«La vostra denuncia non la capiamo»

Charlie Hebdo risponde in un'editoriale alle accuse del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. E coglie l'occasione per attaccare sia lui sia la stampa italiana.

biard pirozzi harlie hebdoÈ andata a finire che, per spiegarci la satira sul terremoto del Centro Italia, quelli di Charlie Hebdo hanno dovuto smettere i loro panni di vignettisti e cimentarsi in un editoriale. Secco, conciso e che mette all’angolo Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice. Pirozzi aveva denunciato il settimanale satirico per diffamazione aggravata, indignato dalle ormai famigerate vignette. Charlie Hebdo ha risposto dalle proprie pagine per voce di Gérard Biard. E dal suo editoriale traspaiono tanto l’incredulità per la denuncia di Pirozzi, tanto che per l’ondata di indignazione a firma degli editorialisti italiani.

PIROZZI NEL MIRINO
«[Pirozzi] ci ha denunciato per ‘diffamazione aggravata’. Un’accusa un po’ curiosa, visto che la polemica isterico-mediatico-politica che ha infiammato l’Italia a causa dei nostri disegni si basava inizialmente sulla nozione di offesa al buon gusto. Resta quindi da sapere se la giustizia italiana giudicherà questa denuncia ricevibile», scrive Biard mettendo al centro della riflessione le priorità che dovrebbe porsi una comunità colpita da una sciagura simile. Poi, l’attacco diretto al sindaco, in due fasi. Prima spiegando che «[la giustizia italiana] ha già molto lavoro, e non mancheranno le occasioni [...] di ascoltare lo stesso sindaco di Amatrice». Frase innocua, a una lettura superficiale, ma che assume un significato ben preciso se associato a quanto scritto poche righe oltre: «Nel 2012, Sergio Pirozzi era già sindaco di Amatrice da 3 anni… Questo piano è stato dunque approvato da lui. Così come il permesso di costruire, di riabilitazione o di messa a norma dei palazzi. Senza dimenticare le procedure di appalto e le attribuzioni dei contratti che ne derivano».

GLI INDIGNATI CHE NON LEGGONO I GIORNALI
Ma Biard ne ha anche per i professionisti dell’indignazione che ormai da tempo appestano tanto il web quanto la carta stampata: «Mentre gli editorialisti facevano a gara nell’indignarsi [...], altri giornalisti seguivano l’inchiesta dei magistrati del ‘pool anticorruzione’ incaricati, fin dall’indomani del sisma, di portare alla luce ciò che poteva eventualmente nascondersi sotto le macerie di Amatrice. [...] Cosa che dava un po’ l’impressione che questi editorialisti oltraggiati non leggono i giornali sui quali scrivono». Perché, per quanto le vignette abbiano potuto indignarci, su una cosa quelli di Charlie Hebdo hanno ragione: le nostre case, la scuola antisismica crollata, non le hanno costruite loro. La rabbia e l’indignazione teniamocele per chi l’ha fatto davvero.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 27-09-2016 12:42 PM


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