«Da quella finestra l'ha spinta il bullismo»

di Giusy Gullo
Émilie aveva 17 anni quando ha deciso di suicidarsi. I genitori hanno deciso di rendere pubblico il diario in cui la ragazza raccontava nei dettagli le umiliazioni che subiva giorno dopo giorno a scuola.

émilieÉmilie aveva 17 anni quando ha deciso di mettere fine alla sua vita. Il 19 dicembre 2015 si è gettata dal balcone, a casa di suo padre. Il cuore ha smesso di battere circa un mese dopo, il 22 gennaio del 2016. I genitori della piccola, Virginie et Ian, sono convinti che a spingere la figlia alla disperazione siano state le violenze da lei subite quando frequentava il liceo Notre-Dame de la Paix, a Lille: «Molestata da alcuni suoi compagni, ha vissuto nel terrore per anni. È lì che è iniziata la sua depressione», hanno affermato.

IL DIARIO
Émilie subiva continue derisioni e le raccontava nel suo diario, scoperto solo dopo il decesso. I suoi hanno dato a La Voix du Nord l’autorizzazione di pubblicare i disperati racconti della ragazza.

LE UMILIAZIONI
Il diario è un tragico viaggio nella angosciosa quotidianità che la ragazza doveva puntualmente affrontare. Rifiutata e presa in giro per il suo modo di vestire, per i suoi interessi, per il suo ruolo da ‘prima della classe’, soffriva in silenzio, senza riuscire a evitare gli atteggiamenti molesti dei suoi compagni. «Sentivo su di me lo sguardo di tutti. Li vedevo sorridere quando mi guardavano. Fissavano le mie scarpe, i miei jeans, il mio maglioncino a collo alto, la mia borsa. Qualcuno mi chiamava ‘clochard’». Non si sentiva mai al sicuro, Émilie. Quando poteva si rifugiava in bagno, che tra le sua pagine definisce «l’unico posto di questo fottuto liceo in cui mi sento tranquilla». Tanti gli episodi descritti nel diario: in classe le lanciavano oggetti addosso, le mettevano gomme da masticare tra i capelli, non rispettavano le sue cose.

IL SILENZIO A CASA
A casa, però, Émilie non raccontava nulla. «Avevo deciso di non dire a nessuno l’inferno che vivevo. Non volevo che i miei genitori sapessero fino a che punto fossi pietosa e pensassero di aver messo al mondo una completa cretina». Il malessere della ragazza però, hanno raccontato i familiari, un giorno era esploso in una crisi d’ansia, seguita dal ritiro da scuola. Gli anni seguenti, prima della tragedia, Émilie aveva continuato i suoi studi con corsi a distanza e alcune lezioni in un altro liceo, dove era stata accettata e aveva degli amici. Il danno, però, era ormai avvenuto: aveva sviluppato una sorta di fobia della scuola. La terapia psicologica non ha fermato la spirale depressiva della giovane, sfociata drammaticamente nel suicidio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , Data: 28-09-2016 05:14 PM


Lascia un Commento

*