A qualcuno piace(va) XXL

di Matteo Innocenti
Il 10 ottobre l'Italia celebra l'Obesity Day. Se oggi chili di troppo sono un problema, ieri la pancia era un vanto da sfoggiare. Il cambiamento è avvenuto lungo il sottile confine tra salute ed estetica. Che ci ha tolto un pezzetto di libertà.

Anche se nel resto del mondo il World Obesity Day cade l’11 del mese, l’Italia lo ‘celebra’ con un giorno in anticipo, ma sempre in inglese. Il 10 ottobre diventa così l’Obesity Day e l’occasione per ricordare i danni dell’obesità, pari se non superiori a quelli di una eccessiva e debilitante magrezza. Nel 2016, se la fame del mondo rimane un problema reale, è curioso osservare come, in tutto il pianeta, attualmente siano più gli obesi che le persone sotto peso (sono il 10,2% della popolazione adulta italiana). E, ben tenendo a mente che l’obesità ha molti lati negativi, è altrettanto curioso notare come la sua percezione sia cambiata nel corso dei secoli o addirittura dei millenni. Infatti, così come l’abbronzatura è diventata uno status symbol ai danni del pallore, perché prima i ricchi stavano al fresco e viaggiavano in carrozza, mentre i poveri lavoravano nei campi, allo stesso modo la pinguedine ha assunto una connotazione totalmente negativa, quando invece in passato se la potevano permettere in pochi.

venere willendorf boteroROTOLI ARTISTICI
Senza volto, ma con fianchi più che abbondanti, natiche prominenti, seni grandi ma cadenti: la Venere di Willendorf ci racconta come, nel Paleolitico, la grassezza non fosse condiderato un handicap ma, anzi, corrispondesse all’ideale di bellezza e fosse associata ai concetti di buona salute e fertilità. Le cose cambiarono con l’Antica Grecia, con una società ossessionata dal culto del corpo talmente tanto da inventare, a un certo punto, le Olimpiadi. Scherzi a parte, in una società edonistica come quella greca, per certi versi simile a quella di oggi, una certa quantità di adipe era comunque considerata un indicatore di buona salute e, se non altro, di appartenenza al ceto più alto. Se l’arte classica esaltava i muscoli, quella successiva non disdegnava invece la ciccia, sinonimo di benessere: figure femminili abbondanti ma desiderabili si possono infatti ammirare nei dipinti di Rubens come Baccanale e di Renoir, su tutti Le bagnanti. Quasi superfluo citare Botero, che ha fatto dell’obesità la sua cifra stilistica.

CAMBIO DI PROSPETTIVA
Carestie e malnutrizione hanno vessato l’umanità per millenni, mentre i ricchi andavano all’ingrasso a suon di banchetti. Nel Medio Evo i nobili avevano la gotta, ma vuoi mettere il piacere di mangiare selvaggina a go go ogni giorno? Enrico VIII, poi, cambiava foro nella cintura più rapidamente di quanto facesse con le mogli. E così via, perché essere pasciuti, panciuti e paffuti era cosa buona, segno di agiatezza e ottima salute. Come ci insegnano ancora oggi le nonne. Poi, agli albori del XX secolo, quando la ricerca scientifica lo ha associato a diverse malattie, il grasso è diventato cattivo. Una piaga sociale, un segno di trascuratezza verso se stessi, una mancanza di disciplina che induce a un giudizio negativo da parte degli osservatori esterni. E, dunque, qualcosa di cui vergognarci.

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La modella curvy Tess Holliday.

GRASSI, MA NON SI DICE
Si può essere in sovrappeso per le ragioni più disparate: avanzare dell’età, cibo usato come rifugio dopo traumi profondi o come ‘cura’ per la depressione, disfunzioni ormonali. In realtà, si può benissimo diventare obesi perché si prova un estremo piacere nel mangiare. In fondo, si vive una volta sola e allora meglio farlo godendosi davvero i piaceri della tavola oppure del junk food, i gusti son gusti. Sì, però questo non va detto, perché ormai non si può più essere grassi. Anzi, anche definire una persona grassa è peccato. Così hanno fatto la loro comparsa le curvy (come a suo tempo gli operatori ecologici sostituirono i netturbini), spesso ben più che curvy. Chi mette su chili su chili preferisce dare la colpa al metabolismo lento, oppure alle celebri ossa grosse, che vanno bene per tutte le stagioni. E a scuola, se prima i bulli si facevano dare le merendine, adesso prendono in giro chi ne mangia troppe.

TRA SALUTE ED ESTETICA
Non tutti gli obesi sono come quelli di programmi come Vite al limite, Extreme Makeover Diet Edition e Adolescenti XXL. Basta avere in mente come si calcola l’indice di massa corporea per capirlo. Fatto sta che, esagerazioni a parte, ognuno dovrebbe essere libero di essere come vuole, gestirsi come gli pare, persino di morire a causa di una malattia cardiovascolare, se vuole. Invece la società moderna ha tolto alle persone la libertà di essere grassa e felice di esserlo, facendo spesso leva, più che sul binomio tra grasso e salute, su quello tra grasso ed estetica. E via di chirurgia bariatrica. Ma, anche qui, questione di gusti. Perché, anche se il grasso non è necessariamente bello, forse non è nemmeno così brutto come lo si dipinge.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , Data: 10-10-2016 02:45 PM


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