Fuocoammare sei stato nominato

di Matteo Mazzuca
L'Academy l'aveva escluso dalla shortlist dei miglior film stranieri. Ora il lungometraggio di Rosi si prende la rivincita e viene candidato nella lista dei migliori docufilm. Ecco otto curiosità sul documentario.

Oscar: e' Fuocoammare il candidato italianoL’aveva a lungo cercata. E, alla fine, Fuocoammare di Gianfranco Rosi ha avuto la sua nomination agli Oscar. Non come miglior film straniero, ma entrando nella cinquina dei miglior film documentario. Quando concorreva per entrare nella lizza dei migliori lungometraggi stranieri, i membri dell’Academy avevano preferito Tanna (Australia), È solo la fine del mondo (Canada), Land of Mine – Sotto la sabbia (Danimarca), Vi presento Toni Erdmann (Germania), Il cliente (Iran), Kongens nei (Norvegia), Paradise (Russia), En man som heter Ove (Svezia) e La mia vita da Zucchina (Svizzera).

TEMA CALDO
Il documentario di Rosi racconta l’immigrazione a Lampedusa, la piccola isola a sud della Sicilia dove ogni anno sbarcano migliaia di immigrati, e di come questo fenomeno influenzi la vita degli abitanti.

VERO EROE
Il protagonista è il dottor Pietro Bartolo, medico chirurgo che da anni si occupa di visitare i migranti al loro arrivo. Il 3 ottobre 2013 è stato tra i più attivi nel soccorrere i sopravvissuti del naufragio che causò 366 vittime.

LUCI DI GUERRA
Il titolo del documentario riprende quello di una canzone nata sull’isola nel 1943, ispirata dai bombardamenti che rischiaravano la notte.

IL REGISTA
Il regista Gianfranco Rosi ha la cittadinanza italiana e statunitense, ma è nato ad Asmara, in Eritrea. Ha raggiunto la notorietà come documentarista grazie a Sacro GRA, che racconta lo scenario circostante al Grande Raccordo Anulare di Roma. Sacro GRA ha vinto il Leone d’Oro a Venezia 2013.

Oscar: e' Fuocoammare il candidato italianoTRIONFO A BERLINO
Anche Fuocoammare ha vinto il primo premio di un grande festival, aggiudicandosi l’Orso d’Oro al Festival di Berlino 2016. Le quattro candidature al David di Donatello, invece, non hanno sortito alcun effetto sul palmarès.

CALARSI NEL REALE
Per realizzare il docufilm, Rosi ha voluto prima immergersi nella realtà dell’isola, trasferendosi a Lampedusa e vivendoci per più di un anno. «Solo così avrei potuto capire il sentimento dei lampedusani», ha spiegato.

LO SPIRITO NEI TAGLI
Per non perdere il senso di contatto con l’isola e le sue storie, Rosi ha voluto che il montaggio finale, realizzato da Jacopo Quadri, venisse ultimato a Lampedusa.

STRUMENTO DI LUCE
La videocamera utilizzata da Rosi è una Arri Amira Camera digitale. Rosi, nonostante fosse la prima volta che la usava, si è trovato subito a suo agio col nuovo mezzo tecnico: «A volte sembrava di lavorare con tantissima luce. La tecnologia mi ha aiutato molto in questo film».

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , , , Data: 24-02-2017 02:03 PM


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