«Smile!», chi lo inventa e chi lo chiede

di Filomena Avino
Tutto il mondo celebra i 17 anni della Giornata Mondiale del Sorriso istituita da Harvey Ball. Ma è anche una buona occasione per apprezzare la campagna fotografica di Jay Weinstein «Così ho chiesto loro di sorridere».

art-designer-harvey-ball-4853«Fa’ un gesto di gentilezza. Aiuta le persone a sorridere!». È sempre e ancora lo stesso semplice messaggio del World Smile Day, la giornata mondiale del sorriso. Nata nel 1999, questa iniziativa non ha smesso di esistere in nessun Paese del mondo. Tutto è cominciato nel 1963 quando un artista del Massachusetts, Harvey Ball, ha creato il ben più noto smile, la faccina che sorride. Con il passar del tempo, però, lo statunitense si è reso conto di quanto il suo simbolo stesse perdendo l’intento e il significato iniziale a causa del suo abuso. Da qui, l’idea di instaurare il World Smile Day perché «lo smile non conosce politica né geografia né religione e tutti nel mondo dovremmo dedicare un giorno all’anno ai sorrisi e a gesti gentili», ha detto Ball. Così ha deciso che, da quel momento in poi, ogni primo venerdì di ottobre sarebbe stato dedicato al sorriso. Timido, sfrontato, allegro, tenero. Ce ne sono di tanti tipi e, qualunque esso sia, il 7 ottobre 2016 è la giornata giusta per sfoggiarne uno, anche sui social. Infatti, l’hashtag #giornatamondialedelsorriso è diventato tranding topic. Da personaggi dello spettacolo a ‘comuni mortali’, da foto a gif, dai più ironici a quelli più seri, ce n’è per ogni gusto.

CON E SENZA SORRISO
E se Ball ha ideato il World Smile Day, il fotografo Jay Weinstein ha dato il via a un’impresa a tema che, però, non è legato a una data specifica: «So I asked them to smile», (così ho chiesto loro di sorridere). Un’iniziativa che prevede di immortalare il viso delle persone con e senza sorriso, nulla di più. A spiegare la storia è Weinstein stesso sulla pagina Facebook che porta il nome del progetto. All’epoca, nel 2013, era in viaggio verso Bikaner (in India) per realizzare un servizio fotografico. Giunto nei pressi di una stazione ferroviaria, aveva notato un uomo che avrebbe voluto fotografare. Ma, dopo un attimo di esitazione, aveva deciso di cambiare soggetto. Fino a quando l’uomo stesso aveva chiesto di essere fotografato. «Fotografa anche me!», gli aveva detto. Così è cominciata la sua avventura per documentare l’effetto che può avere un sorriso sui volti di persone sconosciute.

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Publicato in: Attualità, foto, Gallery, persone Argomenti: , , , Data: 07-10-2016 12:31 PM


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