Moda, Milano ha il suo Rinascimento

di Enrico Matzeu
Lavinia Biancalani ha tracciato per noi un bilancio della MFW. «È l’appuntamento più atteso insieme a Parigi. Le sfilate hanno ricominciato a stupirci». Da Prada a Moschino, i protagonisti indiscussi.

Laura Biagiotti - Alternative Views - Milan Fashion Week SS17Si sono chiuse le porte della Milano Fashion Week, dove gli stilisti hanno presentato le nuove tendenze per la primavera/estate 2017 (qui quelli premiati da Fabiana Giacomotti). Abbiamo trovato molte conferme e poche vere novità, come il dibattito sulla stampa estera tra chi, come la rivista Business of Fashion ha lodato la moda milanese e chi invece l’ha bacchettata, come i critici di Vogue America. La fashion blogger Lavinia Biancalani, autrice del sito Thestylepusher, che ha fatto per noi un bilancio di questi sei giorni di defilé, sta con la prima corrente: «È stata una settimana intensa, tra sfilate, presentazioni ed eventi. Milano sta vivendo un bel momento, e la fashion week ne sta guadagnando, è finalmente tornata alla ribalta, affermandosi come l’appuntamento più atteso insieme a Parigi», secondo Lavinia.
«Si è respirata un’atmosfera fresca e curiosa, perché la moda ha ricominciato a stupirci, mentre per quel che riguarda le ispirazioni, c’era un’aria sognante e a tratti fiabesca»: finalmente a Milano è tornata la sperimentazione, mantenendo il perfetto connubio tra «tradizione e innovazione». La forza ritrovata della moda italiana è anche quella di puntare sui più giovani, per dare una ventata di novità: «Molte grandi maison stanno facendo un ottimo lavoro nel sostenere i nomi più piccoli: è il caso di Giorgio Armani con la sua mentorship agli emergenti o della Camera della Moda con i progetti rivolti ai nuovi talenti, che ne beneficiano». Secondo la Biancalani, che le sfilate le ha viste da molto vicino, «ci stiamo (lentamente) rialzando dopo aver passato un periodo buio a causa della crisi economica. C’è più spensieratezza e positività».

GUCCI FA SOGNARE
Venendo ai protagonisti di questo carosello del glamour, non si può non parlare del momento d’oro che sta vivendo Gucci, il brand fiorentino che ha di fatto inaugurato la settimana. «Su Thestylepusher lo abbiamo definito un freak show, una Wunderkammer in cui gli abiti sono gli oggetti che ne fanno un mondo fantastico. Una favola distorta a tratti horror, dove tutto è un po’ esagerato, volutamente fuori posto, per un risultato perfetto». Sì, perché il direttore creativo Alessandro Michele ormai non è più un novellino delle passerelle e la conferma della sua bravura arriva stagione dopo stagione, anche se «non è semplice creare con tutta questa attenzione addosso, con aspettative sempre più alte, in un mondo che sta lì a guardare, aspettando il passo falso». Il punto di forza della Gucci targata Michele insomma è il fatto che «si evolve, ma allo stesso tempo resta identico e stupisce ogni volta».

PRADA: UNA GARANZIA
Tra i capisaldi di Milano Moda Donna c’è come sempre Prada, anche questa volta esaltata dall’opinione pubblica, per aver «puntato sull’eleganza riconoscibile, con una collezione dove troviamo tutto: le stampe Anni ’60, i sandali bassi in plastica, l’uso delle piume, il nylon, la lingerie portata sopra a tuniche e camiciole e le incrostazioni in plastica». Insomma la signora Miuccia ha lanciato attraverso i suoi vestiti un messaggio abbastanza chiaro, quello «di voler tornare alla semplicità, purificare, togliere il superfluo a favore di uno stile chic e sensibile, ripercorrendo con eleganza e coerenza tutto ciò che è stata in passato. Prada non ha bisogno di stupire».

L’IRONIA DI MOSCHINO
Gli stilisti più esuberanti, quelli che rompono gli schemi e spesso fanno storcere il naso ai critici più arguti, non mancano neanche a Milano e se Philipp Plein, che nel suo ultimo show ha messo al centro della passerella un enorme giostra e invitato a cantare Fergie, ha deciso di spostarsi il prossimo anno alla New York Fashion Week, Jeremy Scott è rimasto fedele alle origini e ha portato nuovamente la sua stravaganza americana da Moschino, di cui è direttore creativo. «Quando arrivò, lasciò tutti a bocca aperta, riuscendo a scrivere un nuovo capitolo della maison in modo coerente, sempre in bilico, sfruttando al massimo la sua idea ironica della moda», ha precisato la Biancalani, aggiungendo che «Scott non si prende troppo sul serio, gioca con le ispirazioni perché lui è così e basta e lo trovo sempre molto coerente. Questo voler giocare sempre sui temi di collezione potrebbe suonare ripetitivo ma alla fine è efficace, oltre che divertente».

LA RIVOLUZIONE DI VERSACE
A modo suo sta vivendo una rivoluzione anche il marchio Versace. Donatella, infatti, ha proposto «capi sportswear in nylon couture che sembra seta e blouson in pelle meravigliosi», attenuando – ma non eliminando del tutto – quella stravaganza e quella sensualità estrema che da sempre la caratterizzavano. «Lei e il suo team hanno preso in mano la situazione, e le prime avvisaglie di cambiamento le ricordo già un paio di stagioni fa». Da Versace, insomma, hanno cominciato una «profonda trasformazione, una sfida importante, ma il messaggio è chiaro, si parla di una donna forte e indipendente, per una collezione rivolta a quelle che si riconoscono nella sensualità tipica della Medusa,ma che si stanno evolvendo a favore della praticità». Un cambiamento notato da tutti, sia nella proposta dei capi che dell’atteggiamento della stilista: «Apprezzo moltissimo che si sia messa in gioco raccontandosi sui social, penso che l’evoluzione del brand vada di pari passo anche con questa scelta».

I TREND DI STAGIONE
Facendo un bilancio finale di questa fashion week, si può dire che le tendenze di rilievo, ovvero i capi che troveremo la prossima primavera nei guardaroba femminili sono: «Lo stile boho- chic, ovvero le maxi gonne a balze proposte ad esempio da Alberta Ferretti e Roberto CavallI; il glitter che ritroveremo nel mondo del make up, vedi le modelle che hanno sfilato da Fendi con le labbra ricoperte di brillantini rosa, gli abiti sottoveste che già abbiamo iniziato a intravedere ma che la prossimamente si affermeranno, e infine i gioielli e le cinture, perché indosseremo molti più accessori». A tal proposti infatti si sono visti pezzi davvero interessanti, che come sappiamo spesso sono anche il core business delle aziende di moda. «Mi ha colpito la maxi borsa di Marni, collegata alla cintura che in pratica diventa un vero e proprio marsupio, e un’idea simile l’ha proposta anche Emilio Pucci. Poi sicuramente la maxi bag che ricorda una sella, firmata Jil Sander e i sandali molto sporty di Versace», ma nell’elenco delle cose più interessanti viste in passerella ci sono anche «lo stivaletto in maglia di Fendi, la maxi cintura di Alberta Ferretti e poi tantissimi gioielli in metallo».

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Publicato in: Attualità, Fashion Argomenti: , , Data: 27-09-2016 01:23 PM


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