Se il coming out è una sfida

di Filomena Avino
Un'associazione di quartiere tunisina lancia una petizione per cacciare l'ex Femen Amina Sboui a causa delle sue abitudini. Così lei decide di ribattere in tivù, dichiarando la sua bisessualità.

Amina Sboui«Sono bisessuale, è la mia libertà, la mia vita. Nessuno ha il diritto di intromettersi». Intervento forte e che non lascia spazio a interpretazioni quello di Amina Sboui a Attessia TV. Il coming out della tunisina, ex militante delle Femen, è giunto durante un programma andato in onda il 26 settembre 2016, all’indomani della petizione lanciata dall’associazione Ouled Sidi Bou Saïd che la vuole «fuori dal quartiere perché costituisce una minaccia per le usanze tunisine e rappresenta un cattivo esempio per giovani e bambini».

LE INSINUAZIONI DI CHAABANE
«È una provocatrice che veste in modo stravagante, che si permette di bere alcol nei bar e di abbracciare altre donne nella strada adiacente alla moschea», ha dichiarato Ben Chaabane, presidente dell’associazione. «Tanto i suoi vicini quanto gli abitanti e negozianti del quartiere sono infastiditi e non la vogliono più lì. Addirittura, un poliziotto non è riuscito a farla uscire dal bar in cui beveva. È una ragazza che beve costantemente e passeggia ubriaca nei luoghi pubblici», ha aggiunto Chaabane.

LA REPLICA DI AMINA
La Sboui, però, ha smentito completamente le accuse, replicando che l’accanimento di Chaabane è scaturito da una denuncia per aggressione che lei stessa aveva precedentemente sporto contro il fratello dell’uomo. Su questo l’ex Femen, che ha scoperto l’esistenza della petizione attraverso i social, ha le idee chiare: «Cercano di attaccarmi solo per via della mia sessualità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti, video Argomenti: , , , , Data: 27-09-2016 06:46 PM


Lascia un Commento

*