La sicaria dello spreco alimentare

A 16 anni si è trasferita in Francia dal Benin per studiare. Nel 2013 ha creato un'app per ridurre lo sperpero del cibo, mettendo in collegamento commercianti e utenti. E ora sogna di tornare nella sua terra d'origine.

Raodath AminouDiverse tonnellate di cibo vengono sprecate ogni anno in tutto il mondo: un problema che ricade in modo gravoso sull’economia e sull’ambiente. Sulla questione ha parecchio riflettuto Raodath Aminou, imprenditrice originaria del Benin e residente in Francia, che a Madame Figaro ha raccontato la sua storia: è cofondatrice dell’app OptiMiam, un’applicazione pensata per collegare i commercianti ai quali è avanzato del cibo, con utenti che possono acquistarlo a prezzo irrisorio. Nata nell’ottobre 2014, oggi OptiMiam conta circa 90 mila utenti e 400 punti vendita convenzionati, tra ristoranti e supermercati, a Parigi e in Francia.

LA RICERCA DI UN’IDEA
Aminou, oggi 26enne, è arrivata in Francia a 16 anni per studiare ingegneria e management dei sistemi informatici e dopo la laurea ha passato due anni nel mondo della finanza. A un certo punto, però, ha iniziato a chiedersi se quello che faceva le stesse realmente dando la possibilità di esprimere al meglio sé stessa. Non riuscendo a darsi una risposta ha deciso di prendersi il rischio, e di cambiare. Così ha dato le dimissioni, si è iscritta a un Master in Innovazione ed Economia numerica, e ha iniziato a cercare l’idea che avrebbe potuto dare una svolta alla sua vita: un progetto utile, che le desse senso e voglia di alzarsi la mattina.

L’APP 
L’illuminazione, ha raccontato ancora Aminou alla rivista francese, è arrivata nel 2013 osservando una scena per strada: un ristoratore avvicinava i passanti per offrire loro il sushi rimasto invenduto al 50% di sconto. Piuttosto che buttarlo via, aveva preferito venderlo a un prezzo inferiore. «Ho trovato questa idea geniale, ma era necessario essere lì, in quel momento, per saperlo. Così è nata l’idea dell’app», ha affermato la giovane. Con le altre due cofondatrici, dirige un gruppo di 15 giovani alla prima esperienza: «Hanno una grande libertà d’azione ma anche molte responsabilità nella gestione delle diverse missioni», ha affermato.

LE PROSPETTIVE
Il progetto funziona bene, ma Aminou vuole ancora lavorarci, per cercare di ingrandirlo ed estenderlo. In prospettiva, il suo prossimo obiettivo è quello di tornare nel Benin, dalla sua famiglia, e creare un prodotto simile a OptiMiam ma col fine di aiutare gli agricoltori locali a ottimizzare i loro raccolti.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , Data: 18-10-2016 02:11 PM


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