«Il M5s? È una casa chiusa»

di Giovanna Pavesi
«Ognuno vende la coscienza per una poltrona». Serenella Fucksia, espulsa a dicembre, commenta l'addio al Movimento di Pizzarotti: «Un'ottimo sindaco. Onestà non è una scritta sulla maglietta».

M5S: Pizzarotti, per colpa dei talebani perso tante personeLa primavera del M5s iniziò a Parma il 21 maggio 2012, quando Federico Pizzarotti, un cittadino in mezzo a tanti, venne eletto sindaco di una grande città e non di un paese di provincia. Estraneo alle logiche di potere, divenne emblema di cambiamento e discontinuità rispetto al passato amministrativo e politico del capoluogo emiliano.
Molto amato dal M5s, soprattutto all’inizio, è diventato un soggetto da allontanare silenziosamente negli ultimi anni. Ufficialmente sospeso per aver taciuto un avviso di garanzia, ha da sempre denunciato le zone grigie e le contraddizioni che attraversano il Movimento fondato da Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo. Ha domandato e ha cercato chiarimenti. Fino all’epilogo: la decisione di uscire da un gruppo che non sembra non volerlo più e che lui stesso trova profondamente mutato.
Negli ultimi anni, il M5s ha visto decimare i propri eletti. Espulsi, vittime talvolta di regolamenti non scritti, o esponenti fuoriusciti volontariamente.
Tra questi, Serenella Fucksia, eletta con il M5s e ora nel Gruppo Misto al Senato, espulsa il 28 dicembre 2015 ufficialmente per un ritardo nella rendicontazione. A LetteraDonna ha commentato il caso del sindaco Pizzarotti, che ha definito «un ottimo sindaco, una persona profondamente onesta che ha messo al primo posto la sua città».

fucksiaDOMANDA: Senatrice Fucksia, si aspettava la scelta del sindaco di Parma?
RISPOSTA: Sì. Anzi, mi chiedo come abbia resistito tanto, perché poi, ad un certo punto, subentra anche un discorso di dignità. Tutto quello che il Movimento poteva fare per mobbizzarlo, isolarlo e sminuirlo, è stato fatto. Pizzarotti è stato fin troppo paziente e corretto: le ha provate tutte fino a quando la situazione è diventata insostenibile. E lo era già da tempo.
D: Pensa sia stato un buon amministratore?
R: Assolutamente: è stato concreto e si è circondato di persone valide. Ha una buona giunta compatta, persone che si sono mantenute in armonia. Credo che i cittadini di Parma debbano essere contenti perché hanno avuto come sindaco un uomo pulito: questa era la svolta, l’occasione a cui doveva aprire il M5s.
D: «Pizzarotti è uscito dal M5s. Sono contento e specialmente per lui. Spero che si goda i suoi 15 minuti di celebrità», ha scritto Grillo sul suo blog. Che pare abbia dato, ancora una volta, poca importanza alle dichiarazioni del sindaco di Parma. Perché?

R: Grillo è un uomo intelligente e credo sia in imbarazzo in questa situazione. Sa cosa faranno ora? Ignoreranno Pizzarotti il più possibile, per evitare che diventi un eroe, e troveranno qualcosa di forte per distrarre l’attenzione.
D: Il sindaco di Parma ha più volte dichiarato di non essere stato lui a cambiare ma il Movimento. Condivide questa affermazione?
R: Questo è un discorso che abbiamo fatto in molti fuoriusciti o spinti fuori. Forse c’è stata l’illusione di vedere qualcosa che poi alla fine non era.
D: Cosa intende?
R: Sicuramente c’era la buona fede e la buona intenzione di molti, soprattutto prima delle politiche, quando la cosa era ancora disinteressata, non c’erano garanzie e si faceva fatica a trovare persone da mettere in lista. In quel momento tutto era molto bello e coinvolgente.
D: Poi cos’è accaduto?
R: Il successo rapido e così inatteso ha dato un po’ alla testa a molti e ha lasciato venir fuori gli arrivismi, lo sgomitamento per emergere, i giochi di potere, gli sgambetti, il peggio della politica, cioè quello che si contestava. Ciò che doveva essere nuovo è stato semplicemente il vecchio, trito e ritrito, in una forma diversa. Senza competenza né esperienza.
D: Che cos’è diventato il M5s?
R: Fuffa, un prodotto di marketing. Ripeto: c’erano buone intenzioni, Casaleggio aveva sicuramente qualche ideale altrimenti certe cose senza passione non le fai, ma in Grillo penso abbia predominato l’egocentrismo, l’applauso che cerca l’uomo di spettacolo.
D: Che cosa rappresenta oggi il ‘partito’ di Grillo?
R: Una cosa molto diversa dall’ideale che avevamo tutti all’inizio. C’è stata una selezione al peggio: non c’è stata meritocrazia né trasparenza. Non c’è un regolamento chiaro, né competenza. Se qualcuno si dimostra diverso non c’è spazio. Io non parlerei di «stanze chiuse» (come ha detto più volte Pizzarotti, ndr) ma direttamente di «case chiuse».
D: Cosa intende dire?
R: Ognuno vende la propria coscienza per una poltrona, quindi un modo di prostituire sé stessi. All’interno di queste «case chiuse» si svendono i valori, i sogni, la moralità che ognuno si dovrebbe portar dietro.
D: Cos’è venuto a mancare nel M5s?
R: La coscienza e il senso critico. L’intelligenza della Rete è diventata la deficienza della Rete, non c’è stata crescita né evoluzione, non c’è spessore politico né idealità. È lo slogan che ripete sé stesso.
D: Cosa si poteva cambiare?
R: Gli slogan costruiti, finti, di plastica. Se ci fossero stati tanti Pizzarotti, ad esempio, il Movimento avrebbe sicuramente fatto tanto. I partiti sono scatole vuote, soprattutto quando non c’è storia alle loro spalle: le scelte sono fatte dalle persone, la coscienza e l’onestà sono connesse alle persone e non a degli slogan vuoti. L’onestà non è una maglietta che indossi, ma un modo in cui affronti le situazioni.
D: Pizzarotti, ieri, in conferenza stampa, ha dichiarato: «In tante parti d’Italia siamo stati consumati da arrivisti ignoranti che non sanno cosa vuol dire amministrare». Secondo lei a chi si riferiva?
R: Credo che attualmente tutte le persone che emergono nel M5s non siano le migliori perché le più valide sono state accantonate. La lotta è a chi strega di più. Ora chi è rimasto dentro? Di Maio che fa lo splendido ma non sa affrontare una situazione reale se non ha suggerimenti, Di Battista che è sicuramente spigliato ma che riprende vecchi discorsi costruiti che sono sul blog da anni.
D: Cosa pensa di Virginia Raggi?
R: È graziosa, spigliata, molto fotogenica, forse più adatta alla conduzione di una trasmissione televisiva. Ha dimostrato di saper mentire con facilità e leggerezza.
D: Quindi non le piace il sindaco di Roma.
R: Non sta facendo il sindaco, non si sta prendendo una responsabilità: se avesse avuto attorno delle persone valide, l’inesperienza avrebbe potuto essere colmata. Il discorso sulle Olimpiadi è vecchio di anni: le è stato preparato tipo Wikipedia, in pieno stile Cinque stelle. Quando si argomenta per sentito dire, dove si va a finire? Se Pizzarotti avesse fatto un decimo degli errori della Raggi?
D: Che differenza c’è tra il sindaco di Roma e quello di Parma?
R: Raggi è il messaggio promozionale per propagandare il Movimento, un mondo costruito dal Web, dove non si capisce mai dove finisce la verità e inizia la menzogna, dove si crede e ci si adegua acriticamente. Pizzarotti è stato un sindaco per la città e ha scelto di essere concreto.
D: Come mai esistono due pesi e due misure?
R: Il sindaco della Capitale ha altri poteri, altri sostegni: perdere Roma, per il Movimento, sarebbe un enorme problema, anche se sta già dimostrando di non saper governare. Il M5S farà questo calcolo: se le cose, nella capitale, riusciranno ad andare bene sarà merito loro, se andranno male sarà colpa di Virginia Raggi.
D: E di chi sarebbe la colpa?
R: Del partito che, eventualmente, non sa scegliere le persone. A Roma si sono preoccupati di fare soltanto propaganda e prendere voti, ma non hanno una visione di città, di promozione e di crescita.
D: Oggi chi convince ancora il M5S?
R: Chi è disorientato o chi è ancora inebriato da questa novità; oppure, chi penserà di trarne un’utilità, diretta o indiretta. Il M5s ha dato poltrone senza alcun merito: il successo è arrivato veloce, non meritato.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 04-10-2016 12:13 PM


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