Allattamento in discussione

di Giusy Gullo
Mentre in Islanda una deputata nutre al seno la sua bimba senza che nessuno si scandalizzi, in Italia parte una petizione che chiede di tutelare le mamme vittime di discriminazioni.

Unnur Bra KonradsdottirIn occasione di una seduta del Parlamento islandese, il 12 ottobre, la deputata del Partito dell’indipendenza Unnur Bra Konradsdottir, capo della commissione sugli affari scolastici, è intervenuta (in diretta tivù) mentre stava allattando la figlia di appena sei settimane. «Aveva fame e non avevo previsto di dover parlare. È la cosa più naturale del mondo», ha poi spiegato all’agenzia Afp. Per la deputata, le responsabilità politiche non modificano i suoi doveri di madre: «È come ogni altro lavoro. Bisogna fare tutto ciò che è necessario fare», ha affermato. I media islandesi hanno dichiarato che è la prima volta che si verifica una cosa simile, anche in un Paese che si distingue in Europa per l’uguaglianza di genere. Nessuno dei presenti si è mostrato in alcun modo ‘scioccato’. Ma cosa sarebbe successo se fosse accaduto altrove e, in particolare, in Italia?

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LA PETIZIONE
Una questione, quella relativa all’allattamento in pubblico, sempre più discussa. Di recente, Raffaella Sottile, giovane mamma di due bambini, ha deciso di lanciare una petizione su Change.org con una lettera diretta a Matteo Renzi, a Beatrice Lorenzin e al Centro Nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza. «Tuteliamo le madri che allattano dalle molestie e dalle discriminazioni quando devono nutrire i loro bambini in un ambiente pubblico, attraverso una legge specifica che le difenda e che integri un’azione giuridica contro chiunque violi tale diritto», ha scritto la donna nella sua proposta.

L’IMPORTANZA DI UNA LEGGE
Nel testo allegato alla petizione si evidenzia che per quanto la legge italiana e il ministro della Salute incoraggino l’allattamento, non esiste alcun regolamento a tutela delle mamme, che spesso sono vittime di insulti e prepotenze: «Spesso viene chiesto loro di andare altrove o di coprirsi durante questo atto naturale, poiché considerato indecente agli occhi di alcune persone che potrebbero sostenere l’allattamento in pubblico come un ‘atto osceno’», si legge ancora nell’appello. Un atteggiamento che la Sottile definisce «un insulto alla maternità». Per L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e per l’Unicef, si ricorda ancora nel testo, «l’allattamento è un diritto fondamentale dei bambini e delle mamme che devono essere sostenute nella realizzazione del loro desiderio di farlo». L’iniziativa, che chiede esplicitamente la realizzazione di un disegno di legge a tutela del diritto, ha già raccolto (mentre scriviamo) circa 23 mila firme.

ANCHE LE VIP SOSTENGONO LA CAUSA
La stessa causa è stata portata avanti in passato da diverse mamme famose. Una delle ‘paladine’ in Italia è sicuramente la modella Bianca Balti che in più occasioni ha sostenuto l’importanza di allattare dove e quando si vuole, pubblicando anche scatti insieme alla figlia. In pubblico, sui social e sui giornali, sono state molte le vip a mostrarsi parzialmente senza veli mentre nutrivano i loro piccoli appena nati. Da Pink, a Olivia Wilde, a Miranda Kerr, ad Angelina Jolie e Alanis Morissette. Ecco alcuni scatti.

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Publicato in: Attualità, foto, Gallery, persone, Protagonisti, video Argomenti: , , , Data: 14-10-2016 12:20 PM


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