A chi tocca l'Esselunga?

La morte di Bernardo Caprotti apre il capitolo eredità. Dopo le sconfitte in tribunale, i figli Giuseppe e Violetta tenteranno di riconquistare un posto di rilievo nell'azienda? Una nuova battaglia legale è tutt'altro che improbabile.

Bernardo_Caprotti_1All’indomani della morte di Bernardo Caprotti, il fondatore di Esselunga deceduto venerdì 30 settembre all’età di 90 anni, la domanda che tutti si pongono è una sola: che fine farà l’eredità? Curiosità scontata ogni qualvolta si assista alla dipartita di qualche grande imprenditore, ma in questo caso potremmo assistere a più veleni e colpi di scena del solito. È cosa nota, infatti, che i rapporti tra Bernardo Caprotti e i suoi famigliari nel corso degli anni sono stati tutt’altro che idilliaci. E che, per risolvere le dispute, non sono bastati dei pranzi di famiglia, ma c’è voluta la Cassazione.

INCOGNITE TESTAMENTARIE
Si attende, dunque, l’apertura del testamento, dove già è scritto a chi spetta quel 25% del patrimonio di Caprotti immune dalle quote legittime distribuite alla moglie Giuliana Albera e ai figli di primo e secondo letto. Secondo i calcoli de la Stampa, Albera si vedrà riconosciuto almeno il 25%, mentre i figli Giuseppe, Violetta e Marina il 16,66% a testa. Giuseppe e Violetta, però, sono quegli stessi figli che negli ultimi anni hanno affrontato il padre nei tribunali, e che quindi, presumibilmente, rimarranno tagliati fuori dai giochi. Ma fino a un certo punto, perché insieme raggiungono il 33%, quota sufficiente a far valere la propria voce in consiglio di amministrazione.

ESSELUNGA-1FUTURO INCERTO
E dire che Caprotti, nel 1998, a fare un passo indietro ci aveva provato, cedendo un terzo delle azioni della società al figlio Giuseppe. Nel 2002 uscì dal consiglio di amministrazione, ma fu subito chiaro che l’addio, in realtà, non era tale. Nel giro di pochi anni, Caprotti estromise il figlio dalla società grazie alla quota del 51% sull’usufrutto, che aveva tenuto per sé, e si rimise alla guida di Esselunga. I figli Giuseppe e Violetta hanno provato per anni a contestare quella scelta, ricorrendo a un lodo arbitrale che diede ragione al padre. Fecero ricorso quindi in Cassazione, ma anche in quel caso le loro richieste non vennero accolte. Il rischio, ora che Caprotti è morto, è che le sorti di Esselunga si impantanino in una lunga battaglia legale.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 03-10-2016 06:21 PM


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