«Sogno un mondo senza definizioni»

di Enrico Matzeu
«Chiunque ha diritto di trovare qualcuno da amare, ma l'omofobia è ancora forte». A tu per tu con Cristina Bugatty, artista cross gender a Pechino Express nella coppia dei Contribuenti.

Il cosiddetto popolo del web la conosceva già, i più attenti se la ricordano (anche) per alcune apparizioni televisive, molti l’hanno scoperta solo ora che è a Pechino Express. Cristina Bugatty è la bionda artista cross gender (all’anagrafe è Edoardo, ndr) che forma con Diego Passoni la coppia dei #Contribuenti. Veneziana di origine, è una delle rivelazioni dell’adventure game di Rai Due per la sua ironia pacata ma efficace e per essere sempre impeccabile, trucco e parrucco compresi, nonostante i chilometri che deve affrontare in ogni tappa. Sì è avvicinata allo spettacolo nel 2000, entrando nella compagnia del Teatro della Tosse di Genova e ha fatto della recitazione il suo lavoro principale, anche se grazie a Piero Chiambretti è approdata anche nel mondo della televisione, partecipando a Chiambretti c’è e a Markette. Qualche fiction qua e là, ma soprattutto Telebugatty, il suo canale Youtube su cui posta video e interviste e «che rilancerò dopo Pechino», ha promesso lei a LetteraDonna.

Cristina Bugatty con Diego Passoni a Pechino Express.

Cristina Bugatty con Diego Passoni a Pechino Express.

DOMANDA: Che esperienza è stata quella a Pechino Express?
RISPOSTA: Intensa, impegnativa, fantastica.
D: Cosa l’ha spinta a partecipare?
R: Ho sempre amato la trasmissione che seguo dalla prima edizione, ma ero convinta che non avrei mai potuto partecipare a una avventura simile dato che detesto gli insetti, non amo chiedere nulla a nessuno e non riesco a dormire facilmente con persone sconosciute. Poi sono maniaca della pulizia, curo molto l’alimentazione, non sono competitiva e per pudore non mi sono mai rivelata completamente a chi non conoscevo bene, celando in pubblico alcune emozioni, cosa impossibile in un reality.
D: Perché non ha rifiutato allora?
R: Quando mi hanno chiesto di partecipare, ho sentito che era giunto il momento di farlo e ho accettato volentieri.
D: Come è nata la coppia con Diego Passoni?
R: Quando la produzione, che voleva già proporre a Diego di partecipare, è venuta a sapere che ci conoscevamo, ci ha proposto di vivere questa esperienza insieme.
D: Come si è trovata con lui?
R: Avendo due caratteri molto diversi, all’inizio ci siamo dovuti tarare. Poi è andato tutto bene.

D: Cosa fa di Pechino Express un programma così gay friendly secondo lei?
R: Il fatto che sia intelligente e non scontato, che mette al centro le relazioni interpersonali.
D:Dall’altra parte, al Grande Fratello Vip (su Canale 5 ogni lunedì) c’è stato un episodio omofobo con Clemente Russo. Cosa ne pensa?
R: Non so se Clemente Russo sia omofobo o meno, so però che da anni lavora in tivù e dovrebbe conoscerne benissimo i meccanismi. Avrebbe dovuto sapere che dicendo determinate cose si sarebbe alzato un polverone, sia nel caso in cui credesse in quello che stava dicendo sia che scherzasse. Come il recente episodio con Stefano Bettarini ha confermato, evidentemente non è una cima né tanto meno una persona sensibile.
D: Che opinione si è fatta della vicenda?
R: Trovo orrendo e antico l’umorismo involvente che ha utilizzato, un po’ come se una persona usando un vecchio cliché nei sui confronti (in quanto pugile) lo prendesse in giro facendo intendere che gli sono rimasti pochi neuroni per i troppi pugni presi in testa.
D: In Italia omofobia e transfobia sono ancora forti secondo lei?
R: Anche se meno di anni fa, sono ancora drammaticamente presenti. Per rispondere comunque in modo esauriente si dovrebbero riempire molte pagine.

D: Cosa consiglia a un giovane ragazzo che ha difficoltà ad accettare la propria sessualità?
R: Se uno non accetta per primo la propria sessualità è facile che nemmeno la sua famiglia la accetti. Innanzitutto quindi gli consiglierei di rivolgersi a un esperto che possa aiutarlo, magari avviando un percorso con i familiari. Sono presenti sul territorio molte associazioni che mettono a disposizione gratuitamente psicologi che forniscono molti strumenti per affrontare il futuro con maggiore serenità.
D: Che idea si è fatta invece del trono gay di Uomini e Donne?
R: Ho visto solo due puntate, ma penso sia positivo che la realtà gay e quella etero siano rappresentate allo stesso modo. Tutti hanno diritto di trovare qualcuno con cui stare bene. Approvo anche la scelta del tronista e dei pretendenti per quello che ho visto non macchiettistici.
D: Si parla molto di gender oggi, ma lei ha fatto del gender fluid il suo punto di forza. Quando ha cominciato?
R: Non amo le definizioni anche se in passato, per un brevissimo periodo, ho creduto che darmene una fosse necessario per gli altri. Poi ho compreso che il significato di queste definizioni cambia in base al Paese, come per esempio il termine transgender che ha assunto nella lingua italiana diversi significati a seconda degli ambiti in cui è usato. Diciamo che mi piacerebbe un mondo in cui le persone potessero essere ciò che sentono, senza definizioni, caselle, giudizi, ma valutate solo per quello che dicono, per come si comportano e non per come scelgono di apparire o per la loro sessualità. Il mio percorso di coscienza comunque è iniziato a 11 anni.

D: Sull’onda di Pechino Express darà nuova vita a Telebugatty.  Cosa vedremo?
R: Tra poco posteremo un’intervista ad Amanda Lepore, modella statunitense, cantante, musa del fotografo David Lachapelle, icona della moda che oltre a rispondere a domande particolari canterà per noi. Successivamente l’intervista al direttore dell’Asl di Milano reparto dipendenze Riccardo Gatti.
D: E cos’altro ha in serbo?
R: Sto autoproducendo per Telebugatty una web fiction comica dal titolo Contessa Du Bronges, che narra le vicende di una donna omofoba, classista, razzista, misogena, misandria, ladra, falsa, opportunista, pazza, assassina che utilizza i suoi miliardi per umiliare e sottomettere chiunque.

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