Il galateo al tempo dei social

Facebook e Twitter andrebbero usati con moderazione. Da evitare foto dei nostri amici a quattro zampe e discussioni sulla politica. I consigli di un esperto di netiquette.

smartphoneI social media dovrebbero essere un complemento delle nostre vite (sociali appunto) e non il loro sostituto, il luogo in cui esprimere ogni tipo di opinione e sentimento. Per questo, sul Daily Mail l’esperto britannico di buone maniere William Hanson ha stilato una serie di regole per il corretto uso di Facebook, Twitter, Instagram e affini. Insomma, ecco cosa dice la netiquette.

STATUS CRIPTICI
I social network possono anche essere usati per lanciare dei messaggi poco comprensibili alla grande massa di amici e follower, ma destinati a colpire solo certe persone. Gli status in questione possono essere accuse così come messaggi criptati di amore, possono riguardare il lavoro o l’amicizia. Il fatto è che, come in qualsiasi altro ambito della vita, le cose si risolvono meglio parlando a quattrocchi, e non dallo schermo di un pc o uno smartphone.

dog selfieFIDO E GLI ALTRI
Sembra che ormai le persone adottino un cucciolo solo per poi pubblicarne le immagini sui social network. Il cane, meglio se di razza, funziona benissimo su Instagram. Ma forse sarebbe meglio provare a godersi i momenti in sua compagnia, invece di provare a scattargli foto con l’unico obiettivo di far collezione di ‘like’. Peggio ancora, come comportamento ‘social’, creare su Facebook un profilo a suo nome: la cosa poteva essere divertente fino a qualche anno fa, oggi è solo banale.

OGNI MALEDETTO LUNEDÌ
Siamo d’accordo: il lunedì piace solo ai parrucchieri. Ma non è lamentandosi dell’inizio della settimana lavorativa che miglioreremo le cose. Allo stesso modo, sono da evitare anche i messaggi (auto)motivazionali: non aiutano nessuno. Anzi, intasano solo le bacheche. Secondo William Hanson, sono da evitare anche gli status positivi, quelli in cui gli utenti dei social network si dichiarano in grande forma, nel mood giusto, etc. Insomma, tutte quelle frasi utili a far capire che non ci siamo alzati con il piede sbagliato.

CHECK-IN A VANVERA
Non c’è niente di peggio che vantarsi sui social network di ciò che stiamo facendo. E non stiamo parlando dei ‘Rick Kids of Instagram’, che sono fuori categoria. Non interessa a nessuno se stiamo facendo ‘check-in’ in un certo ristorante o in un determinato bar. Soprattutto se poi è davvero una cosa fine a sé stessa. Facciamo un semplice esempio: possiamo far sapere a tutti che siamo in via Montenapoleone. Ma se ci siamo andati solo per guardare le vetrine o le auto parcheggiate, a che serve scriverlo su Facebook?

instagram-food-pornSCATTI A TAVOLA
Cosa facevano le persone a tavola quando non era abitudine comune fotografare i piatti? Semplice: mangiava quello che c’era dentro. Così, senza provare a trovare lo scatto giusto. Così come i programmi di cucina hanno invaso la tivù, il food porn prolifera sulle bacheche. Il problema è che, molto spesso, le foto fatte a tavola immortalano piatti dimenticabilissimi, che potremmo benissimo fare a meno di ritrarre.

LA CATTIVA POLITICA
Le discussioni sulla politica non portano a niente già se fatte al bar o in piazza, figuriamoci sul web, dove è più difficile ‘moderarle’, visto che chiunque può scrivere ciò che vuole, in un accavallarsi di commenti dove alla fine non si capisce niente. Considerando che i social network sono pieni di utenti che non si fanno problemi a insultare o giudicare altre persone senza nemmeno conoscerle, è chiaro che gli status di natura politica sarebbero decisamente da evitare.

smartphoneA OGNUNO LA SUA NOTIZIA
Non dovremmo mai scambiare i social network per testate giornalistiche, anche se ormai gran parte delle persone apprende ciò che avviene nel mondo grazie alle condivisioni degli amici o alle tendenze di Twitter. Che, va detto, rimane il social media più ‘giornalistico’ di tutti. Comunque, considerando che ogni persona segue già per conto suo almeno una testata, non c’è bisogno di condividere ogni notizia. In particolar modo le bufale.

USARE CON MODERAZIONE
Uno strano incontro in fila alle poste, un cliente dai modi bizzarri, una situazione imbarazzante in un bagno pubblico. Un episodio da raccontare sui social network può capitare a tutti, per carità. Ma quando le cose raccontate su Facebook diventano troppe, allora inizia a palesarsi la mania di protagonismo. Lo stesso vale per i video su Snapchat, i pensieri su Twitter, le foto delle vacanze su Instagram. Insomma, meglio fare le cose con moderazione. Idem per i commenti random su Facebook: inondare le bacheche altrui con un aggiornamento di status ogni dieci minuti non è cosa buona e giusta.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 17-10-2016 10:49 AM


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