Serena, ma non troppo

La violenza perpetrata dalla polizia nei confronti delle persone di colore è una vera emergenza negli Stati Uniti. La Williams è intervenuta sulla questione pubblicando una sua riflessione su Facebook.

serena williamsDopo la denuncia di diversi sportivi americani contro le violenze perpetrate dalla polizia nei confronti delle persone di colore, anche Serena Williams, fino a ora rimasta in silenzio, ha deciso di dire la sua. In un post su Facebook l’atleta ha raccontato un’esperienza che l’ha turbata e spinta a condividere la riflessione: si trovava in macchina con il nipote (che era alla guida) quando in lontananza ha intravisto un poliziotto sul lato della strada. In quel momento, ha raccontato la sportiva, il suo istinto è stato quello di controllare se il giovane parente, 18enne, stesse rispettando il limite di velocità, ripensando a un video nel quale una donna in macchina col suo compagno assisteva alla sua uccisione da parte delle forze dell’ordine.

«BISOGNA CONTINUARE A LOTTARE»
«Perché ho dovuto pensarci nel 2016? Non abbiamo forse giù sperimentato abbastanza cose, aperto abbastanza porte e avuto un impatto su miliardi di vite?», ha scritto. E ha aggiunto: «Mi rendo conto che dobbiamo ancora andare avanti. Non è quello che abbiamo ottenuto che conta, ma quello che dobbiamo ancora conquistare». Alla fine del post, prima di firmarlo a suo nome, la Williams ha citato Martin Luther King: «Arriva un momento in cui il silenzio è tradimento». E ha concluso: «Io non resterò in silenzio»

UNA VERA EMERGENZA
Le parole della sportiva mettono ulteriore luce su un’emergenza non certo trascurabile negli Stati Uniti. L’ultimo caso di violenza da parte delle forze dell’ordine su persone di colore si è verificato la sera del 27 settembre in California: un afroamericano è stato ferito mortalmente dalla polizia di El Cajon, nella periferia di San Diego. Secondo quanto affermato dagli agenti, l’uomo era disarmato ma avrebbe estratto e puntato contro di loro un ‘oggetto’. Alcuni testimoni oculari hanno dichiarato invece che la vittima è stata colpita quando aveva la mani alzate, ma la polizia ha negato questo particolare portando in sua difesa un fermo immagine tratto da un video in cui si vede l’uomo ‘in posizione di tiro’ mentre gli agenti si avvicinano con le pistole spianate.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , Data: 28-09-2016 02:33 PM


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