Mamma che blogger

di Melania Guarda Ceccoli
«Ma che davvero?», disse quando scoprì di essere incinta. Un'esclamazione che ha dato il nome al suo (seguitissimo) blog su maternità, viaggi e lifestyle. Intervista a Chiara Cecilia Santamaria.

mammaIl primo aprile del 2008 quando Chiara Cecilia Santamaria scoprì di essere incinta, i medici le dissero che era già al quinto mese. Così, con il test di gravidanza ancora in mano, l’unica cosa che riuscì a dire fu: «Ma che davvero?». Un’esclamazione diventata il nome del suo blog che ha lanciato nelle ore successive per sdrammatizzare quella gravidanza inaspettata e cominciare a dire la sua su «tanti, irreali stereotipi riguardo la maternità». Oggi che il suo blog è cresciuto – la sua bambina anche –  non lascia spazio solo alle sue disavventure di mamma: racconta anche di viaggi, moda, cibo, carriera, eventi mondani.

CHIAMATELA LIFESTYLE BLOGGER
Lo saprete, Chiara non è l’unica mamma che si racconta sul web. C’è Elena Crestanello con periodofertile.it, perfetto per chi è alla ricerca di un figlio grazie ai calcolatori dei giorni più fertili. Barbara Damiano con mammafelice.it invece è la più creativa con giochi e lavoretti da fare con i bambini. Per le appassionate di video invece, da seguire è sicuramente sweetasacandy.it di Federica Piccinini, con ricette, beauty e tante chiacchiere tra amiche. Tutte loro fanno parte di Fattore Mamma, piattaforma nata nel 2008 da un’idea di Iolanda Restano. È qui che le mamme d’Italia che vogliono fare del blog il proprio lavoro, possono trovare un aiuto grazie a professionisti del settore. Alla scorsa edizione, Chiara ha partecipato come speaker al Mamma che Blog. Alla definizione mamma blogger lei preferisce quella di lifestyle blogger, come dicono gli inglesi. Sì, perché nel 2012 Chiara si è trasferita a Londra col marito e la figlia Viola e da qui ci porta alla scoperta della sua nuova città.

DOMANDA: Chiara, lei viaggia spesso. Quali sono le differenze tra le mamme blogger in Italia e all’estero?
RISPOSTA:
All’estero c’è molto meno ‘hating’ e molta più educazione, sia riguardo a commenti su racconti e pensieri personali che riguardo a temi che in Italia sono incredibilmente vissuti ancora come problematiche, come gli sponsor. Qui c’è un grande rispetto di chi è riuscito a fare del blogging un lavoro e, così come nessuno si lamenterebbe perché il proprio avvocato, dentista, giornalista del magazine preferito o panettiere prende uno stipendio dal suo lavoro, nessuno si sogna di sollevare la questione guadagno per i blogger.
D: Quali sono i blog da seguire?
R: Tra i miei preferiti di sempre ci sono Kelle Hampton, A Cup of Jo, A Beautiful Mess e ultimamente diversi canali Youtube.
D: Come riesce a rendere il suo blog così accattivante? R: Leggo, studio e penso ad argomenti che mi interessano e mi appassionano, e che quindi potrebbero interessare anche chi mi segue. E sperimento molto.
D: Il fenomeno delle mamme blogger non è più solo un hobby, per qualcuno sta diventando un vero lavoro. Che cosa serve per distinguersi nella massa del web?
R: Originalità e talento. Ma anche un approccio al lavoro serio, pianificato, competente. Credo inoltre che a fare la differenza sia anche il messaggio che lanci con il tuo storytelling: che il tuo focus sia la vita quotidiana, le recensioni o i post utility tipo ‘le 10 cose’ o ‘come fare’, dovresti sempre chiederti: ‘Che messaggio trapela da quello che scrivo e pubblico?’, ‘Perché dovrebbero leggermi?’ Credo poi, ma questo è un punto di vista personale, che chi ha una voce sul web dovrebbe usarla anche per parlare di argomenti ‘scomodi’, lanciare messaggi positivi, rompere inutili tabù, e in qualche modo – per l’ispirazione che si da, per un sorriso che si regala, per uno spunto di riflessione – far sì che chi ti visita esca dal tuo blog arricchito. Il fatto che diventi o meno un lavoro è secondario. Se non si fa per passione, meglio lasciar perdere.
D: Sua figlia come vive la sua professione da blogger?
R: Ovviamente vede la quantità di foto e video che posto online, poi le racconto sempre quello che faccio. Al momento non sembra particolarmente interessata a me, quanto piuttosto dalle youtuber che cucinano e decorano torte!
D: Quali sono i pregi e difetti del lavoro a casa? R: Per me solo difetti, infatti cerco di uscire sempre e di andare al co-working o in qualche caffè. Il lavoro da casa deumanizza, deconcentra e non permette la salutare e necessaria separazione tra «spazio del lavoro» e «spazio della casa». https://instagram.com/p/BINzdpSBR9C/
D: Blog, vlog, Instagram, snapchat. Cosa ama di più?
R: Il blog, che è il primo grande amore, e Instagram, perché amo fare foto. Ma anche i video ultimamente mi stanno catturando.
D: Secondo una ricerca di Fattore Mamma del 2012, l’84% delle mamme è sui social. Lei riesce a staccare o è sempre con il telefono in mano?
R: La seconda, ma sto cercando di migliorare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 17-10-2016 07:31 PM


Lascia un Commento

*