L'evoluzione dell'assorbente

Dal tessuto sino alla coppetta mestruale. Ecco come sono cambiati gli strumenti per l'igiene intima femminile.

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Come facevano le donne a inizio Novecento quando erano in quel periodo del mese? E negli Anni ’80? Le risposte arrivano da Elite Daily che grazie a un video ha provato a spiegare cosa utilizzava il gentil sesso quando aveva le mestruazioni. Almeno in America e in un lasso di tempo di oltre 100 anni. Il risultato è una sorta di evoluzione dell’assorbente comparso per la prima volta negli States intorno alla fine dell’Ottocento. Da qui i progressi per rendere le mestruazioni sempre meno ‘invalidanti’ hanno portato alla creazioni di tamponi interni e coppette in lattice.

1900L’ESORDIO
Il primo assorbente fu venduto negli Usa intorno al 1888. Si trattava di un pezzo di stoffa, lavabile e intercambiabile, legato a un supporto indossabile, sotto alla biancheria intima, come una vera e propria mutandina. Dato che parlare di mestruazione in quegli anni era un vero e proprio taboo, il prodotto non fece un grande successo tra le donne.

1920ANNI ’20
Il primo assorbente usa e getta arrivò negli Anni ’20. La struttura è molto simile a quella di inizio Novecento ma a cambiare era il concetto di igiene dato che il pezzo di stoffa destinato a raccogliere il flusso mestruale era utilizzabile una volta sola. Questa grande novità prodotta dalla Kotex fu ispirata dall’infermiera Kimberly Clark.

1930ANNI ’30
Questo periodo vide l’arrivo dei primissimi tamponi forniti di applicatore per un facile utilizzo. Era il 1934 e a inventarlo fu Tampax. Era venduto alle sole donne sposate dato che il suo inserimento poteva causare la rottura dell’imene e la conseguente perdita della verginità.

1940ANNI ’40
E il tampone interno andava per la maggiore anche nel periodo della Seconda guerra mondiale. Il motivo? È presto detto: con gli uomini al fronte le donne venivano impiegate in fabbrica o lavori pesanti. Da qui la necessità di un assorbente comodo e facile tanto da indossare quanto da portare dietro.

1950ANNI ’50
È invece un ritorno al passato quanto avviene negli Anni ’50. Questo perché le donne non erano più obbligate ai lavori pesanti a cui erano state abituate nel periodo bellico. Il ritorno tra le mura domestiche fece crollare le vendite dei tamponi favorendo il ritorno degli assorbenti a mutandina.

1960ANNI ’60
Non poteva essere altrimenti. La rivoluzione dell’assorbente intimo era destinata ad arrivare negli Anni ’60. Un periodo di grandi cambiamenti. Soprattutto per le donne. Si inserisce qui l’assorbente lavabile in cotone ancorabile alle mutande. Uno degli elementi che ha caratterizzato il mondo hippy.

1970ANNI ’70
Il 1970 è l’anno del maxiassorbente usa e getta con adesivo. Il primo creato al mondo. Un’innovazione che non venne apprezzata dal grande pubblico (puritano) dell’epoca, tanto che questo prodotto non venne mai sponsorizzato con reclame televisive.

1980ANNI ’80
Tamponi superassorbenti con applicatore di plastica. In questi assorbenti però qualcosa andò storto dato che vennero gradualmente ritirati dal mercato a causa del rilascio di una tossina. Questi assorbenti prodotti da un’allora nota casa farmaceutica causarono 84 decessi tra le donne statunitensi.

1990ANNI ’90
Come dimenticarlo. Il 1990 è stato l’anno dell’assorbente con le ali. Un prodotto usa e getta, solitamente in cotone e altri materiali assorbenti naturali, che ha fatto le fortune di certe case produttrici.

2010ANNI 2000
E come non concludere con la coppetta mestruale. È infatti questa l’ultima frontiera degli assorbenti. Una coppetta in lattice lavabile e riutilizzabile dalla forma del profilattico. La coppetta svolge l’ingrato ruolo di raccogliere il liquido mestruale promettendo di non creare più quei fastidiosi iritemi a volte causati dagli assorbenti tradizionali.

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Publicato in: Attualità, video Argomenti: , , Data: 18-10-2016 03:14 PM


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