La prevenzione si fa da giovani

di Silvia Soligon
L'incidenza del tumore al seno è in aumento. In molti casi colpisce prima dei 50 anni. Stile di vita ed esami possono però aiutare a sconfiggerlo a qualsiasi età. Ce ne parla il professor Luini.

nastro rosa tumore senoIl tumore al seno resta un’importante minaccia per la salute delle donne. Sono 50 mila i nuovi casi stimati per il 2016, ben 2 mila in più rispetto a quelli registrati nel 2015. A certificarlo sono i dati raccolti da Aiom (Associazione italiana di Oncologia medica) e Airtum (Associazione italiana registri tumori) nel volume I numeri del cancro in Italia 2016. L’arrivo di ottobre punta nuovamente i riflettori sull’argomento. Dal 1992, infatti, è questo il mese dedicato alla lotta contro il cancro al seno: quell’anno nacque il Pink Ribbon, il fiocchetto rosa internazionalmente conosciuto come simbolo della battaglia contro il tumore alla mammella.

Tante le iniziative proposte: dalle conferenze alla distribuzione di materiale informativo, passando per dibatti, visite senologiche e mammografie gratuite. Particolarmente attiva, come ogni anno, è la Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt), che con la sua campagna Lilt for Women – Campagna Nastro Rosa 2016 e l’hashtag #iofaccioprevenzione vuole raggiungere le donne di ogni età con lo slogan: «La prevenzione è un messaggio per tutte noi». Un messaggio ancora più importante, alla luce dei dati emersi proprio in occasione della presentazione di questa 14esima edizione della Campagna Nastro Rosa: il 30% dei casi di tumore al seno viene diagnosticato prima dei 50 anni, cioè prima di entrare nella fascia di età cui è rivolto lo screening per la diagnosi precoce del tumore mammario previsto dal Servizio Sanitario Nazionale (tra i 50 e i 69 anni). Ma come prevenire e riconoscere il tumore al seno in età più giovane?

«La prevenzione primaria nella donna giovane si basa sullo stile di vita», ha spiegato a LetteraDonna Alberto Luini, senior consultant presso la Divisione di Senologia 1 e Chirurgia Senologica dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Precisando però che «uno stile di vita corretto riduce il rischio di malattia senza dare una garanzia assoluta di non ammalarsi».
Secondo l’esperto, possiamo paragonare lo stile di vita a un’assicurazione sulla vita: «si fa per saggezza e amore di sé, ma non si ha la certezza che copra davvero tutti i rischi. Un’alimentazione sana ricca di alimenti vegetali che cambiano ogni giorno e povera di grassi, zuccheri raffinati, proteine animali e poverissima di sostanze alcoliche, un’attività fisica regolare almeno tre volte ogni settimana per 60 minuti ogni sessione e la totale astensione dal fumo di sigaretta sono però abitudini utilissime».

ESAMI A PARTIRE DAI 30 ANNI
La prevenzione secondaria si basa invece su mammografia ed ecografia mammaria a partire dai 40 anni, ripetuta ogni anno e seguita sempre da una visita senologica. L’autopalpazione, invece, non è più da considerare uno strumento di diagnosi precoce: «Se fino a qualche anno fa era la donna ad avvertire la presenza di un nodulo al seno, oggi una neoplasia è rilevata più frequentemente attraverso la diagnosi strumentale. Oggi vogliamo scoprire tumori al seno non palpabili, cioè iniziali e piccolissimi: sono quelli più curabili». Per questo è importante che l’ecografia mammaria venga effettuata ogni anno dai 30 anni.

ATTENZIONE AI CASI IN FAMIGLIA
«Nei casi di alto rischio familiare i controlli nelle donne giovani possono essere più ravvicinati e personalizzati e possono prevedere oltre a mammografia ed ecografia mammaria anche la risonanza magnetica, rivolgendosi a un Centro di eccellenza in cui operano medici esperti nel rischio genetico-familiare che possono consigliare il programma di controlli adeguato in relazione alla situazione personale». In molti casi la valutazione del rischio prevede la compilazione di un questionario preliminare, in base al quale è possibile valutare la possibilità di eseguire dei test genetici. «Chi abbia il dubbio di avere un rischio familiare elevato può rivolgersi al Centro di Senologia della sua Regione».

MASTECTOMIA PREVENTIVA?
In alcuni casi ad alto rischio familiare, soprattutto se associati alla presenza di alterazioni genetiche,  le donne si trovano inoltre di fronte a un ulteriore approccio preventivo: sottoporsi a una mastectomia (come ha fatto Angelina Jolie). Ma è davvero necessario rinunciare al proprio seno per evitare di ritrovarsi alle prese con il cancro? «È senza dubbio un ottimo strumento», ha spiegato l’esperto, precisando però che «come tutti gli interventi chirurgici va discussa con calma e chiarezza caso per caso, in un percorso che coinvolge, oltre al senologo e al medico genetista, lo psicologo e il chirurgo plastico».

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 05-10-2016 12:54 PM


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