del mondo, e con il passare dei giorni ho capito che non è solo una questione di jet lag.
Siamo arrivati in un giorno di primavera ventoso e di nuvole basse. L’aria era fredda ma tutta la gente attorno a noi sorridente e rilassata, come Claudio, il nostro padrone di casa. Viaggiare facendo couchsurfing (qui avevo scritto per voi la mia presentazione), ospiti di volta in volta di persone diverse che gratuitamente decidono di condividere con te la loro quotidianità, i loro amici, la loro casa, è come vivere, per qualche giorno, una vita diversa. Una vita fatta di casa, di volti, di affetti, di impegni quotidiani che diventano spontaneamente i tuoi. Conosci quartieri, vie, locali, problemi, curiosità. E poi persone incredibili.

Stefano e Giovy.

Stefano e Giovy.

Ogni volta che suono un campanello, l’attimo prima di vedere il volto sorridente di chi mi aprirà e mi accoglierà nella sua casa e nella sua vita, provo un mix emozionante di entusiasmo, paura e curiosità. Ed è bellissimo.
In queste due settimane siamo stati a casa di ragazzi giovani e meno giovani, e con loro – Claudio, Stefano e Joy, Steve, Dario e Cristina, Caterina e Daniele - abbiamo percorso la città in lungo e in largo. Tutti ci hanno donato un pezzetto della loro vita con allegria e spontaneità.
La cosa incredibile, qui in Australia, è che fare couchsurfing è quasi più facile incrociando persone per strada che usando la piattaforma. Incontri qualcuno, amico di amici, racconti la tua storia, e la prima cosa che ti dice è «Ti va di venire un po’ da me?». E non immaginate quanto questa semplice proposta possa riempire il cuore di gioia, di fiducia e umanità. È la conferma che ‘fuori’, esiste un mondo diverso dal nostro in cui ci si può sentire perfettamente a proprio agio senza far nulla, senza forzature o burocrazia.

VIVERE A SYDNEY
E ora che avete capito un po’ lo spirito di questa nuova avventura… Veniamo a Sydney!

Vivere qui offre un sacco di possibilità: puoi lavorare avendo la possibilità di scegliere e cambiare, di trovare un tuo spazio, sicuro che qui la meritocrazia è alla base del sistema. Economicamente hai la certezza di poterti permettere una vita decorosa e rilassata, perché l’Australia funziona da tutti i punti di vista: amministrazione, burocrazia, trasporti ecc. Tu devi solo preoccuparti di far bene il tuo lavoro, rispettare le regole e godere di tutto ciò che questa realtà ti offre. A partire dal paesaggio.

20_skylineLo skyline di Sydney, per esempio, è uno dei più belli e conosciuti al mondo: i grattacieli, l’Opera House, l’Harbour Bridge che si stagliano all’orizzonte affacciati su una baia enorme e frastagliatissima, protetta dall’Oceano. La città nasce in una delle zone più tranquille della baia, ma si è sviluppata poi verso il mare, urbanizzando la costa per decine di chilometri.
Da Palm Beach a Nord fino alla Botany Bay a Sud, l’intera costa è un alternarsi di parchi nazionali e aree naturali protette, attraversate da percorsi che collegano baie e calette meravigliose: prati curatissimi e spiagge bianche battute da onde alte ed impetuose che si infrangono sulla battigia, un mare dall’acqua cristallina e azzurra, freddo e bellissimo. In mezzo a questa natura straordinaria, quartieri eleganti, a volte lussuosi, vivaci ma sempre ordinati, fatti di edifici e villette basse circondate dagli alberi.

festa a casa di ClaudioNoi siamo arrivati proprio il giorno prima del «long week end», un fine settimana lungo grazie al lunedì di festa. Quattro giorni di parties, drink, bassi suonati alle 5 della mattina nel salotto di casa di Claudio… Sì, proprio il salotto… ovvero ‘camera nostra’. Certo, è un po’ imbarazzante, superato lo stordimento iniziale, svegliati nel cuore della notte da uno dei coinquilini della casa e dai suoi amici alticci, prendere sacco a pelo e coperta e in pigiama trascinarti in una delle camere da letto per lasciar libera la sala… Ma dopotutto siamo ospiti, sapersi adattare è la prima regola.
E poi, un benvenuto migliore potevamo chiederlo. Con Claudio abbiamo capito subito che a Sydney ci si diverte e la vita notturna offre tantissimo. Ci sono quartieri super alla moda dove trascorrere le serate del week end bevendo cocktail dalle 20.00 (qui si cena e si esce molto prima rispetto ai nostri orari) fino alla mattina dopo.

12_bronte beach lungo la passeggiataCome in tutte le città, dipende molto dal luogo in cui si abita, però Sydney è davvero vivibile, una città accogliente, sicura, funzionante. La vita è molto cara ma gli stipendi sono proporzionati al costo. L’offerta è quella di una grande metropoli, ma allo stesso tempo i quartieri sono a misura d’uomo, quasi fossero piccole cittadine vivaci e brulicanti di persone e attività, immersi in un sistema verde esteso e variopinto. Il mare è un riferimento e facilmente raggiungibile da ogni punto della città. Spiagge bellissime, tutte dotate di servizi pubblici gratuiti quali bagni e docce (calde). Tutti gli spazi pubblici sono dotati di bidoni per la differenziata e il sistema dei trasporti pubblici, gestito dall’azienda Opal, è super-efficiente e puntuale: un’unica tessera ricaricabile per usufruire di autobus, treni, metro e barche, anche per tragitti extraurbani.
Abbiamo pensato di trasferirci? L’idea non ci dispiacerebbe, ma siamo solo all’inizio. Insomma, per chi non l’avesse capito, siamo rimasti stregati da Sidney. Tutti ragazzi italiani che abbiamo conosciuto in queste settimane non tornerebbero mai indietro. Ottenere il visto è un’impresa che mette alla prova anche i caratteri più tranquilli e ottimisti, ma se non ci si lascia scoraggiare il modo per restare si trova.

Balmoral beach la mattinaLE SPIAGGE E IL MARE
Con Steve, che vive nella zona nord di Sydney, a Cremorne Point, quartiere lussuoso e molto residenziale, meno colonizzato da stranieri (ad eccezione di qualche ricco orientale che ha investito comprando ville da capogiro, restaurando quelle più antiche e vincolate o costruendone di nuove e bellissime), ho provato l’ebrezza di iniziare la giornata con un bagno nell’Oceano a Balmoral beach: spiaggia incantevole, stranamente senza onde. Come potevo non seguirlo nel suo allenamento giornaliero? Mi sono tuffata non curante della temperatura a(nta)rtica dell’acqua. Immediatamente ho perso l’uso degli arti, poi i polmoni si sono bloccati, e non appena ho ricominciato a coordinare le funzioni vitali un pensiero ha occupato la mia mente: ma se incontrassi una medusa, uno squalo o un serpente? Diciamo che come prima nuotata è stata traumatizzante, ma una volta arrivata alla riva opposta la soddisfazione e il benessere psicofisico non mi hanno più lasciata! Molto più rilassante per fortuna è stata la nuotata nella North Sydney Olympic Pool, la piscina che ha visto allenarsi i più grandi nuotatori olimpionici australiani che Steve per lavoro conosce personalmente. La piscina è ai piedi dell’Harbour Bridge, e la bellezza di nuotare al tramonto in una scenografia del genere è difficile da descrivere.

9_surfistiGli Australiani hanno un rapporto speciale con l’acqua, basti pensare che il 90% nasce e vive sulla costa. Sydney è le sue spiagge. Ogni giorno decine di surfisti si divertono cavalcando le onde, spesso in compagnia di balene che sbuffano acqua giocando nel mare: le abbiamo viste coi nostri occhi! La spiaggia più famosa è sicuramente quella di Bondi, dove abbiamo conosciuto per caso Stefano che ci ha proposto subito di stare qualche giorno da lui. Stefano è uno dei pochissimi Life Savers italiani. I Life Savers, a differenza dei Life Guards professionisti e vestiti di blu, sono volontari vestiti di giallo e rosso e controllano la spiaggia durante la stagione estiva tutti i week end, facendo attività di prevenzione, educazione e sensibilizzazione ai pericoli dell’oceano. Fanno attenzione alle onde sui bagnanti, alla presenza di predatori nel mare, ma soprattutto alle correnti di risacca. Per diventare Life Saver bisogna seguire un corso impegnativo, alla fine del quale si entra a far parte di un Club che diviene luogo di socialità. L’obiettivo principale di questi volontari è prestare un servizio alla comunità aiutando coloro che, non conoscendo l’oceano, rischiano la vita per disattenzioni banali. La maggior parte sono orientali, tanti si buttano senza neppur saper nuotare! Le attività educative al mare coinvolgono anche i bambini più piccoli, a partire dai 5 anni.

15_colazione vegana e buonissima con Dario e CristinaPASSEGGIATE, CIBO SANO E SOCIALITÀ
Dopo Stefano è stata la volta di Dario e Cristina, che sono ottimi cuochi vegani, come tantissime persone qui in Australia, e grandi sostenitori di tutte le forme di sharing-economy: dalla condivisione dello spazio alla condivisione del pasto, e proprio a casa loro abbiamo partecipato ad un evento di social-eating. Home Made Sydney, ‘sorella australe’ della Home Made Napoli, fondata in Italia da Dario e sua sorella, è il portale creato per promuovere ‘cene sociali’: si decide un menù, si crea un evento utilizzando i social e chi vuole partecipa contribuendo solamente al costo delle materie prime. Lo scopo? Condividere buon cibo, storie, esperienze, e creare nuove amicizie. Noi abbiamo conosciuto durante la cena Caterina e Daniele, e il giorno seguente ci hanno ospitato a casa loro. In questo momento, infatti, scrivo dal loro salotto.

17_Randwick RacecourseRETAGGI ANGLOSASSONI
Dal mio racconto sembra che in Australia ci siano solo italiani, ma non è così. L’immigrazione e la presenza di stranieri è davvero altissima, e non dimentichiamo che gli stessi inglesi, coi loro volti ‘sbiavdi’ (smorti) e gli occhi di ghiaccio, sono stranieri! Inoltre a Sydney, nonostante la fortissima componente multietnica la tradizione anglosassone è ancora molto forte, non solo per l’ordine delle persone in fila alla cassa o alle fermate dei bus. Per esempio uno degli eventi più mondani e più amati in città è la corsa dei cavalli. Claudio ci ha portati il primo sabato trascorso in città. Ci aveva avvisato che l’evento richiedeva un outfit speciale, ma dopo tre ore passate tra i lussuosi negozi del centro commerciale di Bondi Junction, stordita dal jet lag, dai prezzi dei vestiti e dalle fantasie a fiori ho deciso di prendere in mano la situazione: un cerchietto pieno di fiocchi, pizzi e piume in un negozio di cinesi alla modica cifra di nove dollari mi avrebbe salvata!

16_mai stati così elegantiLa cosa importante in queste occasioni è il cappello, giusto? Sì, ma forse avrei davvero dovuto comprare anche un abito da cerimonia adatto all’occasione, scegliendo tra le tipologie extra lusso/matrimonio brasiliano/bomboniera. E magari anche dedicare qualche mezzora in più a trucco e parrucco. Come al solito non ho fatto nulla di tutto ciò pentendomene amaramente non appena arrivata al Randwick Racecourse: un sacco di persone, secondo me almeno un migliaio, la maggior parte giovani, tutti tirati a lustro. Sembrava di essere in un enorme matrimonio di gente ricca e glamour. (Anche) in queste occasioni tutti bevono tantissimo, per fortuna dopo massimo un’ora del tuo vestito non importa niente a nessuno, e quando qualcuno si ricorda dei cavalli scommette: noi abbiamo giocato tre volte puntando sui nomi più belli: russian revolution, huramaki, fabrizio. Due volte su tre abbiamo vinto, investendo nella seconda bottiglia di prosecco.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , , , Data: 21-10-2016 01:38 PM


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