Liguria da paura

di Stefania Romani
Da Villa Durazzo Pallavicini di Genova a Troria: cinque mete da visitare ad Halloween.

halloweenFantasmi, spettri, brividi: in una parola, Halloween. Forse non lo sapevate, ma la meta ideale per gli amanti italiani della festività anglosassone è la Liguria, che vanta una concentrazione incredibile di località avvolte da un alone di mistero. Meritano di essere riscoperti giardini storici, monasteri e alberghi abbandonati, che hanno fatto da sfondo a passioni, intrighi, amori proibiti. E nell’entroterra c’è Triora, il paese delle streghe.

villaIL FANTASMA IN VILLA
Il fantasma di una dolce fanciulla sembra aggirarsi per il giardino di Villa Durazzo Pallavicini, a Genova, nel quartiere Pegli, del ponente genovese, stretto fra la stazione e il lungomare, su cui si aprono antichi palazzi signorili circondati dalle palme. Attorno alla struttura ottocentesca, con il parco progettato dallo scenografo Michele Canzio, autore del teatro Carlo Felice, sarebbe stata avvistata la sagoma evanescente di una ragazza bruna, vestita di bianco, impegnata in una conversazione immaginaria. Chi ne è incuriosito, non può farsi sfuggire l’occasione di visitare il giardino appena riaperto, dopo tre anni di restauri: nell’itinerario che circonda l’attuale sede del Museo archeologico ligure, alle piante rare dell’orto botanico si alternano il laghetto, il ponte cinese, il tempietto intitolato a Diana, poi statue, edicole e giochi d’acqua.

voltriLA CASA DEI DELITTI
A una manciata di chilometri dal capoluogo, a Voltri (Genova), va vista Ca’ delle anime, una struttura diroccata, che nei secoli scorsi era una locanda, teatro di diversi assassinii. I gestori della taverna, affacciata su via dei Giovi, erano in realtà dei briganti: facevano alloggiare i clienti più ricchi, o in possesso di denaro, in una stanza defilata, che si poteva raggiungere attraverso un cunicolo segreto. Durante la notte gli ospiti venivano derubati e talvolta uccisi a coltellate o soffocati con una corda, per poi essere gettati, dietro alla pensione, in una sorta di fossa comune. Tracce di quanto avvenuto? Lo spettro di una fanciulla, in cerca del fidanzato, si dissolve lasciando un profumo di rose. A Voltri, che sorge su un massiccio roccioso, nel punto in cui si incrociano la Riviera di Ponente e quella di Levante, è d’obbligo una tappa al santuario della Madonna delle Grazie, con il convento dei Frati cappuccini.

valle-christi-rapallo-tigullioIL MISTERO DELLA MONACA
Ricorda la classica cornice di una gothic novel, il monastero di Valle Christi, con la torre campanaria che svetta sui ruderi della chiesa gotica e sul resto del complesso, adagiato sulle colline attorno a Rapallo (Genova). Lungo la via per Ruta di Camogli, il convento delle suore cistercensi, chiuso nel 1568, come deciso nel Concilio di Trento, si apre su una valle verdissima, con un’atmosfera fuori dal tempo. La leggenda vuole che una monaca, innamorata di un pastore del posto, abbia avuto con lui una bambina. Scoperta dalle consorelle, sarebbe stata murata viva assieme alla sua piccola: le grida e i lamenti delle due continuerebbero a riecheggiare, come una richiesta di pietà.

angstLO SPETTRO NELL’ALBERGO
Lungo la Riviera dei fiori, Bordighera (Imperia) stregò Monet, per il mare blu, le coste a picco sull’acqua e i giardini con le piante esotiche. Ma il fascino del paesaggio ligure a fine Ottocento colpì anche l’imprenditore Adolf Angst: volendo aprire un albergo esclusivo, lo svizzero adocchiò la proprietà della signora Ghella, fermamente contraria alla vendita e morta nell’incendio della sua casa. La nota misteriosa? Lo spettro della donna pare non aver mai abbandonato l’Hotel Angst, costruito proprio sulla proprietà della sua vecchia dimora. Qualcuno giura di aver sentito urlare Ghella, qualcun altro dice di averla vista uscire da uno specchio. E ancora oggi vale la pena di fare una sosta all’edificio, che per generazioni ha ospitato letterati, artisti, aristocratici ed esponenti del jet set internazionale.

trioraIL PAESE DELLE STREGHE
Ma non è tutto. Perché in Liguria c’è anche la capitale delle streghe, Triora (Imperia): nel borgo medievale, che dalla sommità di un colle guarda la Valle Argentina, nella seconda metà del Cinquecento furono processate e giustiziate diverse donne accusate, appunto, di stregoneria. La zona era colpita da una tragica carestia, che provocava pestilenze, e fu preso come capro espiatorio di tante tragedie un gruppo di donne, ritenute responsabili anche di atti di infanticidio e cannibalismo. I documenti relativi alle torture e agli interrogatori cui furono sottoposte sono conservati nel Museo Etnografico e della Stregoneria. La roccaforte della Repubblica di Genova, da scoprire camminando fra i carrugi con il naso all’insù, oltre alla cabotina, il casolare in cui si riunivano le streghe, vanta il castello diroccato e la chiesa di San Bernardino con gli affreschi medievali.

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Publicato in: Attualità, Saper vivere Argomenti: , , Data: 23-10-2016 10:00 AM


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