«Rotterdam come il Terzo Reich»

di Federico Capra
Il consiglio comunale della città olandese ha proposto che alle donne, ritenute inadeguate ad allevare figli, vengano somministrati obbligatoriamente anticoncezionali. E Crepet commenta: «Si tratta di una cosa agghiacciante».

anticoncezionale«Se la notizia fosse confermata sarebbe agghiacciante». Paolo Crepet non ha dubbi. Del resto la volontà espressa dal consiglio comunale di Rotterdam sciocca tanto noi quanto lui. «Proibire alle donne di poter avere dei figli è un qualcosa di inconcepibile. Non ci sono parole che possano giustificare quanto mi riportate. Si tratta di un chiaro ritorno al Nazismo», ha spiegato a LetteraDonna lo psichiatra. Tutto nasce dalla decisione del consiglio della città olandese di fornire, attraverso ordine del tribunale, una contraccezione obbligatoria a quelle donne ritenute inadeguate ad allevare figli. Promotore di questa controversa iniziativa l’assessore alle politiche giovanili Hugo De Jonge.

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Lo psichiatra Paolo Crepet.

PIÙ CONTRACCEZIONE MENO INFELICI
Nell’ottica dell’assessore olandese questa iniziativa servirebbe a impedire, «a quei genitori inaffidabili», che vengano messi al mondo bambini «destinati a crescere infelici». Un programma che al momento inquadra solo 160 donne ma il cui numero è destinato a crescere. Già altre donne, infatti, sono state individuate e attendono l’ordine del tribunale per ricevere la contraccezione obbligatoria. «Mi spiace che tutto questo accada. In particolar modo in Olanda, Paese che amo», ha aggiunto Crepet. Ma non potendo entrare nei meriti delle decisioni di un consiglio comunale piuttosto che di una Nazione, «la scelta è semplice. Tutti i cittadini europei non devono più andare a Rotterdam. Soprattutto le donne che sono interessate da questa bieca iniziativa. Abbiamo bisogno di una levata di scudi contro decisioni folli come questa». E quando gli facciamo notare che nell’ottica di De Jonge questo programma arginerebbe sul nascere la venuta al mondo di future persone infelici, Paolo Crepet esplode: «È una bestemmia. La felicità non dipende dal quantitativo di gambe che hai o dal quoziente intellettivo. Così facendo si elimina a priori la felicità».

LEVATA DI SCUDI
Ma il disappunto per questa notizia non arriva solo dall’Italia. In Olanda molte associazioni e partiti politici si sono detti contrari alla decisione presa dal Comune di Rotterdam. «Il governo non può decidere chi deve e non deve avere figli. Ritengo che questa legislazione sia da rivedere», ha detto Arno Rutte, esponente politico olandese del VVD.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , , Data: 06-10-2016 05:01 PM


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