La mafia che ha paura dell'adulterio

La moglie del boss condannato all'ergastolo ha un amante. Così dai vertici di Cosa Nostra scatta la condanna a morte. Le intercettazioni dei carabinieri, però, salvano la vita alla donna.

628L’adulterio non si paga con la vita solo in alcuni paesi che si proclamano islamici, ma anche a Palermo, dove il codice d’onore (per così dire) della mafia non lascia scampo a quelle donne che tradiscono il marito affiliato a una qualche cosca. Figurarsi se poi lui è un boss, che deve essere temuto e rispettato. «Inutile ammazzare lui, poi lei se ne va a cercare un altro»: il ragionamento del padrino del quartiere di Villasanta Mariano Marchese, intercettato dai carabinieri, lasciava presagire una sentenza di morte. La vittima avrebbe dovuto essere proprio la moglie di un boss, condannato all’ergastolo. E la famiglia di lei, anch’essa mafiosa, era d’accordo.

DONNE DA PUNIRE
Una «fimmina sdisanurata», «il male», «indegna»: tanti gli epiteti rivolti alla donna, mentre si discuteva di che fine farle fare per lavare col sangue quell’onta così intollerabile. Nonostante la mafia siciliana sia in crisi, come si spiega su la Repubblica ora stanno tornando a comandare i boss più anziani, legati a una mentalità forse più violenta rispetto a quella dei boss giovani finiti in carcere. E una donna troppo libera non è tollerabile, nell’ordinamento di Cosa Nostra. Stavolta, l’intervento dei carabinieri ha salvato la donna dall’omicidio. Mentre il suo amante è stato costretto all’esilio, lontano da Palermo.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: Data: 03-10-2016 07:13 PM


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