Tutte insieme alla Casa Bianca

Dall'amministrazione Clinton in poi, le donne hanno conquistato ruoli sempre più prominenti nello Studio Ovale. È bastato darsi una mano l'un l'altra, sostenendo a vicenda le proprie idee.

donne casa biancaDa soli non si va da nessuna parte. Da sole, tanto meno. Perché essere donne in un mondo di uomini vuol dire lottare per sé, per la propria affermazione personale. Ma dovrebbe significare anche battersi per i diritti di tutte le donne. Che poi è anche il modo più semplice per fare del bene a sé stesse. Lo sanno bene le donne che, nel corso di otto anni, hanno affiancato Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti riuscendo a far sentire la propria voce anche nei processi decisionali più delicati e importanti. Come hanno fatto? Semplice: spalleggiandosi a vicenda.

L’IDEA È MIA E ME LA TENGO IO
Il sistema è semplice. Quando una collega, durante una riunione, avanza una proposta, la si ripete citando il suo nome. La sua idea, così, viene rinforzata, così come la sua autorevolezza. Inoltre, così facendo, nessun uomo può appropriarsi di un’idea che non gli appartiene. Alla Casa Bianca ha funzionato, e ha permesso di far giungere le voci femminili all’orecchio di Barack Obama. Quest’ultimo, a inizio del primo mandato, contava su uno staff che per due terzi era composto da uomini. Nel corso del secondo mandato, invece, le quote rosa hanno raggiunto quelle azzurre.

CONQUISTARE IL PRESIDENTE
Come spiega un articolo del Washington Post, il successo di chi lavora alla Casa Bianca può essere valutato in base a un semplice criterio spaziotemporale: più tempo passi a contatto con il Presidente, più hai successo. Cosa tutt’altro che semplice, perché quattro anni passano in un soffio, specie se sei l’uomo più potente del mondo e tra consigli di sicurezza, rapporti con il Congresso, politica estera e quant’altro hai davvero moltissimi impegni. Per i suoi collaboratori ambiziosi, dunque, ogni minuto di udienza è prezioso. Ancora di più se si è donne, e quindi inevitabilmente bersagli di pregiudizi in cui può cadere, suo malgrado, anche il primo Presidente di colore della storia degli Usa. Le donne che hanno lavorato alla Casa Bianca nei decenni passati attendono con curiosità l’eventuale arrivo di Hillary Clinton al Campidoglio. Fu proprio durante i due mandati del marito Bill, infatti, che le donne cominciarono a conquistare terreno nello Studio Ovale.

STUDIO OVALE PER MAMME
«Credo che sia importante poter contare su una massa critica», dice la consigliera di Obama Valerie Jarrett riferendosi all’importanza dei numeri nudi e crudi: «Non è sbagliato dire che all’epoca scorreva molto testosterone. Ora abbiamo qualche estrogeno in più a bilanciare la situazione». Certo, rimangono alcune difficoltà, come quelle legate alla famiglia. Per una donna che lavora alla Casa Bianca gestire la maternità è complesso (lo è per tutte le donne, ovvio, qualsiasi lavoro facciano): ma nei dintorni dello Studio Ovale hanno cominciato ad attrezzarsi con strutture e congedi pagati. E tutti questi diritti sono stati conquistati grazie a un qualcosa che non sempre le donne fanno: darsi una mano a vicenda.

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Publicato in: Attualità Argomenti: Data: 23-09-2016 06:14 PM


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